Le raccomandazioni per l’aderenza terapeutica di Cittadinanza attiva

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Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato ha presentato un’analisi sul tema dell’aderenza terapeutica. “Siamo ben lontani quindi da quella definizione di compliance intesa come ‘il grado con il quale il paziente segue le istruzioni mediche’, ma si approccia al problema con una visione più ampia, multidisciplinare e multi dimensionale, che non coinvolge solo il paziente e il medico (nella relazione di cura), ma si estende a tutti gli attori del sistema salute, ciascuno con il proprio ruolo, con la propria professionalità e competenza e a tutti i fattori, endogeni ed esogeni, che impattano sull’aderenza alle terapie”, si legge nell’introduzione del rapporto. Nonostante questa nota positiva il tema rimane attuale e secondo stime dell’OMS, il 30-50% dei farmaci prescritti non sono assunti come dovrebbero; inoltre tra il 30% e il 70% dei pazienti commette errori o scambi involontari di farmaci.

I risultati del rapporto sull’aderenza terapeutica

Molta attenzione all’appropriatezza prescrittiva, meno all’informazione e agli strumenti tecnologici di supporto al paziente per migliorare l’aderenza alle terapie. È questo il quadro degli strumenti messi in campo dalle Regioni sul tema dell’aderenza terapeutica che emerge dall’analisi civica  realizzata da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, con il contributo non condizionato di Servier. L’indagine è stata realizzata attraverso un questionario rivolto agli assessorati alla salute, al quale hanno risposto 13 regioni (Campania, Friuli Venezia Giulia-FVG; Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Sardegna, PA Bolzano, PA Trento, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto), e a 264 professionisti sanitari.

Cosa incide maggiormente sulla mancata aderenza?

I fattori principali che inficiano il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico sono:

  • la compresenza di più patologie;
  • la scarsa motivazione del paziente o frustrazione nel non percepire esiti e benefici dalle cure;
  • la scarsa comprensione sulla terapia da seguire;
  • le difficoltà economiche e sociali che colpiscono il paziente;
  • motivi organizzativi e carenze nei servizi sanitari.

Otto le raccomandazioni civiche proposte da Cittadinanzattiva alle istituzioni

  1. Attuazione del Piano Nazionale della cronicità su tutto il territorio nazionale

Al fine di ridurre il rischio di interventi regionali e territoriali frammentati e a silos e promuovere una politica unitaria e sistemica sull’aderenza alle terapie, si raccomanda di dare in tutte le Regioni/PA tempestiva e piena attuazione alle indicazioni contenute nel Piano Nazionale della Cronicità (PNC), in riferimento alla sezione “Terapie e aderenza terapeutica”.

  1. Cittadino protagonista del proprio percorso di cura

Garantire l’effettiva erogazione della terapia educazionale, così come previsto nei nuovi LEA, per le persone con diabete, obesità, asma e allergie […]  estendere tale diritto anche ad altre condizioni. Definire, inoltre, congiuntamente tra équipe e persona assistita il percorso di cura, condividendo priorità, obiettivi e preferenze, per rendere le terapie e le indicazioni di salute compatibili il più possibile con il progetto di vita e le ambizioni del cittadino.

  1. Misurare l’aderenza terapeutica

Secondo metodi, criteri e indicatori evidence based per avere contezza della dimensione del fenomeno e delle difficoltà nel rispettare le prescrizioni farmacologiche e le indicazioni terapeutiche, al fine di restituire a professionisti, Istituzioni sanitarie e Organizzazioni civiche e di pazienti gli ostacoli e i trattamenti efficaci per superarli.

  1. Semplificare la vita e ridurre la burocrazie inutile

Riducendo il carico burocratico nella prescrizione (es. rinnovo piano terapeutico, trascrizione da ricetta bianca a ricetta rossa) e le distanze da percorrere (es. per raggiungere il Centro prescrittore o per ritirare il farmaco).

  1. Fiducia e stabilità nel rapporto tra equipe di cura e cittadino

Garantire counseling, tempo adeguato a una comunicazione efficace sulla/e patologia/e, sulla terapia/e, sulla durata del trattamento e sulla periodicità dei controlli per offrire un “sostegno ai comportamenti più utili”, per consolidare l’adesione al percorso terapeutico in una relazione costruttiva tra la persona e l’equipe di cura.

  1. Aderenza per garantire più sicurezza

Dare piena attuazione in tutte le Regioni/PA della Raccomandazione ministeriale n. 17 sulla Riconciliazione farmacologica, individuando in maniera chiara e univoca il centro di responsabilità deputato a garantire la riconciliazione. Migliorare la chiarezza delle indicazioni contenute nelle prescrizioni evitando l’uso di sigle, di abbreviazioni e di vocaboli latini o stranieri (es. ½ cp die), al fine di aumentare la comprensibilità e ridurre il rischio di errori nell’assunzione. A tal fine potrebbero essere utili supporti informatici, come software per il professionista e app per i cittadini.

  1. Formazione al personale sanitario, caregiver familiare e professionale

Investire in formazione rivolta al personale sanitario, su comunicazione, relazione e profili di sicurezza e interazione tra farmaci in polifarmacoterapia. Promuovere un sostegno e formazione al caregiver familiare e professionale, sostenendoli e qualificandoli nella propria attività, e in quest’ultimo caso ponendo attenzione alle eventuali differenze culturali e linguistiche.

  1. Valorizzare tutte le professionalità

Valorizzare di più le competenze di tutte le professionalità coinvolte, capitalizzando anche la vicinanza e la prossimità rispetto al cittadino, soprattutto per venire incontro alle fragilità della persona, delle famiglie e delle aree disagiate, come ad esempio le aree interne.

Il parere del presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti

“La presentazione della “Raccomandazione civica per l’aderenza terapeutica” da parte di Cittadinanzattiva è un passo importante nella direzione di un nuovo modello di tutela della salute, impostato sull’assistenza territoriale e la collaborazione interprofessionale, che da sempre perseguiamo”, afferma il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, intervenuto oggi alla presentazione dell’iniziativa, alla quale la Federazione ha collaborato. “È ormai un dato riconosciuto da tutta la comunità scientifica che la non aderenza alle terapie produce un guasto gravissimo sia sul piano clinico sia sul piano economico-sanitario. È evidente che il cattivo controllo delle malattie croniche è all’origine di complicanze ed eventi acuti che comportano  ricoveri ospedalieri e prestazioni diagnostiche: insomma sofferenze per il paziente e costi evitabili per la collettività”, prosegue Mandelli.

“Da tempo in tutto l’Occidente industrializzato il farmacista è coinvolto direttamente nel supporto all’aderenza alla terapia con risultati positivi supportati da una cospicua letteratura scientifica. In Italia la Federazione persegue questo obiettivo da tempo anche attraverso sperimentazioni scientifiche – il progetto I-MUR – che hanno dimostrato non solo l’efficacia del supporto che il farmacista offre al paziente nell’uso corretto del farmaco e nel rispetto della terapia prescritta, ma anche il gradimento del paziente italiano per questa forma di assistenza. Oggi siamo alla vigilia dell’implementazione di questa prestazione nell’ambito della farmacia dei servizi, grazie a un finanziamento previsto dall’ultima legge di Bilancio, e le indicazioni e le evidenze fornite da questa iniziativa di Cittadinanzattiva sono senz’altro un ulteriore, importantissimo stimolo”.

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