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‘Horizon Scanning’: il Rapporto 2024 di AIFA

La sesta edizione del Rapporto dell’Agenzia italiana del Farmaco – AIFA, “Horizon Scanning: lo scenario dei medicinali in arrivo” ha messo in luce che nel 2023 in Europa il Comitato per i Medicinali ad uso umano – CHMP dell’Agenzia Europea dei Medicinali – EMA, ha fornito parere positivo a 78 nuovi farmaci. 

Di questi: 43 sono medicinali contenenti nuove sostanze attive, 8 medicinali biosimilari, 14 equivalenti e 13 tra medicinali ibridi, autorizzati con la procedura del consenso informato e sostanze attive note.

Obiettivo del Rapporto è fornire informazioni sui nuovi medicinali e sulle nuove indicazioni in arrivo, che hanno ricevuto un parere positivo dell’EMA nel 2023 o che potrebbero riceverlo nell’anno in corso.

Le tre parti del rapporto

Il Rapporto Horizon Scanning è strutturato in tre parti: la prima fornisce informazioni sui nuovi medicinali e sulle nuove indicazioni terapeutiche di medicinali già autorizzati che hanno ricevuto nel corso del 2023 un parere positivo all’autorizzazione all’immissione in commercio da parte del CHMP dell’EMA. La prima sezione contiene altresì il trend delle autorizzazioni dei medicinali negli ultimi 5 anni. 

La seconda parte riguarda i nuovi medicinali e le estensioni di indicazione di medicinali già autorizzati in valutazione, che potrebbero ricevere un parere da parte del CHMP dell’EMA nel corso del 2024; la terza parte del Rapporto presenta infine una panoramica sui medicinali ammessi al programma PRIME dell’EMA che ricomprende medicinali a elevato interesse per i pazienti e per la salute pubblica dal punto di vista dell’innovazione terapeutica, destinati a pazienti con esigenze di cura insoddisfatte.

I farmaci più rappresentati

Tra i farmaci contenenti nuove sostanze attive, una quota rilevante è rappresentata dai medicinali antineoplastici (29,3%), finalizzati al trattamento di alcuni tipi di tumori solidi (quali il tumore della mammella, del polmone, dell’esofago, il colangiocarcinoma) e del sangue (mieloma, linfoma e leucemia) e i medicinali immunomodulatori (19,5%) per il trattamento delle malattie autoimmuni (prevalentemente sclerosi multipla e colite ulcerativa). 

Gli altri farmaci autorizzati

A seguire, agenti antinfettivi a uso sistemico e vaccini (9,8%) e medicinali per patologie del sistema nervoso (9,8%). Percentuali minori sono relative a medicinali classificati come “Vari” (7,3%), i medicinali per le patologie del sangue e organi emopoietici e quelli per le malattie dell’apparato gastrointestinale e metabolismo (4,9% per entrambi le categorie). 

Tra i medicinali orfani che hanno ricevuto il parere positivo dell’EMA, uno è un prodotto per terapie avanzate, Casgevy, indicato per il trattamento della β–talassemia trasfusione-dipendente e dell’anemia falciforme grave.

Le autorizzazioni attese per il 2024

Nel 2024 è atteso un parere per 104 nuovi medicinali: 65 medicinali contenenti nuove sostanze attive – di cui 24 medicinali orfani per il trattamento di patologie rare e 41 medicinali non orfani – 22 medicinali biosimilari e 17 medicinali equivalenti. 

I medicinali contenenti nuove sostanze attive in valutazione appartengono prevalentemente all’area terapeutica oncologica (14, pari al 21,5%), quella delle malattie infettive, compresi i vaccini (10, pari al 15,3%), l’area ematologica (10, pari al 15,3%) e neurologica (8, pari al 12,3%). 

Tra i medicinali in valutazione, 3 sono per terapie avanzate, di cui 2 medicinali orfani (uno per il trattamento dell’emofilia B e l’altro per il trattamento dell’epidermolisi bollosa distrofica) e un medicinale è non orfano (per il trattamento dei difetti della cartilagine del ginocchio).

I medicinali del programma PRIME

Infine, sono stati ammessi al programma PRIME 129 medicinali. Il programma PRIME è interessato a farmaci promettenti che vanno a colmare importanti bisogni clinici insoddisfatti, e beneficiano di un supporto scientifico e normativo durante la fase di sviluppo.

Si tratta, per la maggior parte, di terapie avanzate di ambito oncologico, oncoematologico, ma anche di trattamenti per l’endocrinologia, la ginecologia, il metabolismo, la fertilità, la neurologia o i vaccini.

Shaping the Future, a Milano si disegna il domani della farmacia

Nuove abitudini dei consumatori, più attenzione alla salute e alla prevenzione, multicanalità quale “motore” sempre più presente nella ricerca di informazioni e nell’ambito degli acquisti degli italiani, complessità di dinamiche di canale in continuo aumento, nuovi format e modelli di vendita, crescita dell’e-commerce del 20%, maggiore centralità della farmacia, aumento dei prodotti in distribuzione convenzionata e di servizi di prevenzione e diagnostica.

Uno scenario che sta disegnando nuove opportunità, ma anche nuove necessità per la farmacia: fra i principali rendere il proprio portfolio più ampio, visibile e attrattivo, potenziare l’efficacia del modello Go-To-Market, sfruttare l’omnicanalità per ingaggiare gli stakeholders, creare attraverso strumenti e canali digitali una comunicazione più vicina al consumatore, utilizzare soluzioni di Gen-IA (Intelligenza Artificiale generativa) per velocizzare e capillarizzare l’informazione, promuovere il cambiamento favorendo l’innovazione.

