Il dolore muscolo-scheletrico, acuto e cronico, è il più frequente nella popolazione adulta, sperimentato in misura maggiore rispetto al dolore neuropatico, oncologico, fibromialgico, dal 97% degli italiani, di cui 6 su 10 con episodi settimanali. Una condizione “costosa” che impatta sulla qualità della vita, sulla spesa assistenziale – essendo la prima causa di visite e consulenze ambulatoriali – e sui costi sociali in termini di giornate di assenza dal lavoro.

Il dolore muscoloscheletrico, indipendentemente dall’origine, dalla sede e dalle manifestazioni, richiede una presa in carico tempestiva, con soluzioni mediche o di altra natura adeguate e appropriate alla causa e fenomenologia per evitare la cronicizzazione a sua volta correlata a implicazioni sensibilmente più importanti, anche per il sistema Paese.

Le grandi articolazioni, come ginocchio, anca, spalla, apparato vertebrale sono alcune delle sedi più esposte al dolore muscoloscheletrico che, se non adeguatamente trattato, può evolvere in dolore cronico, perdurante da oltre 3 mesi e che non risponde più alle terapie standard.

Da capo a piedi, nessuna sede è esente dal rischio di sperimentare una forma di dolore, più o meno intensa, e alcune di queste sono più frequenti fra la popolazione generale.

Le cause del dolore muscoloscheletrico sono multifattoriali:
traumatiche e accidentali associate a fratture, strappi muscolari, distorsioni, lesioni meniscali
da sovraccarico e posturali dipendenti da sforzi eccessivi, movimenti ripetitivi come nel caso della sindrome del tunnel carpale
invecchiamento porta alla naturale degenerazione ossea e alla perdita di massa muscolare
di genere il sesso espone allo sviluppo maggiore di specifiche patologie associate a dolore muscoloscheletrico, di cui la sindrome fibromialgica è un tipico esempio, con un rapporto a sfavore della donna
infiammazione si verifica quando in famiglia rientrano tendiniti, ad esempio della spalla (cuffia dei rotatori), achillea o rotula, borsiti.

 

Quadri specifici che concorrono al dolore muscoloscheletrico
. patologie degenerative come osteoartrosi o artrosi
. problemi ai dischi intervertebrali: il mal di schiena è il più rappresentato e diffuso
. infezioni, dalla più banale influenza, alla malattia di Lyme, a COVID-19, all’ascesso muscolare
. condizioni sistemiche del’intero apparato muscoloscheletrico con eventuale estensione ad altri organi: fibromialgia, neuropatie delle piccole fibre, malattie autoimmuni come il lupus, malattie neurologiche come il Parkinson
. attori psicologici: stress, depressione, ansia possono manifestarsi con dolore muscolare o acutizzarne le manifestazioni.

Mal di schiena

Ne soffre il 33% della popolazione, con una incidenza tra le più alte fra le forme di dolore muscoloscheletrico. Possibile ad ogni età, il mal di schiena registra una frequenza maggiore con l’aumentare degli anni. L’80% della popolazione sperimenta almeno un episodio di mal di schiena durante la vita. Esso può avere una localizzazione dorsale, nella parte alta della schiena, o lombare se insorge nella parte bassa.

Nella gran parte dei casi, ha come innesco i disturbi di funzionamento della schiena, dovuti ad esempio ad abitudini e contesti di vita quotidiana (sedentarietà, attività pesanti, posture sbagliate) e in alcuni casi correlate a condizioni mediche, dalle più blande (strappi muscolari o tendinei) a quelle più serie (ernie, artriti, problemi alla colonna vertebrale di diversa natura, tra cui osteoporosi).

Il 33% della popolazione soffre di mal di schiena, con un'incidenza tra le più alte fra le forme di dolore muscoloscheletrico
Il 33% della popolazione soffre di mal di schiena, con un’incidenza tra le più alte fra le forme di dolore muscoloscheletrico

L’attenzione all’adozione e al mantenimento di alcuni comportamenti “preventivi” – fare regolare esercizio fisico, mantenere una postura corretta cambiando spesso posizione per evitare di sovraccaricare la schiena, dotarsi di una sedia ergonomica che offra un buon supporto alla schiena e alle braccia, imparare alcuni movimenti corretti, come alzarsi dalla sedia o sollevare i pesi – sono efficaci strategie per allontanare il rischio di “traumatizzare” la schiena.

Una visita obiettiva, con eventuale misurazione dei riflessi, è di norma sufficiente a inquadrare e localizzare il mal di schiena e a caratterizzarne i sintomi (dolore muscolare, riduzione della flessibilità della schiena, difficoltà a mantenere la posizione eretta), eventualmente integrata da esami strumentali (radiografia, Risonanza Magnetica, RNM, elettromiografia) per dirimere potenziali dubbi.

