Un mercato dinamico, largamente apprezzato dagli italiani, ma con qualche novità. Anche per il 2025 i probiotici registrano una curva in positivo: crescono le vendite, a conferma che queste soluzioni sono entrate nelle abitudini comune dei cittadini per la prevenzione e la tutela della salute.

La farmacia resta il canale preferenziale di acquisto seguita dall’online. Trascinano il mercato i prodotti al femminile, in misura maggiore il comparto ginecologico e per la gravidanza, si affermano i probiotici di area specialistica, mentre frenano i pediatrici e rallentano i generalisti.


Il quadro complessivo

Gli ultimi dati di Integratori & Salute restituiscono un mercato maturo e sempre più diffuso, grazie alle “preferenze” degli italiani. Oltre otto italiani su dieci ne fanno uso abituale, certamente nell’ultimo anno, sforata la soglia dei 35 milioni fra coloro che li hanno assunti almeno una volta. Si consolida anche il consumo abituale: un italiano su tre ricorre a questi prodotti in maniera regolare, quanto meno mensile.

La farmacia fisica resta il maggiore canale di acquisto, importante segno di apprezzamento verso il consiglio professionale e qualificato del farmacista, sebbene l’online continui ad allargare i propri orizzonti. Potenzialmente merito delle offerte interessanti proposte. Nell’ultimo anno il mercato dei probiotici restituisce, inoltre, anche qualche novità in termine di consumi, probiotici privilegiati, scelte sempre più selettive e specialistiche e popolazioni target.


Il benessere intestinale

Sebbene i probiotici vengano “sfruttati” a tutela della preservazione e protezione dell’intero organismo, è il benessere intestinale che traina il mercato dei probiotici, pari al 37,1% a valore e al 38,7% a volumi. Tuttavia, nonostante i numeri importanti, si registra in questo comparto una flessione: -5,6% a fatturato e -13% a confezioni rispetto al 2024.

Ciò offre una nuova lettura: il probiotico generalista continua a rappresentare lo zoccolo duro del mercato, pur perdendo di dinamicità. In ambito intestinale, più generale, dominano i probiotici per la gestione della diarrea da antibiotici, con il 27,0% del mercato a valore e il 29,8% a volumi, confermandosi un comparto stabile con un lieve incremento a valori (+0,8%) e a confezioni (+1%).

Il benessere intestinale traina il mercato dei probiotici, pari al 37,1% a valore e al 38,7% a volumi
Il benessere intestinale traina il mercato dei probiotici, pari al 37,1% a valore e al 38,7% a volumi

Le patologie intestinali croniche, come ad esempio l’IBS (sindrome dell’intestino irritabile), registrano il 14,3% del mercato a valore marcando una crescita di +4,8%, confermata anche da altre problematiche più di nicchia, che nel complesso fanno osservare un +7,3% a valore, con qualche variabilità. Ad esempio il comparto immunità e dell’asse intestino cervello mostrano uno stallo all’1,2% e una diminuzione del fatturato del 2,8%, suggerendo che si tratta di un ambito non pienamente consolidato nel sell-out.

Bene i probiotici “al femminile”

Le preferenze si esprimono soprattutto per probiotici di ambito ginecologico, dove sebbene i numeri restino ancora contenuti – 3,5% a valore e 2,6% a volumi- è il comparto di maggiore crescita dell’intera categoria: +23,8% a fatturato e +24% a confezioni. Positivo anche il mercato di probiotici destinati alla gravidanza che segna una crescita del +4,1% a valore.

Rallenta il mondo baby. I probiotici pediatrici fanno osservare un calo del 6,6% a valore e del 6,2% a volumi, con una contrazione del 5,7% a fatturato e di circa il 7% a confezioni. Una “indicazione” importante e da non sottovalutare: nel 2025 questo comparto non è stato un motore di sviluppo in ambito probiotici.

La questione costi

Sull’andamento del mercato incide anche il prezzo al pubblico? Una possibilità da non escludere, in relazione alla variabilità di prezzo, con un costo medio al pubblico per confezione pari a 18,06 euro, e un ampio range da circa 7 a 58 euro, con ad esempio un costo medio 23,78 euro per i probiotici di ambito ginecologico, a fronte dei 26,52 euro per quelli destinati alla gravidanza e dei 22,42 euro per i probiotici per il trattamento di condizioni intestinali generali.

L'ambito ginecologico, sebbene i numeri restino ancora contenuti - 3,5% a valore e 2,6% a volumi - è il comparto di maggiore crescita dell’intera categoria: +23,8% a fatturato e +24% a confezioni
L’ambito ginecologico, sebbene i numeri restino ancora contenuti – 3,5% a valore e 2,6% a volumi – è il comparto di maggiore crescita dell’intera categoria: +23,8% a fatturato e +24% a confezioni

In buona sostanza, il probiotico femminile esprime un premium medio di circa il 38% rispetto al segmento intestinale generalista e di circa il 46% rispetto al cluster diarrea/post-antibiotico, mentre per quelli della gravidanza il differenziale sale a circa il 54% rispetto all’Intestino generale e a oltre il 62% rispetto alla diarrea/post-antibiotico.

Il mercato dei probiotici al 2025 registra dunque un trend positivo dove le aree generaliste restano centrali per peso, ma non costituiscono più il motore della crescita o dell’espansione generale, attribuibile invece ai segmenti specialistici, soprattutto se rispondano a necessità ben precise e sono in grado di sostenere un prezzo medio più elevato.

I probiotici al femminile restano il segmento più vivace, a fianco del post-antibiotico che in ambito intestinale si conferma un mercato solido, così come i prodotti destinati al colon funzionale. In sostanza il mercato dei probiotici al 2025 sembra segnare una nuova rotta, orientata a una crescita meno indistinta, più segmentata, più specialistica e meno generalizzata, ovvero più vocata all’affermazione del valore della categoria.



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