Stati Generali della Farmacia italiana: per il futuro serve una visione condivisa

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Si sono tenuti ieri a Roma gli Stati Generali della Farmacia italiana. Sotto i riflettori, alla vigilia dell’appuntamento elettorale del prossimo 4 marzo, luci e ombre del sistema e l’auspicio che la politica crei le condizioni affinché la farmacia possa concretamente interpretare il suo ruolo di pilastro della sanità italiana

Crocevia tra le istanze dei farmacisti e il mondo della politica, gli Stati Generali della Farmacia italiana hanno accolto a Roma oltre duemila partecipanti. Diversi sono stati i temi al centro del dibattito: i nuovi interventi regolatori, i nuovi patti, gli strumenti di buon governo della farmacia e lo sviluppo del settore.

“Gli stati generali sono stati utili per condividere la visione della farmacia del futuro anche con la politica. Ai colleghi chiediamo di aprire alla collaborazione per attuare insieme i nuovi ruoli della farmacia, ai politici chiediamo di abbandonare i vecchi pregiudizi e creare le condizioni perché ai quei ruoli ci si possa arrivare realmente”, ha detto Marco Cossolo, presidente di Federfarma, evidenziando la necessità di pensare alla farmacia come al luogo di salute e risposta ai bisogni del cittadino e, per questo, “pilastro portante della sanità italiana”. Tra i punti fermi sottolineati dal presidente della federazione, vi sono anche il bisogno di coniugare le autonomie regionali con l’uniformità di assistenza, la riduzione dei canali della distribuzione diretta del farmaco, la coerenza della legislazione e della sua applicazione con le nuove aspettative nell’ambito della farmacia dei servizi e del dossier farmaceutico, obiettivi da raggiungere, secondo Cossolo, “con l’impegno sindacale” ma non senza “l’ausilio di politica e decisori”.

La discussione degli Stati Generali è stata articolata in quattro punti: farmacie rurali, parafarmacie e corner dei supermercati, Ccnl farmacie privati/collaboratori e previdenza. Per ciascuno di essi sono stati fissati degli obiettivi.

Farmacie rurali: riordino dei criteri di ruralità e proseguimento dell’attività di Sunifar e Federfarma, che ha già prodotto importanti risultati come i nuovi tetti del fatturato di riferimento, uniformità di calcolo e polizza dedicata a favore dei titolari privi di collaboratori farmacisti. Sulle rurali è intervenuta Silvia Pagliacci, presidente del Sunifar, evidenziando i temi di interesse per il comparto: “Tema prioritario è il Rinnovo della Convenzione tra farmacie e Ssn”, ha detto Pagliacci.  “Poi, i Criteri di Ruralità: obiettivo sarà quello di ribadire il disagio dei centri nei quali operano i farmacisti rurali, che la legge stessa individua con criteri ben precisi. Sugli Strumenti di buon governo della farmacia, ritengo  sia necessario identificarsi nel progetto di aggregazione di Federfarma, La Rete di supporto alla Farmacia”. Altro tema da affrontare, secondo la presidentessa di Sunifar, è quello della Previdenza e Assistenza: “Ribadisco l’esigenza di una riforma del sistema previdenziale, con l’introduzione di proposte di modifica verso equità e maggiori garanzie di sostenibilità economica per gli iscritti”.

Parafarmacie e corner dei supermercati: blocco apertura di nuove parafarmacie; incompatibilità tra la titolarità o la partecipazione in una società titolare di farmacia e la titolarità o la partecipazione in società titolari di parafarmacie; possibilità per il cittadino di reperire agevolmente un farmaco da banco ragionevolmente ‘sicuro’, senza la presenza obbligatoria del farmacista; strumenti di riassorbimento dei farmacisti delle parafarmacie e dei corner nel sistema farmacia senza sanatorie.

Ccnl farmacie privati/collaboratori: portare a compimento il nuovo accordo, introducendo strumenti di premialità e flessibilità ed eventuali nuove figure professionali.

Previdenza: potenziare le iniziative di solidarietà già varate a sostegno delle farmacie rurali e di quelle a basso fatturato; completare lo studio che possa portare a proposte di modifica verso equità e maggiori garanzie di sostenibilità economica per gli iscritti, condividendo con l’Enpaf un processo di riforma in tempi brevi.

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