Colpo della strega

Di fatto, è una lombalgia acuta, dovuta a un episodio di blocco funzionale a livello lombare per un dolore improvviso per un sovraccarico funzionale (il sollevamento di pesi) o anche senza causa specifica. La manifestazione più tipica del colpo della strega è un dolore trafittivo localizzato a livello lombare che impedisce il movimento, mentre il possibile irradiamento del dolore anche alle gambe è suggestivo di una possibile ernia discale o di problematiche a livello delle articolazioni tra le vertebre.

Il colpo della strega è una lombalgia acuta, dovuta a un episodio di blocco funzionale a livello lombare per un dolore improvviso per un sovraccarico funzionale
Il colpo della strega è una lombalgia acuta, dovuta a un episodio di blocco funzionale a livello lombare per un dolore improvviso per un sovraccarico funzionale

La diagnosi prevede un’inziale Rx per valutare l’eventuale presenza di patologie ossee come, ad esempio, l’anterolistesi (scivolamento di due vertebre), ernia discale o la riduzione dello spazio tra le due vertebre, eventualmente supportata da RNM in caso di dolore esteso. Tali accertamenti sono necessari a indagare le cause del colpo della strega, definire una prognosi, quindi il potenziale rischio di recidive.

Dolore cervicale o cervicalgia

Interessa il 25% della popolazione, con forme di dolore al collo di varia intensità e frequenza: da un fastidio occasionale a un dolore cronico debilitante, con possibilità che da localizzato nella zona del collo, il dolore possa irradiarsi anche a testa e spalle.

Rigiditàmuscolare, difficoltà di movimento del collo, mal di testa e vertigini sono alcuni dei sintomi più tipici della cervicalgia, riconducibili a diversi fattori di rischio: stress, posture scorrette, l’uso eccessivo di smartphone che costringe il collo a mantenere una posizione innaturale generando la Text Neck (o Tech Neck), il male al collo da smartphone, dovuto a un aumento del peso della testa sulla colonna fino a 22 kg, rispetto ai 4,5-6 kg sulla colonna in posizione corretta ed eretta.

Il dolore cervicale interessa il 25% della popolazione, con forme di dolore al collo di varia intensità e frequenza: da un fastidio occasionale a un dolore cronico debilitante
Il dolore cervicale interessa il 25% della popolazione, con forme di dolore al collo di varia intensità e frequenza: da un fastidio occasionale a un dolore cronico debilitante

La diagnosi si avvale di una visita fisiatrica oppure ortopedica, utile a valutare la flessibilità articolare, la forza muscolare del tratto di colonna cervicale e delle spalle e ad individuare delle contratture muscolari e dei triggerpoint dolorosi con l’ausilio, se necessario, anche di alcune indagini strumentali (Rx, RNM per dettagli su nervi e dischi, elettromiografia in caso di sospetti neurologici).

Dalla causa specifica (tensione muscolare, artrosi, ernie o altro) dipende infatti l’impostazione della terapia corretta, funzionale anche all’intensità e tipologia del dolore, acuto o cronico, e alla difficoltà di movimento.

Artrosi (Osteoartrite)

L’osteoartrite (OA) è una patologia cronica che causa danni alla cartilagine e ai tessuti circostanti l’osso. Caratterizzata da dolore, rigidità e perdita della funzionalità, l’osteoartrite è la patologia articolare più frequente, con insorgenza a partire dai 40-50 anni fino a interessare quasi l’intera popolazione intorno agli 80 anni.

L’età è un fattore discriminante: più frequente negli uomini prima dei 40 anni, spesso a causa di traumi o deformità ossee, l’OA fa osservare un’inversione di tendenza verso i 40 e i 70 anni, in cui è maggiormente prevalente tra le donne.

L'artrosi è più frequente negli uomini prima dei 40 anni, spesso a causa di traumi o deformità ossee
L’artrosi è più frequente negli uomini prima dei 40 anni, spesso a causa di traumi o deformità ossee

Può avere una causa sconosciuta (idiopatica o OA primaria), nella maggioranza dei casi, colpendo solo alcune articolazioni specifiche (mano, ginocchio, anca, oppure molte) oppure può essere riconducibile a un’altra causa/patologia (OA secondaria), come una anomalia articolare congenita, una lesione, una patologia metabolica, ad esempio un eccesso di ferro nell’organismo (emocromatosi) o di rame nel fegato (Malattia di Wilson), o ancora a un patologia che ha danneggiato la cartilagine dell’articolazione (gotta, artrite reumatoide).

La diagnosi si basa su un’attenta visita medica (anamnesi ed esame obiettivo) per la valutazione di sintomi come dolore dopo sforzo e rigidità, seguita da esami strumentali, tra cui la Rx sotto carico, che mostra il restringimento dello spazio articolare e i cambiamenti ossei, ma anche ecografia o RNM per dettagli più precisi.

