Sincronizzare la dispensazione per migliorare l’aderenza alla terapia

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Sincronizzare la dispensazione dei farmaci da parte della farmacia potrebbe aiutare a migliorare la compliance da parte dei pazienti e la qualità della cura, ad aumentare il volume di prescrizione all’interno delle farmacie indipendenti e anche a limitare il numero di visite necessarie da parte del paziente per l’acquisto dei farmaci.

La proposta viene dalle pagine del Journal of the American Pharmacists Association e punta a prevenire le difficoltà legate alla gestione dei regimi terapeutici complessi tipici della polifarmacia, alla dimenticanza da parte dei pazienti e ai relativi costi, con una specifica attenzione ai trattamenti antidiabetici.

Lo studio ha valutato l’impatto della sincronizzazione attraverso la determinazione del cambiamenti registrati dall’Electronic quality improvement platform for plans and pharmacies (EQuIPP) e dei volumi di vendita. I risultati mostrano che questi ultimi sono aumentati di circa il 5% nei primi sei mesi del programma, che ha anche permesso di ridurre i picchi di domanda da parte dei pazienti in quanto ha spostato le richieste non urgenti in periodi meno affollati. La sincronizzazione ha anche permesso di migliorare l’uso preventivo dei medicinali e di ridurre il rischio legato all’uso dei farmaci più pericolosi negli anziani, oltre ad aumentare la quantità globale delle vendite su prescrizione. Anche i programmi vaccinali e la gestione di schemi terapeutici specifici può, secondo gli autori, essere facilitata.

L’implementazione di quest’approccio all’interno delle farmacie richiede, tuttavia, la disponibilità di personale attento ai dettagli e, secondo gli autori, può essere supportato da semplici moduli cartacei o computerizzati.

L’articolo discute anche i limiti alla sincronizzazione dovuti agli alti costi delle terapie a carico dei pazienti, tipici del sistema americano, e l’opportunità di “educare” i pazienti a gestire il relativo budget in modo oculato per evitare picchi di spesa che possono far male al portafoglio.

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