Questo è il futuro della farmacia, questo è “Shaping the future” l’evento annuale di IQVIA, dedicato al trade della farmacia e dei farmacisti, tenutosi a Milano (23 Maggio 2023, Museo della Scienza e della Tecnica). Questa è la sfida al cambiamento.

Shaping the future

Guardare al domani della farmacia: un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile. La capacità, in momenti di grande fluidità del mercato, di sapere trasformare (anche) un rischio in opportunità diventano leva di cambiamento per aziende, stakeholder, attori della farmacia.

«Quello che si prepara – spiega Antonella Levante, Senior Vice President & General Manager, IQVIA Italy & Greece – è uno scenario di grande determinazione nel trovare la strada giusta per ottimizzare le scelte di investimento. Non ci si può più permettere la muscolarità del multitasking, dedicandosi cioè a più fronti per garantirsi comunque un ritorno; occorre oggi capire dove e come poter fare la differenza, qual è il modello e la combinazione di canali migliori e che più rispondono ai bisogni dei vari interlocutori, dal farmacista ospedaliero al farmacista retail agli interlocutori istituzionali, sempre più e sempre meglio profilabili.

Occorre rispondere a un messaggio “di valore”, anche in ottemperanza ai risultati raggiunti dall’industria-impresa farmacia: il 12% del PIL (Prodotto Interno Lordo) è prodotto dalle aziende farmaceutiche con previsioni in crescita al 15% in un assetto demografico che prevede al 2050 una popolazione in larga misura over 65. La domanda di trasformazione è dunque prioritaria e impellente, la cui “riposta” e pianificazione va iniziata oggi, facendo sistema. Avvicinando cioè care-giver e pazienti, soluzioni e terapie, dalla logistica al consuelling, in cui il ruolo della farmacia dei servizi sarà sempre più preponderante e strategico».

La sostenibilità costituisce una ulteriore variabile che non può essere trascurata: la farmacia dei servizi in questo contesto può muovere ed essere driver di un cambiamento attivo.

Invecchiamento, cronicità, sostenibilità

Un terzo della popolazione è attualmente o prossima ad essere over 65, età in cui la cronicità è un denominatore comune.

«Il concetto di cronicità – aggiunge Luca Pinto, Senior Principal RWS, Cluster Leader Patients & Healthcare Solution, IQVIA- è sensibilmente cambiato, prima era rappresentato da malattie quali il diabete o la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), oggi questo paniere si allarga e nuove patologie, compresa la cronicità oncologica, in particolare mieloma multiplo e tumore del seno, diventano fonti di accesso alla farmacia retail, spostando l’attenzione sulla sostenibilità.

Tutti aspetti che correlano a un cambiamento: del contesto regolatorio con maggiore attenzione ad esempio all’HTA (Health Technology Assessment) o la riforma di AIFA,  di semplificazione e digitalizzazione della sanità, di gestione delle acuzie e non ultimo di gestione delle cronicità».

Potenzialmente il sistema dovrebbe essere pronto, ma resta una criticità: la (non) fiducia nel SSN (Sistema Sanitario Nazionale) dei cittadini. Circa 6 italiani su 10 temono non possa garantire qualità e accesso equo alle cure per tutti i cittadini, la testimonianza è un aumento delle forme assicurative private passate al 14% rispetto al 10% di alcuni anni fa.

Cresce, quindi, anche la sensibilità nel dover (auto)coprire le spese sanitarie e/o di doversi avvalere di supporti. Ad oggi sono 8 milioni gli italiani over 75, di cui 1/3 affiancati da un care-giver che diventa il vero interlocutore.

«Una figura importante che potrebbe avere un ruolo chiave anche nel contesto di gestione delle cronicità. Un solo dato, il 70% degli italiani convive con una patologia cronica: metabolica, cardiovascolare, osteo-articolare, reumatologica, respiratoria o anche oncologica, A fianco di queste – prosegue Isabella Cecchini, Direttrice Dipartimento Ricerche di Mercato, IQVIA – si registra un aumento dei disturbi mentali, problematiche prevalentemente legate a sonno, ansia, depressione, stress.

Un tema importante verso cui si sta muovendo anche la farmacia allestendo all’interno dei presidi, servizi di  supporto. Inoltre la farmacia offre il valore aggiunto, tramite gli accessi e le prescrizioni, di potere seguire longitudinalmente il mercato specificatamente degli antidepressivi, cresciuto negli anni: oggi sono 4,5 milioni le presone trattate con una maggiore penetrazione di genere, nelle donne, evidenziando a volte una non appropriatezza terapeutica.

Cresce l’attenzione alla salute e alla prevenzione ma non l’engagement del paziente in parallelo: solo metà della popolazione è in grado di “prendersi cura” della propria condizione, sapendo cosa fare correttamente, disponendo delle giuste competenze, risorse e informazioni. Occorre dunque differenziare l’offerta di mercato, cambiare l’approccio a seconda del target e della capacità della popolazione di investire sulla propria salute».

Si evidenzia che l’engagement più o meno elevato sia favorito dal medico e/o dalle figure sanitare: in questo, la farmacia potrebbe contribuire sensibilmente.