Ernia discale

L’erniazione di un disco si verifica quando il rivestimento duro di un disco della colonna vertebrale si lacera o si rompe. La parte interna del disco, morbida e gelatinosa, può quindi protrudere (erniare) dal rivestimento. Invecchiamento, lesioni e sovrappeso/obesità possono essere alcune delle cause di un’ernia, spesso associata a dolore con un’intensità variabile da lieve a invalidante, e un’area dolorosa dipendente dal disco erniato e dalla radice nervosa spinale coinvolta.

Dolore che può irradiarsi lungo il percorso del nervo, compresso dal disco erniato: ad esempio, un’ernia discale nella zona lombare può dare sciatica, provocando dolore nel collo in sede con irraggiamento al braccio, talvolta fino alla mano. Sintomi che spesso portano a intorpidimento e debolezza muscolare. Raramente, il disco può esercitare una pressione sul midollo spinale stesso, causando possibile debolezza o paralisi di entrambe le gambe.

Causata dalla lacerazione o dalla rottura di un disco della colonna vertebrale. Invecchiamento, lesioni e sovrappeso/obesità possono essere alcune delle cause di un’ernia
Causata dalla lacerazione o dalla rottura di un disco della colonna vertebrale. Invecchiamento, lesioni e sovrappeso/obesità possono essere alcune delle cause di un’ernia

Se viene infine coinvolta la cauda equina (il fascio di nervi che si estende dal fondo del midollo spinale nel rachide lombare), può causare la perdita del controllo delle funzionalità di vescica e intestino. In presenza di questi sintomi gravi, è necessario un intervento medico tempestivo.

Tendiniti, tendinosi e borsiti

Sono cause comuni di disturbi muscolo-scheletrici caratterizzati da infiammazione e dolore, a danno di un tendine ma che differisce dalla tendinosi. Questa seconda condizione è generata, infatti, da una sofferenza cronica dei tendini esposti a degenerazione della struttura fibrosa, indotta dalla ripetizione di micro-sollecitazioni che alternano la normale struttura delle fibrille, le strutture contrattili all’interno delle cellule muscolari.

Sebbene dunque entrambe le problematiche appartengano alla famiglia delle tendinopatie, la tendinite è correlata a un’infiammazione acuta del tendine mentre la tendinosi è riconducibile a una degenerazione della struttura.

La tendinite si caratterizza per infiammazione e dolore
La tendinite si caratterizza per infiammazione e dolore

In ultimo la borsite, ovvero un processo infiammatorio a carico della borsa sierosa di un’articolazione che interessa in prevalenza spalle, gomiti, polsi, fianchi, schiena e caviglie. In presenza del fenomeno, le manifestazioni tipiche comprendono dolore e rigidità in prossimità delle zone interessate, debolezza muscolare locale a seguito di movimenti articolari come quelli che, ad esempio, si effettuano salendo le scale.

Sciatalgia

Più che di una infiammazione si tratta di una “irritazione” del nervo sciatico, causata da una compressione della radice (lombosciatalgia) alla fuoriuscita dalla colonna lombare o nel suo passaggio periferico, come nel caso della sindrome del piriforme (dolore che coinvolge sia la natica sia il nervo sciatico). Clinicamente, la sciatalgia può dipendere da varie cause: ernia del disco, discopatia degenerativa delle vertebre lombo-sacrali, scivolamento di due vertebre (spondilolistesi), stenosi del canale lombare e dei forami di coniugazione lombo-sacrale, in rari casi da tumori spinali.

Colpisce in prevalenza gli uomini, a partire dall’età di 40-50 anni e tipicamente si manifesta con un dolore di alta intensità che parte dal rachide lombare oppure dal gluteo, più precisamente dalla regione glutea, scendendo in sede postero-laterale nella coscia e nella gamba fino alla pianta del piede o verso il dorso del piede e all’alluce, “bloccando” la capacità di movimento e la conduzione delle normali attività quotidiane.

La sciatalgia è, di fatto, un'irritazione del nervo sciatico e colpisce in prevalenza gli uomini, a partire dall’età di 40-50 anni
La sciatalgia è, di fatto, un’irritazione del nervo sciatico e colpisce in prevalenza gli uomini, a partire dall’età di 40-50 anni

Un sospetto di sciatalgia può basarsi sulla presentazione del dolore: spesso monolaterale, simile a una scossa elettrica che può causare parestesie (formicolio, intorpidimento), deficit di forza muscolare (sintomatologia neurologica) e che peggiora dopo sforzi, colpi di tosse, starnuti o lunghi periodi di tempo trascorsi in posizione seduta. La diagnosi, come nei casi precedenti, si avvale di una valutazione clinica con test specifici ed esami strumentali a supporto.

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