Vaccino anti-influenzale: adesioni basse, ma trend in aumento nelle ultime campagne

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Il ricorso alla vaccinazione anti-influenzale non ha mai raggiunto nel target 18-64 anni un’adesione significativa, raggiungendo, nella campagna 2015-2016, il suo picco negativo del 6,6%. Secondo il monitoraggio Passi, le ultime quattro campagne mostrano un’inversione di tendenza

Il tasso di persone che si sottopongono al vaccino anti-influenzale in Italia, nel target 18-64 anni, è sempre rimasto molto basso, fino a raggiungere un picco negativo, pari al 6,6%, nella stagione influenzale 2015-2016. Le ultime quattro campagne vaccinali, tuttavia, hanno segnato un’inversione di tendenza, con il raggiungimento del 12,2% nel 2019-2020. È quanto emerge dal monitoraggio Passi, sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità.

Vaccino e cronicità

Tra coloro che sono affetti da cronicità, per i quali il vaccino è ampiamente caldeggiato, i dati sono molto lontani dall’auspicabile. Nella campagna 2019-2020 soltanto 1 soggetto su 4 con patologia cronica appartenente al target 18-64 anni risultava aver ricevuto il siero.

Anche in questo caso la spinta alla vaccinazione è diminuita nel tempo, fino a raggiungere un picco negativo nella stagione influenzale 2015-2016. Allo stesso modo, nell’ultimo quadriennio si è assistito a un sensibile incremento della percentuale di vaccinati, che ha raggiunto il 24% nella campagna 2019-2020. Tra i cronici che evidenziano una maggiore adesione alle campagne vaccinali anti-influenzali spiccano su tutti i diabetici, con un’adesione media del 30%.

Coperture basse tra i cronici anche over 65

I dati registrati da Passi d’Argento, relativi agli over 65, mostrano che anche in questo target, in cui la vaccinazione è particolarmente raccomandata, l’adesione è alquanto bassa. Infatti, nelle ultime 3 campagne la quota di vaccinati ultrasessantacinquenni si è attestata a poco più della metà (58%), con punte del 72% tra gli over 85.

I pazienti cardiopatici mostrano tassi di adesione che raggiungono il 67%. Otto intervistati su 10 (il 79%) riferiscono di aver ricevuto il consiglio a vaccinarsi da parte del proprio medico di famiglia o dal proprio farmacista.

Alcuni dati aggiuntivi

A livello nazionale non emergono differenze particolarmente marcate tra le diverse Regioni, anche se il ricorso alla vaccinazione appare mediamente più basso tra gli over 65 residenti nel Nord Italia (55%) rispetto agli abitanti del Centro (58%) e del Sud e delle Isole (57%).

Nell’ultimo quadriennio, più in generale, le coperture vaccinali sembrano aver sperimentato un sensibile incremento, anche con riferimento ai senior. Difatti, se la campagna del 2016-2017 ha fatto registrare un’adesione del 55%, in quella 2019/2020 le adesioni si sono attestate al 63%, con un aumento di ben 8 punti percentuali. L’incremento ha riguardato sia coloro che non presentano particolari problemi sia quanti presentano almeno una cronicità.

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