Le farmacie al centro dei processi di digitalizzazione del Ssn

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La pandemia da Covid-19 pur sottolineando la grande capacità di resilienza del nostro Sistema Sanitario Nazionale, ha messo in luce alcuni colli di bottiglia ed evidenziato le principali priorità per il futuro: assistenza territoriale e digitalizzazione, cui puntare anche grazie ai fondi del PNRR. All’interno di questi processi, cruciali le farmacie, trait d’union tra ospedale e territorio.

L’ultimo anno e mezzo, segnato dall’emergenza sanitaria determinata dal dilagare del Covid-19 ha stravolto il Sistema Sanitario Nazionale, costringendolo a una repentina riorganizzazione. Se questo da una parte ha messo in luce la grande capacità di resilienza dello stesso – e del personale sanitario che lavora al suo interno – dall’altra ha mostrato anche i numerosi colli di bottiglia che non ne consentono la piena efficienza. Tra le priorità cui puntare nel post-emergenza, in primis assistenza territoriale e digitalizzazione. All’interno di questi percorsi le farmacie, che proprio durante le settimane più difficili del Covid-19 sono state riscoperte quali presidi sanitari di prossimità capaci di offrire una gamma di servizi sempre più estesa, possono svolgere un ruolo di cruciale importanza, rappresentando un vero e proprio trait d’union tra ospedale e territorio.

Gli stanziamenti del PNRR per la digitalizzazione

In occasione del convegno “Dati bene Comune”, anche il Sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha insistito su questo punto: “La farmacia dei servizi è al centro del flusso di dati tra territorio e strutture ospedaliere”. All’interno di un rinnovamento del sistema sanitario, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR, ha stanziato risorse importanti per la digitalizzazione: poco più di 4 miliardi per l’ammodernamento tecnologico degli ospedali, circa 1,7 miliardi per il rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica e quasi mezzo miliardo per rispondere in maniera univoca a future possibili pandemie, attraverso un sistema innovativo per la salute. Si tratta di un imponente investimento stanziato per favorire la digitalizzazione del Sistema Sanitario Nazionale “che prevede di rinnovare i sistemi digitali e rafforzare gli strumenti di raccolta con l’elaborazione e l’analisi dei dati” ha proseguito Sileri. L’obiettivo è infatti quello di garantire la diffusione del fascicolo sanitario elettronico, l’erogazione di servizi essenziali di assistenza, una omogeneità nell’offerta di cure su tutto il territorio nazionale con una programmazione di qui a 10 anni.

Il ruolo centrale delle farmacie

Per far sì che tutto questo possa avere una piena fruibilità dal livello locale al livello nazionale – ha sottolineato il Sottosegretario alla Salute – “alla base deve esserci un rinnovamento culturale che riguardi sia i cittadini – che devono essere formati all’utilizzo delle nuove tecnologie – ma soprattutto i professionisti che devono essere messi nelle condizioni ottimali per offrire servizi avanzati. Nella sanità del futuro – ha spiegato Sileri – dovrà esserci quella comunicazione reale e costante tra centro e periferia, tra ospedale e territorio, che è quello che abbiamo visto mancare, non in tutta Italia ma in moltissime aree del nostro Paese, nel periodo della pandemia”. Un gap che può essere colmato dalle farmacie che con la loro capillarità sul territorio – oltre 19mila a livello nazionale, presenti finanche nelle aree più remote del paese – riescono ad offrire assistenza a tutti i cittadini assicurando loro, grazie alla digitalizzazione, una comunicazione più agevole e costante con altre strutture sanitarie e con gli ospedali.

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