Microbiota e microbioma, come influenzano lo stato di salute?

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Nell’organismo umano, in pacifica coesistenza, vivono moltissimi batteri, virus e altri organismi eucarioti unicellulari: questo complessa comunità prende il nome di microbiota. I numeri del microbiota sono impressionanti: si stima sia composto da non meno di 1014 cellule batteriche, il loro ruolo è stato molto studiato negli ultimi decenni, mentre si sa ancora molto poco sulle funzioni e i complessi rapporti che si instaurano fra i virus e gli altri unicellulari che compongono il microbiota.

Probiotici

Il microbiota colonizza la pelle, l’apparato respiratorio, le vie urogenitali e il tratto gastrointestinale che è sicuramente il tratto più colonizzato dai microbi del microbiota. A livello intestinale sono presenti circa 5000-1000 specie diverse di batteri, con un’ampia variabilità interindividuale, anche se la maggior parte dei batteri sono anaerobi obbligati.

Sono sempre più numerosi gli studi che evidenziano come la costituzione del microbiota intestinale e il suo genoma, il cosiddetto microbioma, svolgano un ruolo piuttosto centrale, ma che dev’essere ancora del tutto chiarito e puntualizzato nello stato di salute dell’uomo, nel metabolismo e nell’interazione con i farmaci. La colonizzazione dell’intestino umano da parte dei microbi inizia con la nascita: durante il passaggio nel canale del parto i batteri del microbiota urogenitale e cutaneo materno colonizzano il tratto gastrointestinale del neonato.

Diversi studi hanno rilevato che il microbiota vaginale materno presenta numerose somiglianze con il microbiota intestinale dei figli, mentre i bambini partoriti con taglio cesareo hanno un microbiota che non riflette quello del tratto urogenitale materno. Quasi subito, comunque, questo microbiota subisce una trasformazione probabilmente determinata dal modo in cui è alimentato il bambino se al seno o con latte artificiale; la composizione del microbiota del bambino continua a mutare progressivamente fino all’età di 4 anni quando risulta avere una composizione piuttosto stabile e molto simile a quella dell’adulto.

Gli studi più recenti stanno cercando di capire attraverso quali metodi e strategie è possibile, se lo è, manipolare la composizione e le funzionalità del microbiota, anche lavorando sul microbioma, al fine di ottenere benefici per la salute, sembrerebbe infatti esistere un rapporto fra caratteristiche del microbioma e insorgenza di alcune malattie: i pazienti affetti da ulcere croniche, per esempio, evidenziano abbondanza di microrganismi come gli Pseudomonadaceae, non altrettanto presenti nei soggetti sani.

Altri studi hanno dimostrato che il microbioma riveste un ruolo attivo nella genesi dei tumori in quanto le interazioni tra ospite e microbioma possono stimolare o meno la produzione di cellule neoplastiche. Appare piuttosto intuitivo che giostrare con l’alimentazione e lo stile di vita può determinare cambiamenti nelle popolazioni che compongono il microbiota e che si riflettono, quindi, anche in variazioni nel microbioma.

Bibliografia

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Plottel CS, Blaser MJ. Microbiome and malignancy. Cell Host & Microbe. 2011;10(4):324- 335.

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