Malattie essudative della retina, nuovi regimi di dosaggio per aflibercept

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Allo studio un’estensione di intervallo di somministrazione di aflibercept con iniezioni intravitreali nel trattamento delle malattie essudative della retina 

Le iniezioni intravitreali rappresentano, fin dall’introduzione dei farmaci anti-VEGF (fattore di crescita vascolare endoteliale) all’inizio degli anni 2000, la procedura standard per il trattamento delle principali malattie essudative della retina, tra cui la degenerazione maculare neovascolare legata all’età (tipo essudativo, wAMD).

Quest’anno si celebrano i cinque anni dall’entrata in commercio di aflibercept, molecola prodotta con tecnologia del DNA ricombinante, in grado di ridurre la formazione di nuovi vasi sanguigni, tipica di retinopatia ed edema maculare, e controllare le fuoriuscite di liquido e l’edema, rallentando di fatto la progressione della malattia. Il regime di trattamento con aflibercept si protrae nel tempo e richiede l’impegno da parte del paziente a recarsi in un centro specializzato per sottoporsi all’iniezione intravitreale.

 

Nuovi regimi di dosaggio

Sono stati condotti studi di efficacia e sicurezza volti a impostare nuovi regimi di dosaggio più sostenibili, sia per i pazienti sia per le strutture che eseguono le procedure. È irrinunciabile la dose di carico del primo anno. Lo schema classico prevede un’iniezione da 2 mg al mese per tre mesi, seguita da un’iniezione ogni due mesi. Poi si possono diradare le somministrazioni, in base alla risposta terapeutica del singolo paziente.

Lo studio ALTAIR ha indagato un’estensione di intervallo di somministrazione di due o quattro settimane già a partire dalla quarta iniezione del primo anno (regime Treat and Extend). Questo significa che alla fine del follow-up, quasi il 60% dei pazienti ha potuto raggiungere un intervallo tra le iniezioni di 3 mesi e il 40% addirittura di 4 mesi. Una grande differenza, a parità di efficacia, con benefici in termini di qualità di vita del paziente e gestione dello stesso da parte del medico.

Consigliare i pazienti a rischio

Il farmacista può giocare un ruolo importante nel raccomandare ai pazienti a rischio, come la popolazione diabetica, di:

  • non sottovalutare la possibilità di insorgenza di seri problemi alla vista
  • farsi controllare con cadenza regolare, per esempio annuale
  • seguire scrupolosamente il regime terapeutico delle iniezioni intravitreali, se prescritte, non cedendo mai alla tentazione di abbandonare

La posta in gioco è altissima. Occorrono diagnosi precoci e trattamenti tempestivi ed efficaci per scongiurare la progressione delle malattie retiniche che, se non curate, possono portare a cecità.

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