Il cambiamento

Aziende e istituzioni si stanno preparando a gestire il cambiamento con proposte concrete: programmi e azioni di transizione verso la digitalizzazione, un facilitatore per l’industria ma anche all’interno della farmacia, ad esempio con la promozione delle Digital Therapeutics, lo sfruttamento l’Intelligenza Artificiale, tramite strumenti specifici come il Symptom Checker, testato su un campione pilota di farmacie, può aiutare il farmaci sulla base della definizione, intensità del sintomo riferiti a oltre 600 malattie e 4 mila sintomi, a dare una second opinion al paziente e un consiglio terapeutico mirato, lo sviluppo di nuovi servizi dentro la farmacia.

«La legge sulla farmacia dei servizi – conclude Annarosa Racca, Presidente Federfarma Lombardia – ha cambiato la storia e il percorso della farmacia. Il punto di forza è stata ed è la capacità della farmacia di innovarsi ogni giorno, sapendosi confrontare con le aziende, facendo sinergia con la distribuzione, collaborazione con le farmacie private e non. Ma guardiamo ancora avanti: la Conferenza Stato Regioni che si è tenuta ieri a Roma, dovrebbe avere stanziato le quote caputali del PNRR (Piano nazionale Ripresa e Resilienza) tra le varie farmacie a livello regionale, da utilizzare entro il 2024.

Uno dei sogni futuri è quello che le farmacie possono diventare convenzionate con il SSN e con quello regionale. È un inizio a cui Regione Lombardia sta lavorando, insieme ad altre interessanti iniziative, come la promozione del Fascicolo Sanitario Elettronico, il passaporto sanitario degli Italiani, e una App “Farmacia Aperta” per favorire il reperimento dei presidi in servizio in prossimità della residenza dei cittadini».

Un boost di energia per ricaricare le pile

Da sinistra: Valeria D'Arienzo, Brand Manager Carnidyn - Alfasigma, Veronica Pauletto, Marketing Manager Nutraceutical & Intimate Care – Alfasigma, e Maria Luisa Cravana, Biologa Nutrizionista, Dott.ssa in Alimentazione e Nutrizione Umana, Dietista

Il lavoro, le attività quotidiane e uno stile di vita frenetico sono spesso causa di stress. Quando le batterie sono scariche e si esauriscono le energie diventa difficile riuscire a portare a termine i propri impegni e, a causa del poco tempo a disposizione, spesso si rinuncia a sé stessi, alle attività sportive e a quelle legate al proprio tempo libero.

Ritmi frenetici

«Rispetto al passato, oggi, nella cosiddetta “Società della performance”, le pressioni sono molteplici e tutto viene considerato come una prova da superare – spiega Maria Luisa Cravana, Biologa Nutrizionista, Dott.ssa in Alimentazione e Nutrizione Umana e Nutrizionista della Nazionale di Calcio Under 21 –. Tuttavia, condurre uno stile di vita frenetico può avere un impatto importante sulla nostra salute, portando conseguenze sia a livello fisico, sia a livello mentale, emozionale e comportamentale.

Pertanto, oltre ad adottare una corretta alimentazione e a praticare una regolare attività fisica, è fondamentale ritagliare del tempo per noi stessi, facendo ciò che ci fa sentire bene e che ci dà la carica, anche emotivamente».

Un tempo prezioso per la salute fisica e mentale

Ritagliare del tempo per sé stessi, quindi, consente di attivare un circolo vizioso positivo che si ripercuote positivamente sulla nostra salute e sul nostro benessere. Prendersi cura di sé presume però alcuni passi fondamentali, in primis adottare una corretta alimentazione a cui abbinare a una regolare attività fisica.

Questo aumenta la nostra consapevolezza, consentendoci di sentirci meglio, influisce sull’umore e sulla nostra autostima e ha effetti benefici a livello fisico, in quanto aiuta a ridurre la stanchezza e contribuisce a migliorare la circolazione sanguigna e la motilità intestinale.

Una “extra energia”

Per offrire un sostegno nei momenti in cui le energie sembrano esaurite, dalla ricerca Alfasigma nasce Carnidyn, la linea di integratori alimentari volti a supportare e a riattivare l’energia, che si amplia in un nuovo prodotto.

«Oggi vi presentiamo Carnidyn Boost Pronta Energia, l’ultimo nato nella famiglia Carnidyn – dichiara Valeria D’Arienzo, Brand Manager Carnidyn-Alfasigma –. Un integratore il cui nome rimanda già alla sua funzione: un booster di energia liquida, ossia in grado di fornire un’energia “extra” al momento del bisogno, che si tratti di una riunione di lavoro, un esame all’università o una giornata particolarmente densa di impegni.

Carnidyn Boost è un prodotto energizzante “one shot”, da assumere in maniera occasionale in qualsiasi momento della giornata, quando se ne senta il bisogno. Esso, infatti, è in grado di riattivare rapidamente l’organismo, offrendo tutta la carica extra che serve».

Una specifica formulazione

A caratterizzare Carnidyn Boost Pronta Energia e l’elevata concentrazione di L-Carnitina, insieme a L-Taurina, Vitamine del gruppo B (B1 e B5), Eleuterococco ed EnXtra, un particolare estratto di Alpinia Galanga (un botanical registrato) che si è dimostrato efficace nel contribuire a migliorare le performance attraverso un aumento, prolungato nel tempo, della prontezza e dell’attenzione, senza effetti di crollo repentino.

