Approvato il Ddl concorrenza: buona la 4° (lettura)

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Oggi il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge annuale (si fa per dire) per il mercato e la concorrenza (qui il testo). Ci sono voluti oltre due anni – la prima versione è stata presentata dall’allora ministra Federica Guida il 3 aprile del 2015 – e quattro passaggi tra i due rami del Parlamento, ma alla fine il paese si è dotato di una normativa che, nell’intento del Governo, dovrebbe stimolare l’innovazione e attirare maggiori investimenti con uno stimolo all’economia, calcolato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dello 0,2% di PIL.

Diversi i settori interessati dal provvedimento: assicurazioni, fondi pensione, comunicazioni, poste, energia, ambiente, banche, avvocati, notai, ingegneri, odontoiatri, trasporti, turismo e farmacie. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione un’infografica che riporta sinteticamente le novità più importanti.

Le farmacie e il Ddl concorrenza

Rispetto alla farmacie nessuna novità è stata introdotta rispetto alla versione del DDL approvata da Palazzo Madama nel maggio scorso (Farmacianews.it aveva dedicato a questo proposito un articolo). Queste, in sintesi, le modifiche alle norme attualmente in vigore:

  • LICENZE E SOCIETÀ: eliminato il tetto delle 4 farmacie per farmacista e possibilità dell’esercizio in forma di società di capitali (tetto regionale al 20%);
  • ORARI: liberalizzazione degli orari, fatti salvi gli obblighi di apertura;
  • SERVIZI SUL TERRITORIO: oltre a quanto previsto nel DPCM nuovi LEA del 12 gennaio 2017 riguardo la farmacia del servizi (articolo 8 comma 2), la nuova legge introduce la possibilità di spostamento della sede per le farmacie dei piccoli comuni (in caso di sovrannumero), in altri della medesima regione;
  • DIGITALIZZAZIONE: bugiardino anche in formato digitale.

Tra i primi commenti all’approvazione del legge spicca quello critico della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) per il quale «l’approvazione del Ddl Concorrenza, segna un passaggio molto negativo per la sanità italiana, perché si consegna alla pura logica di mercato un servizio, quello farmaceutico, che è da sempre una delle funzioni centrali del servizio sanitario, il cui scopo è garantire l’equo e uniforme accesso ai medicinali a tutta la popolazione».

Poco utile (come in realtà lo aveva ampiamente previsto) anche la lettera inviata ai componenti della commissione Industria del Senato da parte del presidente di Federfarma Marco Cossolo (leggi qui) riguardo la necessità di rivedere al ribasso il tetto regionale al 20% per evitare che le catene di farmacie appartenenti al capitale dominino il mercato.

Proprio per questo motivo la stessa Federfarma con Federfarma Servizi già da giorni hanno deciso di promuovere uno studio al fine di rappresentare la situazione dell’aggregazione tra farmacie e, più in generale, dell’intera distribuzione del settore quale base per creare un solido sistema di sinergie tra le farmacie e le società di distribuzione dei farmacisti.

Ma non c’è solo Federfarma che sta muovendo le sue pedine. Anche grandi player del settore a livello internazionale da mesi stanno lavorando per approfittare delle novità del provvedimento. Tra questi senza dubbio Walgreens Boots Alliance, leader mondiale delle farmacie, dell’imprenditore italiano Stefano Pessina, pronto a effettuare investimenti anche nel nostro paese.

Vedremo dunque quale sarà l’evoluzione di un settore che vale oltre 25 miliardi di euro all’anno e che vede sparse sul territorio circa 18.500 farmacie. E chissà che, come previsto dalla norma, non sia necessario un ferreo controllo da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato proprio per assicurare il rispetto dei limiti posti per l’accesso dei capitali.

 

 

 

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