Vendite cosmetici, farmacia vicina al consumatore

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Si prevede positivo il 2016 per le vendite di cosmetici in farmacia. I dati preconsuntivi del primo semestre appena concluso, pubblicati nell’indagine congiunturale di metà anno da Cosmetica Italia, l’Associazione delle Imprese cosmetiche, registrano +1% rispetto allo stesso periodo del 2015.

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La previsione per il secondo semestre conferma questa tendenza, con +1,5%, mentre la proiezione complessiva per l’anno in corso è di +1,3% e un valore di oltre 1850 milioni di euro.

Si porta al 18,6% la quota che la farmacia detiene del mercato cosmetico italiano, mantenendo il proprio ruolo di terzo canale per gli acquisti dei beni per la cura della persona. Ma è sempre più esigua la distanza dal 19,9% che costituisce il presidio del secondo canale italiano, la profumeria che, dopo anni di flessione, recupera nel 2016 il segno positivo (+1%).

La farmacia si conferma capace di seguire il passo dei consumatori, anche nell’assecondare i loro nuovi interessi in termini di multicanalità e frequentazione di internet. L’analisi di Cosmetica Italia riscontra infatti una certa propensione della farmacia agli strumenti digitali: si moltiplicano app, informazioni rese disponibili online fino ai social network, per un orientamento alla digital economy che questo canale non deve trascurare.

Da parte delle aziende si assiste a un’attenzione sempre maggiore alle figure preposte al contatto con il mondo del retail, sempre più orientate ad assistere il personale del punto vendita non solo in merito alle informazioni sul prodotto ma anche alle tecniche per meglio proporlo al consumatore, secondo un processo che vede le funzioni di marketing delle imprese lavorare sempre più in una logica di sell out. Questo vale in modo particolare per le aziende del canale farmacia, come rilevato in merito ai mestieri della cosmetica nel Beauty Report 2016, realizzato da Ermeneia per Cosmetica Italia, di recente pubblicazione.

Gli altri canali distributivi

Prosegue l’impennata delle vendite dirette, che sono previste in crescita del +7,3% a fine anno, per raggiungere il valore di 750 milioni di euro. Il dato include i 200 milioni di euro delle vendite online.

Si mantiene anche la fase ascendente dell’erboristeria (+2,2%) che si approssima a un mercato di 430 milioni.

In flessione la grande distribuzione (-0,8%), che contrae il valore delle vendite a 4100 milioni: questo risultato aggrega i tradizionali iper e supermarket, in forte discesa (-4%), e le moderne superfici casa-toilette e monomarca, decisamente in espansione (+5%).

Nei canali professionali si registra l’inversione di tendenza per i saloni di acconciatura, che dopo anni di contrazione recuperano un seppur esiguo +0,8%, che li porterà a un valore di 560 milioni, mentre non si risollevano le vendite nei centri estetici (-2,1%) che si assesteranno a 220 milioni.

I segnali dall’industria sono complessivamente positivi: previste in crescita (+4,3%) le vendite per i terzisti, anticipatorie dell’andamento del mercato, mentre continua l’affermazione a doppia cifra (+11%) sui mercati esteri.

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