Ruolo dell’emoglobina glicata nel controllo della glicemia

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L’emoglobina glicata (nota anche come emoglobina glicosilata o HbA1c) risulta essere un parametro molto utile alla valutazione della glicemia in un arco di tempo di due/tre mesi. Questo perché valuta il grado di “esposizione” dell’emoglobina al glucosio circolante nel sangue.

globuli rossi sangue glicemia

Si parla, infatti, di glicazione qualora, attraverso un processo non enzimatico, gli zuccheri si legano in modo covalente alle proteine presenti nel nostro organismo ed è appunto quanto avviene tra il glucosio plasmatico e l’emoglobina.

Un legame che risulterà essere tanto più significativo all’aumentare dei livelli di glicemia dell’individuo e traducibile in un lasso di tempo corrispondente a circa 90/120 giorni cioè la vita media dei globuli rosso, carrier dell’emoglobina.

Pertanto l’emoglobina glicata è un parametro in grado di fornire una valutazione della glicemia media su un lungo periodo e può essere giustamente proposta in affiancamento all’ormai tradizionale check-up della glicemia basale, con in più il vantaggio che l’emoglobina glicata può eseguirsi in qualsiasi momento della giornata, senza il bisogno di rimanere a digiuno per 8-12 ore. Prima dell’esame quindi il paziente è libero di mangiare e di bere.

In questo caso si parla di valori percentuali:

  • si considera normale in un range 4-6,5 %,
  • va monitorata con frequenza in un range di circa 7-8 %,
  • oltre una media dell’8 % il trattamento terapeutico va prontamente rivalutato.

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