L’integrazione tra sanità pubblica e farmacie di comunità si conferma la strategia vincente per abbattere le barriere d’accesso alla prevenzione. I dati 2025 della ASL Bari delineano un quadro di efficacia misurabile: 610 carcinomi intercettati (tra lesioni iniziali, avanzate e adenomi cancerizzati) grazie a una rete di prossimità che trasforma la capillarità in adesione clinica.

Un coordinamento capillare: i numeri del progetto

Il recente ciclo di incontri promosso da Federfarma Bari e dalla ASL, conclusosi a inizio aprile nel capoluogo pugliese dopo aver toccato diversi centri della provincia (partendo da Monopoli), ha sancito un nuovo modello di coordinamento. Il programma ha visto la partecipazione attiva di 240 farmacie e 400 farmacisti, impegnati in un’analisi granulare dei dati “comune per comune”.

L’obiettivo dichiarato è stato identificare le criticità locali e rafforzare la presa in carico, trasformando il farmacista da semplice erogatore a consulente motivazionale per lo screening. Secondo Vito Novielli, presidente di Federfarma Puglia e Bari, analizzare i numeri reali ha permesso ai professionisti di “toccare con mano” l’impatto del proprio lavoro sulla salute pubblica.

Focus colon-retto ed Epatite C: la farmacia dei servizi in numeri

Il contributo delle farmacie è stato decisivo soprattutto in due ambiti critici per la prevenzione:

  • Screening del colon-retto: su un volume di 194.000 inviti spediti dalla ASL, la rete delle farmacie convenzionate ha gestito l’analisi di oltre 47.000 campioni. Questa sinergia ha permesso di identificare circa 2.000 casi positivi, avviandoli immediatamente agli approfondimenti diagnostici di secondo livello;
  • Screening dell’Epatite C (HCV): in questo ambito, la semplificazione dell’accesso è stata totale. Il programma è stato interamente affidato alle 273 farmacie aderenti, che hanno eseguito 40.034 test.

Verso una prevenzione di prossimità

Il Direttore Generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, ha sottolineato come la Farmacia dei Servizi sia ormai una colonna portante della rete delle cure: «Nel rapporto quotidiano di fiducia con i cittadini, le farmacie possono rendere semplici, concreti e accessibili i percorsi di presa in carico, trasformando l’informazione in adesione ai percorsi di screening. Questa alleanza tra sanità pubblica e rete di prossimità garantita dalle farmacie è la chiave per rafforzare l’efficacia dei programmi di screening».

L’incremento costante della partecipazione ai tre screening oncologici principali – mammella, cervice uterina e colon-retto – dimostra che il rapporto quotidiano di fiducia tra farmacista e paziente è il principale driver per superare la diffidenza verso gli esami preventivi. La sfida per il futuro, emersa dal confronto di Bari, sarà consolidare questo percorso di “presa in carico”, rendendo la prevenzione non più un evento isolato, ma un servizio integrato e semplificato all’interno della farmacia di comunità.

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