Protocolli scientificamente rigorosi per la gestione, da parte del farmacista, di un disturbo tanto diffuso quanto complesso: il “mal di pancia”. È questo il cuore del progetto “Capire la pancia, sviluppato dalla Società Italiana di Farmacia Clinica (SIFAC) con il contributo non condizionante di Opella, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti e validati a supporto dei farmacisti, rafforzandone il ruolo di orientamento clinico e sostenendo i cittadini nella gestione consapevole dei propri sintomi.

Il “mal di pancia” è uno dei disturbi più comuni, e più spesso causa di richiesta di consiglio al farmacista, ma non sempre semplice da interpretare; l’espressione racchiude infatti condizioni diverse tra loro, dal dolore crampiforme al gonfiore, dalla diarrea al bruciore gastrico.

Spiega Corrado Giua, presidente SIFAC: «Il mal di pancia è un disturbo che richiede una lettura attenta, perché racchiude condizioni cliniche molto diverse tra loro. Il farmacista diventa quindi una figura chiave per aiutare il paziente a interpretare il sintomo e orientarlo verso l’approccio terapeutico più appropriato o, quando necessario, nell’invio al medico»

La survey: come viene vissuto e gestito il disturbo?

Una ricerca condotta su un campione di 406 utenti (età 18-87 anni) delle farmacie territoriali ha analizzato percezioni, comportamenti e bisogni legati al “mal di pancia” con l’obiettivo di comprendere come il disturbo venga vissuto e gestito, quali siano le cause ritenute più comuni, i rimedi adottati, e il ruolo attribuito a farmacista e medico nel percorso di cura.

Il 93% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto almeno un episodio di mal di pancia nel corso dell’ultimo anno. Il disturbo, giudicato “limitante” dal 38% dei partecipanti, viene attribuito principalmente a problemi alimentari (44,4%) e stress (33,9%). Per controllare i sintomi, il 90% degli intervistati utilizza almeno un prodotto, mentre un terzo dichiara di ricorrere contemporaneamente a tre prodotti; tra i rimedi più utilizzati emergono probiotici o fermenti lattici (57,4%), antispastici (43,8%), antiacidi e IPP (32,5%). Significativo anche l’impiego di analgesici e antinfiammatori (29%) per il dolore acuto, a sottolineare la varietà di manifestazioni associate al mal di pancia.

A fronte di un’autogestione dei sintomi molto diffusa nella popolazione, oltre il 50% del campione dichiara un livello di sicurezza limitato.

«I risultati evidenziano una gestione spesso orientata alla rapidità di risoluzione, più che alla corretta interpretazione del quadro clinico – precisa Carolina Carosio, farmacista clinica e ricercatrice SIFAC. – Le persone gestiscono il mal di pancia in autonomia, non sempre con piena comprensione dei sintomi e senza sentirsi davvero sicure. La velocità della risposta spesso prevale sulla correttezza della scelta, dunque risulta fondamentale il ruolo del farmacista: capire perché un disturbo si manifesta, come prevenirlo e quando rivolgersi al medico».

In questo scenario, la farmacia di comunità assume un ruolo sempre più strategico nell’orientare i cittadini verso scelte consapevoli, e nell’identificare le situazioni che richiedono una valutazione medica. Il farmacista e il medico sono, per oltre il 90% degli intervistati, indicati come principale riferimento; il farmacista viene consultato soprattutto in caso di mal di pancia intenso (40,2%) o di intensità lieve-moderata (29,9%) o per episodi intensi ma già noti in passato; il medico per sintomi più intensi e associati ad altri segni clinici (53,4%), oppure quando si tratta di un malessere che si presenta per la prima volta (16,1%).

Formazione ad hoc e protocolli evidence-based

«Ogni giorno circa quattro milioni di cittadini entrano in farmacia, un presidio il cui ruolo si è progressivamente ampliato anche in risposta alle criticità della medicina territoriale. –Precisa ancora Giua – In questo contesto manca tuttavia il supporto di protocolli basati sulle evidenze scientifiche che possano guidare un intervento appropriato. Il progetto SIFAC intende colmare questo vuoto, favorendo una presa in carico integrata e una migliore capacità di orientamento del paziente. A breve le indicazioni elaborate da SIFAC saranno a disposizione di tutti, scaricabili dal sito. Si tratta di protocolli di consiglio elaborati sulla base delle più recenti evidenze scientifiche e delle linee guida internazionali, con algoritmi decisionali pensati per supportare il farmacista nell’inquadramento differenziale del sintomo, nell’individuazione dei casi da indirizzare al medico e nella gestione appropriata dei disturbi trattabili in farmacia. I farmacisti clinici formati negli ultimi anni rappresentano ancora una realtà circoscritta: oggi serve un salto di scala che garantisca uniformità di presa in carico, e che permetta al tempo stesso di alleggerire la pressione sulla medicina territoriale».

Sul lato formazione, il progetto prevede di coinvolgere almeno 20 mila farmacisti, in un percorso che coinvolgerà attori istituzionali con competenze multidisciplinari, e validato anche dal confronto con la medicina generale, mirato ad accrescere la health literacy e fornire una risposta uniforme ed appropriata al cittadino.

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