Esso agisce tramite un’interazione con il sistema dopaminergico e colinergico e ha proprietà psicostimolanti simili a quelle della caffeina, ma senza gli effetti collaterali da essa derivanti. Per mostrare il funzionamento dell’EnXtra, sono stati condotti degli studi clinici paragonandolo alla caffeina valutando i suoi effetti nel tempo: il risultato è che grazie a EnXtra lo stato di allerta e attenzione aumenta rapidamente dopo 1 ora (+107,31%), cresce ancora dopo 3 ore (119,27%) e viene mantenuto anche dopo le 5 ore (103,99%), ciò significa che è stabile, non ha picchi né crolli repentini, rispetto alla caffeina che dopo 3 e 5 ore dimostra dei crolli.

In più, EnXtra è più efficace e meglio tollerabile rispetto alla caffeina, in quanto non induce aritmie, non altera la frequenza cardiaca, non ha effetti sulla pressione arteriosa e non modifica il ritmo del sonno.

Gamma completa

La linea completa di integratori alimentari Carnidyn ha lo scopo di favorire il recupero e la riattivazione dell’energia, fornendo a ciascuno il prodotto più adatto alle proprie esigenze. Oltre a Carnidyn Boost, la linea comprende Carnidyn Plus, ideale per il recupero dell’energia dovuta alla stanchezza fisica e mentale e in periodi particolarmente intensi, e Carnidyn Fast, per contrastare la stanchezza da caldo e l’affaticamento muscolare e supportare il reintegro idrosalino.

Obesità infantile: i dati OKkio alla Salute

Sovrappeso e obesità infantile in Italia restano un problema significativo. Stando ai dati del sistema di sorveglianza OKkio alla Salute – coordinato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute (CNaPPS) dell’ISS, parte dell’iniziativa della Regione Europea dell’OMS “Childhood Obesity Surveillance Initiative-COSI” – attivo dal 2008, gli ultimi anni hanno mostrato una significativa diminuzione per il sovrappeso mentre l’obesità, dopo un iniziale decremento, è tornata stabile, con un andamento addirittura crescente nel 2023.

I dati relativi allo scorso anno sono stati presentati il 10 maggio nel corso di un evento ospitato presso la sede dell’Istituto Superiore di Sanità – ISS e mostrano che nel nostro Paese, i bambini e le bambine di 8-9 anni in sovrappeso sono il 19% e con obesità il 9,8%, inclusi quelli con obesità grave che rappresentano il 2,6%. 

I dati registrati

La sorveglianza ISS, come avvenuto negli anni precedenti, ha coinvolto tutte le Regioni e Province Autonome e ha arruolato oltre 50mila bambine/i e altrettante famiglie.

Emerge che quasi 2 bambini su 5 non fanno adeguatamente colazione al mattino, oltre il 50% consuma una merenda abbondante a metà mattina, il 25% circa consuma quotidianamente bevande gassate e zuccherate mentre la frutta e la verdura vengono assunte meno di una volta al giorno.

Altresì, il 37% delle bambine e dei bambini consuma i legumi meno di una volta a settimana e più della metà di loro mangia snack dolci più di 3 giorni alla settimana.

L’attività fisica

Non va meglio passando in rassegna l’attività fisica dei più piccoli: 1 su 5 non ha fatto attività fisica il giorno prima dell’intervista, oltre il 70% non va a scuola a piedi o in bicicletta e circa il 50% trascorre più di 2 ore quotidianamente davanti alla tv o ad altri schermi.

Le modifiche intervenute negli anni

Rispetto agli anni precedenti si evidenziano modifiche nelle abitudini alimentari e finanche sull’attività fisica, anche se rimane marcato il gradiente Nord-Sud, con un eccesso ponderale più significativo nelle regioni del Meridione, in parte attribuibile a condizioni socio-economiche svantaggiate.

Lo studio EPaS-ISS

In occasione del convegno sono stati presentati anche i risultati dello studio EPaS-ISS “Effetti della pandemia da COVID-19 sui comportamenti di salute e sullo stile di vita di bambine, bambini e delle loro famiglie residenti in Italia”, che, che, grazie ai dati di OKkio alla Salute,  ha consentito di mettere in luce gli effetti del Covid-19 su bambini e bambine del terzo anno di scuola primaria e delle loro famiglie, delineando un trend 2021-2023 quanto a stili di vita, abitudini alimentari e benessere psico-fisico. 

Gli effetti della pandemia sui più piccoli

Lo studio ha messo in evidenza che il periodo pandemico ha determinato nei bambini e nelle bambine un aumento nel consumo di snack salati (+24%) e cibi dolci (+25%) e una diminuzione dei consumi di frutta e verdura (-8 e -9%, rispettivamente).

A fronte di una maggiore irregolarità nel consumo di pasti, è stato evidenziato tuttavia un aumento dei pasti consumati in famiglia (39%) e cucinati in casa (42%).

I genitori hanno segnalato che il periodo Covid-19 ha impattato negativamente sul benessere fisico e psico-sociale dei propri figli, mostrando un calo nella vitalità e nell’energia e un aumento di tristezza e solitudine.

Altresì, lo studio ha evidenziato un aumento della sedentarietà e del tempo trascorso davanti a schermi e dispositivi, in linea con le tendenze registrate a livello internazionale. La ricerca ha messo altresì in luce come la pandemia abbia esacerbato le diseguaglianze educative connesse alla DAD – didattica a distanza.

