Siglata intesa tra Stato e Regioni per l’implementazione del Piano Nazionale contro Hiv

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Il 26 ottobre scorso è stata sancita l’intesa tra Governo e regioni sul Piano Nazionale di interventi contro l’HIV e AIDS, previsto dalla legge 5 giugno 1990 n. 135. Da allora sono passati oltre 25 anni e sebbene gli obiettivi della norma riguardo l’assistenza, la definizione e realizzazione della rete di interventi sono stati in larga misura realizzati, la situazione odierna presenta profonde variazioni tali da rendere opportuno un nuovo piano anti HIV/AIDS.

Non va dimenticato, infatti, che nonostante l’infezione da HIV sia prevenibile attraverso efficaci misure di sanità pubblica, continua a rappresentare un grave problema a livello globale come dimostrano i dati messi a disposizione dalla relazione AIDS 2016 messa a disposizione del Parlamento appena quattro mesi fa.

Dati epidemiologici e finanziamenti sulle infezioni da Hiv

Secondo i dati del report Joint United Nations Programme on HIV and AIDS (UNAIDS), nel 2015 ci sono state in tutto il mondo oltre 2 milioni di nuove diagnosi di infezione da HIV e sono 36,7 milioni le persone che vivono con l’infezione da HIV. Di questi il Centro Europeo per il controllo delle Malattie (ECDC) – anno 2015 – riporta che sono 29.747 le nuove diagnosi di infezione nei paesi dell’Unione Europea e dell’European Economic Area (EU/EEA). In Italia le nuove diagnosi di infezione da HIV sono diminuite lievemente rispetto ai tre anni precedenti e l’incidenza si attesta intorno al 5,7 per 100.000 abitanti, posizionandoci al 13° posto rispetto ad altri paesi dell’Europa occidentale. Nel 2015.

Ma quali sono le risorse a disposizione? La lettera b) dell’art. 1 della legge 135/1990 autorizza un programma di costruzioni e di ristrutturazioni di posti letto nei reparti di malattie infettive e il potenziamento dei laboratori (con estensione alle strutture territoriali ex legge 135/1997) per un ammontare complessivo di circa lire 2.100 miliardi (pari ad € 1.083.949.444,32).

Cosa prevede il Piano Nazionale contro Hiv 2017-2019

Le 57 pagine del Piano Nazionale AIDS 2017-2019 si propongono di delineare il miglior percorso possibile per conseguire gli obiettivi indicati come prioritari dalle agenzie internazionali (ECDC, UNAIDS e OMS), rendendoli praticabili nella nostra nazione. Tra questi spiccano:

  • delineare e realizzare progetti finalizzati alla definizione di modelli di intervento per ridurre il numero delle nuove infezioni;
  • facilitare l’accesso al test e l’emersione del sommerso;
  • garantire a tutti l’accesso alle cure;
  • favorire il mantenimento in cura dei pazienti diagnosticati e in trattamento;
  • migliorare lo stato di salute e di benessere delle persone che vivono con HIV/AIDS;
  • coordinare i piani di intervento sul territorio nazionale;
  • tutelare i diritti sociali e lavorativi delle persone che vivono con HIV/AIDS;
  • promuovere la lotta allo stigma;
  • promuovere l’empowerment e coinvolgimento attivo delle popolazioni chiave.

Il ministero della Salute in collaborazione con quello dell’Istruzione continueranno dunque la promozione nelle scuole e nelle università di iniziative di informazione, prevenzione ed educazione alla salute e alla sessualità.

Allo stesso modo la formazione sarà indirizzata sia verso gli operatori, coinvolti nella cura e assistenza delle persone affette dal virus dell’HIV e con sindrome da AIDS, sia verso la popolazione generale con particolare riferimento a quelle con comportamenti a rischio. Infine da segnalare che sia il ministero della Salute sia le Regioni convengono sulla necessità di procedere a una revisione della legge che ha istituito la definizione dei programmi di interventi (Legge 5 giugno 1990 n. 135).

 

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