Mercato cosmetico italiano 2021: meglio di altri settori, anche in farmacia

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I dati del mercato cosmetico italiano, seppur in calo, risultano alquanto soddisfacenti. Le decrescite registrate in alcuni comparti sono state comunque inferiori rispetto ad altri settori del Made in Italy. Farmacia e Gdo i canali che hanno resistito meglio

Dopo oltre un anno dall’inizio della pandemia, si sono verificati una serie di condizionamenti che hanno fortemente impattato anche sull’industria cosmetica italiana. I dati dell’ultima rilevazione congiunturale sulla chiusura del secondo semestre 2020 e le previsioni per il primo del 2021, realizzata da Cosmetica Italia, confermano, da un lato, le pesanti difficoltà incontrate dalle imprese italiane sia sul mercato interno sia su quello estero, dall’altro dimostrano come il settore abbia subito importanti trasformazioni, legate alle conseguenze della pandemia, ma anche alle nuove modalità di acquisto e consumo sviluppate dai consumatori.
Il fatturato del 2020 si è assestato sui 10,5 miliardi di euro, perdendo circa 13 punti percentuali sul 2019; il mercato interno, da 9,5 miliardi, ha registrato un -9,6%, mentre le esportazioni hanno sperimentato un calo di 16,7 punti percentuali.

Le norme anti-contagio hanno plasmato nuove abitudini nei consumatori, tanto nelle modalità quanto nelle scelte di acquisto, con evidenti ripercussioni all’interno dei diversi canali di distribuzione. Questi ultimi hanno reagito differentemente a seconda dei condizionamenti legati alle disposizioni anti-Covid: in calo di oltre il 20% i consumi di profumeria alcolica, mentre sono cresciute le tinture per capelli fai da te (+30,4%) e i saponi liquidi (+35,0%). L’utilizzo prolungato della mascherina ha generato specifiche esigenze nella richiesta di prodotti per la cura della pelle e il trucco. Sono tornati in auge cosmetici per lo skincare in grado di lenire, idratare, rigenerare. Medesime esigenze sono state riscontrate anche nei prodotti per le mani, in conseguenza al lavaggio più frequente e all’utilizzo di gel idroalcolici.

I canali distributivi

Grande protagonista del 2020, e verosimilmente anche del 2021, è stato l’e-commerce, che con un +42% è entrato a far parte, massicciamente, delle abitudini dei consumatori, limitati nei loro spostamenti dall’emergenza Covid. Buona anche la tenuta della farmacia, che ha registrato perdite ridotte, pari al 2,5%, con un valore di 1.830 milioni di euro, grazie all’apertura continuativa anche nelle settimane di lockdown, e una ripresa nei primi mesi del 2021 di +3,5%, il che ha segnato, dopo anni, un netto sorpasso sulle profumerie. Un bilancio complessivamente positivo nonostante le incognite sulla ripresa della frequentazione da parte della clientela e i dubbi sugli effetti dello sviluppo dell’e-commerce. Il rapporto conferma tuttavia che la fiducia dei consumatori nel canale è rimasta inalterata.

Insieme alla farmacia, ha mostrato forti segnali di tenuta anche la GDO, che, con una quota di mercato del 41%, rimane il primo canale, con 4.250 milioni di euro. Anche in questo caso le perdite nel 2020 si sono assestate al -2,5% e le prospettive del primo semestre dell’anno in corso fanno presagire una ripresa di oltre 3 punti percentuali.

Gli altri canali hanno registrato perdite molto significative: -27% la profumeria; -26% l’erboristeria; -30% le vendite dirette; -28,5% i saloni di acconciatura; -30,5% i centri di estetica. Le previsioni per il primo semestre ’21 mostrano segnali di ripresa dei settori: acconciatura ed estetici, anche grazie alle riaperture, +10%, profumeria +2%, erboristerie +12% e +4% per le vendite dirette. A cannibalizzare il mercato sempre l’e-commerce, che potrebbe guadagnare un ulteriore 40%.

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