Vitamina C liposomiale alleata di salute e bellezza

Il 22 maggio, Altrientbrand di integratori alimentari leader nella tecnologia di incapsulamento liposomiale, ha presentato le ultime novità per la cura della pelle e dei capelli. L’incontro è stato condotto da Francesca Bergami, Italy Country Manager di Abundance&Health, e ha visto la partecipazione di Jonathan Orchard, Fondatore e uno dei tre Direttori di Abundance&Health.

Un prodotto innovativo

Le origini di Altrient risalgono al 2003 quando, nel laboratorio scientifico californiano LivOn Labs, partono le prime ricerche sull’innovativo sistema di incapsulamento liposomiale, in grado di massimizzare l’assorbimento da parte dell’organismo. Nel 2004 si assiste al lancio del primo prodotto Altrient, un integratore alimentare di Vitamina C, per la prima volta al mondo formulato con la tecnologia ai liposomi, una vera rivoluzione nel settore.

Vitamina C Liposomiale

La Vitamina C comunemente assunta per via orale (in forma di compresse, capsule, in polvere, liquida) non viene, infatti, efficacemente metabolizzata dal momento che i livelli di vitamina nell’intestino raggiungono il punto di saturazione a soli 200 mg; pertanto solo una piccolissima parte di questa arriva fino alle cellule.

Grazie alla tecnologia liposomiale è ora possibile incapsulare ingredienti e nutrienti tramite dei liposomi – una sorta di microscopiche “capsule” avvolte da un doppio strato di fosfolipidi – che consentono di veicolare i principi attivi degli integratori alimentari direttamente nelle cellule, senza effetti collaterali gastrici; ciò garantisce un rilascio di dosi elevate di Vitamina C, con un’alta biodisponibilità, garantendo all’organismo il massimo assorbimento.

Non un semplice integratore

La Vitamina C, come è noto, ha molteplici proprietà: contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario e nervoso, alla riduzione della stanchezza e della fatica, alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo e alla formazione del collagene per il normale funzionamento di cute, vasi sanguigni, ossa, cartilagine, denti e gengive. E proprio il ruolo essenziale svolto dalla Vitamina C nella produzione di collagene, responsabile della tonicità cutanea, è alla base della sua capacità di promuovere il benessere della pelle e dei capelli.

Per la salute e la bellezza di pelle e capelli

La Vitamina C liposomiale risulta, quindi, avere un impatto importante sulla salute dei capelli e sulla tonicità della pelle. Questo risulta chiaramente da due studi clinici condotti da Princeton Consumer Research UK.

Il primo studio indipendente del 2014, in doppio cieco controllato con placebo, ha evidenziato l’efficacia di Altrient C nell’aumentare l’elasticità della pelle e nel ridurre le linee sottili e le rughe. I risultati hanno, infatti, mostrato un aumento del 61,4% nella compattezza e nell’elasticità cutanea dopo l’assunzione quotidiana di 3 bustine di integratore per un periodo di 16 settimane.

Il secondo recente studio clinico indipendente, condotto nel 2023, ha mostrato i benefici che Altrient C è invece in grado di apportare alla salute dei capelli. Attraverso un rigoroso programma di 12 settimane è stato possibile dimostrarne l’efficacia nel mantenere capelli sani e ridurne la perdita eccessiva.

Questi i risultati ottenuti: riduzione del 37,5% della perdita di capelli, riduzione del 50% di capelli spezzati, aumento del 27% della resistenza dei capelli, aumento del 19% della quantità di capelli.

La gamma Altrient

Oltre all’integrazione di Vitamina C, Altrient offre un’ampia gamma di supplementi alimentari liposomiali. Tra questi spicca Altrient B, un complesso vitaminico B liposomiale, a base di Vitamine del Gruppo B, e Minerali (come Zinco, Selenio e Cromo), indicato per mantenere sana la funzione cognitiva e la salute di capelli, pelle, unghie e vista.

A seguire Altrient Glutathione, l’integratore a base di Glutatione liposomiale dalla potente azione antiossidante che, in sinergia con le Vitamine C ed E, ha effetto illuminante e schiarente della pelle, riducendo la produzione di melanina. L’integratore alimentare Altrient di Magnesio L-Treonato contribuisce, invece, alla normale funzione muscolare e aiuta a rilassare la mente e a calmare lo stress. Infine, Altrient R-ALA, a base di Acido R-Alfa Lipoico liposomiale, interviene in una serie di reazioni biochimiche legate alla produzione di energia e per questo è raccomandato dagli esperti nel campo della nutrizione sportiva e apprezzato da molti atleti di spicco.

Tutti gli integratori Altrient sono formulati senza zuccheri aggiunti, dolcificanti artificiali, aromi o coloranti artificiali e la qualità dei prodotti è garantita da rigorosi test di verifica.

Dall’EMA nuove raccomandazioni per garantire l’approvvigionamento di farmaci

La mancanza di farmaci dal mercato, vuoi per carenza o indisponibilità, si ripercuote sempre negativamente sulla salute dei pazienti. Per scongiurare questi fenomeni, una serie di raccomandazioni arrivano dall’Agenzia Europea dei Medicinali – EMA.

Le raccomandazioni

Le raccomandazioni sono state pubblicate a fine aprile dal Medicines Shortages Steering Group (Mssg) dell’EMA con l’obiettivo di facilitare la disponibilità e la fornitura di farmaci essenziali per l’uomo.

