Le infezioni alle vie urinarie (IVU) sono molto frequenti in tutte le fasce della popolazione e benché le donne, per conformazione anatomica siano più predisposte a contrarle, possono comunque insorgere anche negli uomini, seppur con minor incidenza. Nella maggioranza dei casi, a determinare l’infezione sono batteri di origine intestinale che riescono a risalire dall’uretra alla vescica e, talvolta a raggiungere anche altre organi, fino ai reni.
Esistono però anche infezioni causate da altri microorganismi come virus, funghi e parassiti. Non ci sono fasce di età esenti dal rischio di contrarre le IVU, ma alcune sono più predisposte, come i neonati a causa dell’uso del pannolino o in presenza di reflusso vescico-ureterale; gli anziani per via dell’incontinenza, delle basse difese immunitarie e di comorbilità che spesso favoriscono le infezioni stesse. Altre volte dipendono da condizioni fisiologiche come la gravidanza o da stili di vita (alcune attività sportive per esempio) che, in assenza di adeguati accorgimenti, possono facilitare le IVU.
Una classificazione
A seconda degli organi colpiti (e di altri elementi), le infezioni alle vie urinarie vengono classificate in diverse tipologie (Tabella 1). Se colpiscono le basse vie urinarie, si può avere una cistbite (infezione della vescica) o un’uretrite (infezione dell’uretra). Se raggiungono le alte vie urinarie, colpendo ureteri e reni, viene invece diagnosticata una pielonefrite.
Queste patologie possono verificarsi in episodi singoli e isolati o essere ricorrenti e ripetersi più volte nell’arco dell’anno. In alcuni casi, poi, diventano croniche e persistono per diverso tempo, senza che si riesca a debellarle. La diagnosi si basa, oltre che sui sintomi, su esami specifici delle urine per stabilire la terapia più adeguata, spesso di tipo antibiotico. Ci sono però diversi rimedi coadiuvanti o che aiutano il paziente a gestire i sintomi, che il farmacista può consigliare. Nei soggetti con infezione frequenti, il consiglio del farmacista è molto utile anche per la prevenzione.
| Tabella 1 – Classificazioni | |
| Localizzazione | |
| Infezioni delle basse vie urinarie | Cistite: l’infezione riguarda la vescica |
| Uretrite: l’infezione colpisce l’uretra | |
| Frequenza | |
| Infezioni acute | Un singolo episodio |
| Infezioni ricorrenti | Due o più episodi nell’arco di 6 mesi, oppure tre o più episodi nell’arco di 12 mesi |
| Infezioni croniche | Malattia persistente nel tempo |
| Complicazioni | |
| Non complicate | Il paziente ha un apparato urinario sano e l’infezione non si è propagata |
| Complicate | Il paziente presenta alterazioni dell’apparato urinario o ha fattori di rischio (es. gravidanza) |
Microorganismi da monitorare
La causa scatenante delle infezioni alle vie urinarie è la risalita dall’uretra alla vescica di microorganismi di vario tipo (Tabella 2). Questi possono essere batteri appartenenti alla flora intestinale, ma anche lieviti, virus e parassiti. Risalendo nella vescica ne causano l’infiammazione che scatena i sintomi tipici. In alcuni casi l’infezione riesce a raggiungere i reni, provocando la pielonefrite.
La terapia farmacologica è specifica e stabilita in base al microorganismo che ha scatenato l’infezione. Il batterio più diffuso in questo tipo di infezioni è Escherichia coli. Per quanto riguarda, invece, le infezioni virali, spesso dipendono dal virus Herpes simplex che può infettare l’uretra. Altre infezioni virali alle vie urinarie insorgono solo in soggetti con sistema immunitario compromesso. Tra i miceti e i lieviti, il microorganismo maggiormente responsabile delle infezioni è la Candida albicans. Infine, esistono anche forme di infezioni alle vie urinarie provocate da parassiti.
