Aziende chiedono una proroga per la registrazione dei farmaci omeopatici

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Omeoimprese lancia un allarme sul rischio di chiusura di “molte piccole e medie aziende” se non verrà prorogato a giugno 2018 il termine per la presentazione dei dossier per il rinnovo della registrazione dei farmaci omeopatici in commercio da 30 anni.

Giovanni Gorga presidente Omeoimprese
“Un crollo fra i 70 e i 90 milioni di euro su 300 milioni di fatturato annui, la scomparsa di piccole e medie aziende e la perdita di migliaia di posti di lavoro”, questo il quadro prospettato da Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese, l’associazione delle aziende che producono e distribuiscono medicinali omeopatici.

Prosegue Gorga: “Come Omeoimprese, per anni, ci siamo battuti per una regolamentazione del settore, come peraltro avviene nel resto d’Europa. Otto milioni di Italiani (dati EMG Acqua marzo 2016) utilizzano i nostri farmaci, prescritti da 20.000 medici, con questo processo passeremo da circa 13.000 prodotti in commercio a 5/6.000. Abbiamo lavorato strenuamente con le Istituzioni e nel 2019 saremo in vendita in farmacia con l’AIC, esattamente come avviene per i medicinali allopatici“.

“In fase di predisposizione dei dossier sono emerse alcune problematiche che hanno rallentato l’iter di registrazione dei farmaci ed ora i tempi sono davvero ristretti. Lo abbiamo comunicato ad AIFA, che peraltro si troverebbe paralizzata se tutti i documenti arrivassero simultaneamente. E lo abbiamo comunicato al Ministero della Salute, che ha rinviato la soluzione a marzo, con la spada di Damocle di imminenti elezioni politiche”.
Secondo il numero uno di Omeoimprese “le strade percorribili sono soltanto due: la proroga della scadenza dei dossier a giugno 2018 in fase di conversione in legge del decreto Milleproroghe, oppure una dichiarazione del Governo che motivi questo diniego e la volontà esplicita di affossare il settore. In barba a migliaia di lavoratori che rischiano il posto”.

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