Sono stati evidenziati circa 200 principi attivi, raccolti in un elenco pubblicato dall’Agenzia a fine dicembre, per i quali sono state evidenziate delle criticità connesse all’approvvigionamento.

Le misure previste

Alla luce dello scenario delineato, gli esperti del Medicines Shortages Steering Group dell’EMA hanno raccomandato ai titolari dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio – AIC, di aumentare la capacità produttiva andando a differenziare i fornitori della catena di approvvigionamento, monitorando altresì le previsioni di domanda e offerta e le scorte disponibili.

Inoltre, ad alcuni attori della catena di approvvigionamento e alla Commissione Europea la raccomandazione è quella di porre grande attenzione alla gestione delle scorte di medicinali; ancora, il MSSG dell’EMA ha raccomandato la possibilità di richiedere ad un titolare dell’Autorizzazione all’immissione in commercio di stabilire un piano di prevenzione di carenze di farmaci ritenuti ‘critici’, così come di fornire sostegno scientifico e normativo per affrontare le vulnerabilità nella catena di approvvigionamento, anche verso le piccole e medie imprese.

Tempistiche e collaborazioni con la Critical Medicines Alliance

Rispetto alle tempistiche, al fine di ridurre al minimo i tempi di risposta, il Gruppo EMA ha previsto procedure di condivisione del lavoro e tempistiche accelerate per eventuali variazioni richieste per far fronte alla vulnerabilità della catena di approvvigionamento dei farmaci critici. 

Il Medicines Shortage Steering Group lavorerà a stretto contatto con la Critical Medicines Alliance della Commissione Europea per sviluppare raccomandazioni normative e governative incentrate su azioni di breve-medio periodo; la Critical Medicines Alliance si concentrerà invece sulle azioni di lungo periodo di politica industriale.

Piemonte: i primi numeri dei controlli cardiaci in farmacia

Il 15 aprile scorso la Regione Piemonte ha siglato un protocollo d’intesa con le associazioni dei farmacistiFederfarma Piemonte e Assofarm Piemonte – con l’obiettivo di dar vita ad un progetto sperimentale che punta da una parte a semplificare l’accesso ad alcuni servizi per i cittadini e dall’altro a ridurre le complicanze di alcune patologie molto serie attraverso la promozione di un monitoraggio costante dei pazienti.

Progetto e target

Il progetto, partito ufficialmente lo scorso 1° maggio, si rivolge a tutti i cittadini piemontesi affetti da patologie di medio-alto livello, che potranno beneficiarne gratuitamente. 

Per sottoporsi agli esami i cittadini non dovranno presentare l’impegnativa del medico; sarà sufficiente presentarsi in farmacia per la valutazione dei requisiti di ammissione. Tra i criteri di valutazione previsti: l’assunzione di farmaci per la prevenzione cardiovascolare, come ipocolesterolemizzanti o antipertensivi, o la presenza di patologie quali il diabete. 

Ogni cittadino potrà beneficiare di un massimo di 3 prestazioni l’anno per ogni tipologia di esame.

Le refertazioni verranno eseguite da specialisti cardiologi attraverso la telemedicina e consegnate al paziente direttamente nella farmacia in cui ha eseguito l’esame.

I primi dati della sperimentazione

Si tratta di un servizio che ha subito mostrato un alto gradimento da parte della popolazione se è vero che nella prima settimana di sperimentazione, le farmacie della regione hanno raccolto 600 richieste di elettrocardiogrammi e holter cardiaci e pressori gratuiti. 

L’adesione delle farmacie territoriali ha finora coinvolto circa il 60% dei presidi presenti in Regione, pari a 900 su un totale di 1.600. 

Delle farmacie aderenti, 700 erano già attrezzate mentre le ulteriori 200 sono riuscite ad organizzarsi in tempi molto ristretti e altre andranno via via ad inserirsi. 

Rimborso SISS fino a 710,00€ promuove l’impiego di scanner per le farmacie lombarde

Medicinali da consegnare al cliente, espositori da banco, ricette, terminali pos, penne, forbici: sono solo alcuni dei tanti oggetti presenti sul banco vendita di ogni farmacia. Viene da chiedersi: rimane un posto per lo scanner? La risposta è sì: i nuovi scanner Epson Workforce sono veloci e super-compatti, e possono digitalizzare anche le tessere sanitarie.

Inoltre, grazie a un aggiornamento dei rimborsi SISS, confermato da Federfarma Lombardia, le farmacie lombarde hanno oggi l’opportunità di acquistare scanner, indispensabili alla luce del progetto di scansione del contenuto del sacco delle ricette che verrà implementato nei prossimi mesi. Il progetto promuove la dematerializzazione e favorisce il miglioramento dell’operatività, ma anche la sostenibilità ambientale, uno dei pilastri del PNRR; in questo modo il lavoro diventa decisamente più snello e organizzato.

Una scansione veloce e immediata permette non solo di servire più clienti, ma va anche a vantaggio dell’organizzazione del lavoro: niente più pacchi di ricette da digitalizzare la sera.

 Per le farmacie lombarde, al costo dello scanner ci pensa SISS

Per quanto il costo di uno scanner non sia confrontabile con i vantaggi ottenibili col suo utilizzo, la questione del prezzo è irrilevante in questo caso, visto che grazie al contributo SISS (fino a 710€) è possibile modernizzare la farmacia abbracciando in pieno il concetto di digitalizzazione.