| Tabella 2 – Le cause | |
| INFEZIONI E PATOGENI | Caratteristiche |
| Batteriuria asintomatica | La batteriuria asintomatica è il riscontro, tramite esame delle urine, di una quantità di batteri superiore alla norma, nonostante il soggetto non avverta sintomi. Trattandosi di un disturbo che in genere non evolve in complicazioni, non viene trattato se non in casi particolari, come la gravidanza. |
| Cistite | Tra le infezioni alle vie urinarie, la cistite è generalmente batterica e viene trattata con terapia antibiotica. Se necessario, per ridurre il dolore, si consigliano anche analgesici. Per alleviare i sintomi più tipici, come l’urgenza urinaria e i dolori, è possibile assumere farmaci a base di Flavossato e Propifenazone, che combinano un’azione spasmolitica mirata ai muscoli delle vie urinarie, con quella analgesica e antinfiammatoria. Oltre all’Escherichia coli, altri patogeni tipici sono: Klebsiella o Proteus mirabilis e, occasionalmente, Pseudomonas aeruginosa. Tra i batteri Gram-positivi, lo Staphylococcus saprophyticus viene isolato nel 5-10% delle infezioni batteriche delle vie urinarie. Meno comuni sono invece batteri come Enterococcus faecalis (streptococchi di gruppo D) e Streptococcus agalactiae (streptococchi di gruppo B). |
| Uretrite | Anche l’uretrite è un’infezione che può essere causata da diversi tipi di microrganismi. Tra questi, troviamo batteri (come Neisseria gonorrhoeae, Chlamydia trachomatis ed Escherichia coli) e virus (come l’Herpes simplex). Negli uomini, può essere causata anche dal parassita Trichomonas. In base al tipo di infezione, si interviene con terapia mirata, antibiotica per infezioni batteriche e antivirale per quelle da virus. |
| Infezioni micotiche | Oltre alla Candida, altri funghi invasivi che possono generare un’infezione alle vie urinarie sono: Cryptococcus neoformans, Aspergillus spp, Mucoraceae spp, Histoplasma capsulatum, Blastomyces spp, Coccidioides immitis). |
| Fonte: Manuale MSD professionisti |
Fattori predisponenti
Questo passaggio di microorganismi tra intestino e vie urinarie e tra le varie parti di queste ultime è facilitato da vari fattori predisponenti (Tabella 3) che variano a seconda del sesso e dell’età del soggetto. Nella donna, dove la conformazione anatomica è già di per sé un fattore predisponente, alcuni elementi che possono facilitare ulteriormente le infezioni sono l’uso di alcuni tipi di anticoncezionali, le variazioni ormonali in gravidanza e menopausa e il prolasso uterino o vescicale.
Nell’uomo invece, fattori predisponenti possono essere la presenza di calcoli vescicali o l’ingrossamento della prostata. Va poi sottolineato che, alcune patologie molto diffuse, come il diabete, espongono il malato a contrarre infezioni di vario tipo, tra cui le IVU, con maggior frequenza di un soggetto sano.
I sintomi più frequenti
La sintomatologia delle infezioni alle vie urinarie è generalmente più lieve se l’infezione colpisce le basse vie urinaria e più grave se raggiunge le alte vie urinarie. Esistono anche condizioni asintomatiche, come la batteriuria asintomatica, che si riscontra con la presenza di batteri nelle urine, anche se il soggetto non avverte disturbi.
Quando l’infezione colpisce le basse vie urinarie, i sintomi più comuni sono:
- difficoltà e dolore nell’urinare
- frequente stimolo a urinare
- urine con aspetto torbido e maleodoranti
- presenza di sangue nelle urine
- dolore nel basso addome
Se invece l’infezione è a carico delle alte vie urinarie si possono verificare:
- febbre alta e brividi
- dolore al fianco e/o lombari
- nausea, vomito o diarrea


