Un collirio per dimezzare i giorni di terapia dopo la cataratta

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Levofloxacina e desametasone in associazione per la formulazione di un’innovazione tutta italiana firmata Doc Ofta, lanciata in primis sul mercato italiano

È il mercato italiano il primo in Europa a vedere il lancio un nuovo collirio per il post-operatorio della chirurgia della cataratta. Si tratta di un prodotto innovativo propoto da Doc Ofta, la divisione oftalmica di Doc Generici, che associa un antibiotico fluorochinolonico ad ampio spettro, la levofloxaxina, al desametasone, cortisonico di riferimento in oftalmologia.
Primo vantaggio la possibilità di dimezzare i tempi della terapia, riducendo l’infiammazione e scongiurando il rischio che si instauri un’infezione batterica dopo l’intervento. Secondo vantaggio, molto importante, un ridotto rischio di resistenze batteriche, realizzato scegliendo per la formulazione un antibiotico diverso dagli aminoglicosidi.

Una novità importante tenuto conto che in Italia la cataratta viene eseguita su 600.000 pazienti all’anno, posizionando questo tipo di intervento in cima alle classifiche non solo di oculistica ma di chirurgia nel suo insieme. Si tratta, infatti, di un problema oculistico molto comune che coinvolge una popolazione ampia di età media 72 anni, con tendenza a rapida diminuzione. Di anno in anno il limite si sta progressivamente abbassando, anche sotto ai 60 anni.
«Le ragioni sono diverse – spiega Francesco Bandello, primario dell’Unità di Oculistica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele Milano. – Prima fra tutte quella naturale dell’invecchiamento, poi l’aumento delle maculopatie a causa di maggiori radiazioni ionizzanti. Ci sono però anche ragioni sociali molto evidenti: viviamo in una società in cui le informazioni passano attraverso la lettura e la scrittura. Rispetto a una volta, quindi, le persone hanno ancor più bisogno di avere occhi sani anche in età avanzata».

L’efficacia e la sicurezza del farmaco emergono dallo studio Leader 7 svolto in Italia e all’estero (Spagna, Germania, Russia) su 800 pazienti, in cento diversi centri reclutatori. Il prodotto è in fascia C come tutti gli altri di questa categoria terapeutica e soggetto a obbligo di prescrizione medica.
La possibilità di instillare un solo collirio anziché due diversi, semplifica molto la terapia per persone spesso anziane e che potrebbero dimenticarsi o avere difficoltà di applicazione. Questo fatto, insieme alla durata di una settimana, anziché 14 giorni, favorisce l’aderenza dei pazienti al regime posologico prescritto, a tutto vantaggio dell’efficacia. Una sola settimana con questo farmaco, infatti, si è dimostrata più che sufficiente per coprire con sicurezza il rischio di infezione dopo l’intervento chirurgico di cataratta. Durante lo studio non sono state rilevate sequenze di complicanze. Lo spiega Michele Figus, direttore della Scuola di specializzazione di Oftalmologia Università di Pisa.

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