Nell’ampia gamma Epson, i quattro modelli più adatti sono: ES-C320W, ES-C380W, DS-C330, DS-C490, tutti contraddistinti dalle dimensioni molto ridotte (296x104x125mm LxPxA), per non occupare spazio prezioso sul banco di vendita. Questa nuova famiglia di scanner super-compatti, oltre all’acquisizione delle “impegnative rosse”, può scansionare qualsiasi documento in formato A4 con grammatura da 40 a 413 g/m² e anche la tessera sanitaria o altri documenti plastificati: una comodità non indifferente per il farmacista che spesso ha persone in coda che attendono.

Il risultato è una maggiore efficienza e una decisa riduzione dei tempi di attesa.

Per le farmacie si tratta di cogliere una nuova sfida per stare al passo con i tempi e diventare sempre più un intermediario – tra la figura del medico e i pazienti – aperto a nuove modalità operative, più innovative e in costante evoluzione. Il tutto senza perdere tempo in attività che non generano valore aggiunto.

Per ulteriori informazioniepson_scanner_solutions@epson.it

Farmacie sul web una crescita importante

Questo approfondimento parte da una questione teoretica, filosofica. La filosofia, lo sappiamo, pone domande e tutto ciò può sembrare un controsenso rispetto al tema analizzato: chi vuole competere oggi sul mercato cerca risposte, analisi solide e ragionevoli prospettive. Tuttavia, la scelta di questo approccio, almeno inizialmente, è fondamentale.

Il primo step è sicuramente comprendere il “perché” di questa nuova tendenza. Il punto di inizio è la lucida e autorevole analisi di Luciano Floridi, professore ordinario di Filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford e “padre” della filosofia dell’informazione, che già nel “lontano” 2013 con “The Onlife Manifesto coniò, appunto, il termine onlife.

Negli anni successivi, il dibattito su questa nuova definizione dell’esistenza umana avvenne solo ai massimi livelli tra intellettuali e scienziati. Passarono diversi anni prima che tale intuizione fosse realmente compresa su larga scala. Oggi onlife è di dominio pubblico e la voce compare sulla Treccani così: “dimensione vitale, relazionale, sociale e comunicativa, lavorativa ed economica, vista come frutto di una continua interazione tra la realtà materiale e analogica e la realtà virtuale e interattiva”. Poteva la dimensione relativa alla salute rimanere esclusa da questo fenomeno? Certo che no.

L’idea di “andare online” è dunque crescente, anche nel settore di farmacie e parafarmacie. Dal 2016, da quando esiste questa possibilità, le autorizzazioni ministeriali aumentano con un tasso di crescita medio annuo superiore al 30% con oltre 1.300 realtà abilitate alla vendita online di Otc e Sop. Per avere successo non basta avere una presenza digitale e prodotti di qualità. Gli utenti che visitano il sito della farmacia devono poter vivere un’esperienza di qualità e continuativa, altrimenti potrebbero facilmente abbandonare il sito e rivolgersi alla concorrenza.

La pagina prodotto, che spesso è il punto di ingresso dei clienti che vi arrivano tramite i motori di ricerca, vanno mantenuti sul sito mostrando valide alternative e prodotti che altri clienti hanno acquistato rispetto al criterio di ricerca. Ma anche le pagine statiche dovranno essere particolarmente curate. Quella del “chi siamo”, per esempio, è fondamentale: aiuta a creare un rapporto umano e di fiducia con l’utente.

«Per chi vuole iniziare, il primo step è capire quale tecnologia utilizzare per dare vita sin da subito a un progetto efficiente e scalabile», ci spiega Filippo Bacciocchi, Ceo di The Strategy e Marketing Manager di aziende specializzate sul marketing per e-commerce.

«Poi, è bene disporre di un catalogo ampio. Il mio consiglio è avere più di 15 mila prodotti, perché i competitor ne hanno a partire da questi numeri. Un altro aspetto fondamentale è creare rapporti diretti con alcuni fornitori. Quindi, non solo distributori, ma su qualche nicchia di categoria, per esempio integratori, omeopatia oppure su determinati brand, avere rapporti e condizioni agevolate. Questo per realizzare e sfruttare attività di co-brand, iniziative di marketing, bundle, cioè pacchetti di prodotti o servizi venduti insieme a un prezzo inferiore rispetto a un acquisto singolo e altro».

Se acquisire un cliente online oggi è relativamente facile (nel senso di fargli fare un primo acquisto sul proprio e-commerce), non è la stessa cosa farlo crescere in termini di “scontrino medio” e fidelizzarlo. «Può aiutare moltissimo strutturare un programma di fedeltà o loyalty program», aggiunge l’esperto.

«Oggi gli e-commerce di questo settore hanno difficoltà a marginare nel lungo periodo e far acquistare più volte lo stesso cliente, per cui c’è la necessità di trovare strategie e metodi facendo evolvere il modello di business con consulenze online, programmi annuali di prevenzione, una subscription dell’e-commerce in modo che l’utente, a fronte di un pagamento ricorrente, per esempio mensile, possa ricevere periodicamente a casa i propri prodotti».

La transizione al digitale a cui si sta assistendo è velocissima, tuttavia, è sempre necessaria una strategia di medio-lungo termine con una valutazione costante di quello che sta accadendo online. «Quello che serve», specifica il consulente, «è sicuramente definire i Kpi e su questi esercitare un controllo maniacale perché si tratta di dati e valori che mostrano l’efficacia con cui un’azienda sta raggiungendo gli obiettivi. Così come il monitoraggio delle metriche per la misurazione quantitativa di ciascun canale su cui s’investe: Facebook, Google Ads, Trovaprezzi, Kelkoo ecc. Poi, ancora, il rapporto di efficienza del marketing (Mer), per valutare la validità delle campagne.

Altri dati ancora: costo per acquisto per ciascun canale, frequenze di acquisto, scontrino medio, il Roas (Return on advertising spend) che misura l’efficienza degli investimenti pubblicitari. Tutto questo per poter riuscire a calcolare le marginalità per categorie e/o brand».

Il budget per avviare un e-commerce dipende da tanti fattori. Se si parte da zero, l’investimento iniziale per il primo anno con un profilo base può essere intorno ai 30 mila euro fino ad arrivare a 90 mila per i progetti più complessi e strutturati. La figura chiave in questo processo di crescita e sviluppo della farmacia è l’e-commerce manager. Si tratta di un professionista che si occupa prevalentemente di vendita e di monitoraggio delle relative performance, ma le sue competenze spaziano in numerosi altri ambiti, tra cui la definizione delle strategie (incluse le campagne promozionali), tenere l’e-commerce sempre aggiornato al passo con quelle che sono le varie tendenze nell’ambito dell’information technology ed effettuare costanti analisi di mercato per cogliere l’evoluzione dei vari trend di mercato.

Spetta sempre all’e-commerce manager occuparsi della logistica, per un sistema di spedizioni che sia puntuale per una questione di soddisfazione del cliente e la reputazione e la crescita sostenibile dell’attività. «Per raccogliere i dati dettagliati e precisi sul comportamento degli utenti sul sito, comprese le azioni di acquisto e i flussi di conversione, GA4 rappresenta un’importante evoluzione rispetto alla precedente versione di Google Analytics, soprattutto per quanto riguarda l’e-commerce», precisa a questo proposito Filippo Bacciocchi.

Marketing, piattaforme e metodi di pagamento

L’e-commerce manager può contare, oggi, su moderne tecnologie di marketing e pubblicità. Sulla base del rapporto “Ecommerce Italia 2023”, di Casaleggio Associati, il budget di marketing degli esercenti italiani è diviso tra attività pubblicitarie pure, come il Sem (24%), il display advertising (6%), attività di contenuto e relazione, come il Seo (14%), gestione dei social media (14%), l’e-mail marketing (9%).

Per la gestione delle metriche e analisi dei dati di traffico e dell’efficacia pubblicitaria il sistema più utilizzato è GA4, la risorsa gratuita di Google ma, si legge nel rapporto, sono emerse diverse alternative come StatCounter, Gauges, Simple Analytics, Fathom Analytics, Clicky, Matomo, Woopra, Heap, GoSquared, Hitsteps, Kissmetrics, Plausible, Piwik PRO, Independent Analytics, Content Square, Datatrics e Supermetrics. Oltre alle piattaforme tecnologiche più note come Magento e Prestashop, stanno crescendo le applicazioni software su Internet (modelli Saas) come Woocommerce, Shopify, Storeden, Wix Stores, SquareSpace, Salesforce e Ecwid.

Riguardo ai metodi di pagamento, per le aziende di e-commerce italiane la carta di credito è il mezzo di pagamento più diffuso (37%), seguita dai digital wallet (27%) e dal bonifico (10%). Stabili i pagamenti alla consegna (9%).

Cosmetici in farmacia, vendite in crescita

Per la scelta dei prodotti cosmetici, la farmacia continua a rappresentare un canale privilegiato e questo sia per la varietà di servizi offerti al suo interno, sia ancor più, per la consulenza dei professionisti che vi lavorano.

Nel 2023 il segmento beauty in farmacia si è attestato a 2,1 miliardi di euro, segnando un aumento del +7,5% sul 2022. Altresì, stando alle stime, è atteso un ulteriore incremento del 7,2% per l’anno in corso. I dati sono stati presentati nel corso di Cosmofarma Exhibition 2024, ospitata a Bologna dal 19 al 21 aprile scorsi. 

I prodotti più venduti in farmacia

Per quanto riguarda le categorie di prodotti, nella ‘top 3’ dei più venduti figurano quelli per la cura del viso, che rappresentano quasi un terzo del mercato con un 30%, seguiti poi dai prodotti per la cura del corpo, che si attestano al 14% e dai solari, al 10%.

I prodotti per la cura del viso e i solari sono le categorie merceologiche del comparto beauty che hanno registrato il più significativo rialzo nelle vendite nel corso del 2023, segnando rispettivamente un +10,7% e un +10,9%.

Ottime anche le performance registrate dai prodotti per il make-up che nel corso dell’anno, nel canale farmacia, hanno sperimentato un aumento delle vendite pari al 13%.

I vantaggi del canale farmacia

Le ragioni di questi trend in crescita nel canale farmacia confermano un forte gradimento della clientela che si indirizza verso il presidio potendo contare sulla consulenza di professionisti esperti nel settore cosmetico. Piace qui evidenziare che si sta affermando anche l’uso dell’intelligenza artificiale, che sta ridisegnando il processo di ricerca e selezione dei cosmetici, anche in farmacia.