Com’è cambiato il punto di vista degli europei sulla salute

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Pubblicato il 7° Stada Health Report, che ha coinvolto 30mila soggetti in 15 Paesi. Il Covid ha cambiato il punto di vista degli europei sulla salute. Italiani più favorevoli ai vaccini rispetto alla media

Indagare la percezione della popolazione sui temi della salute e come questa sia cambiata dopo oltre un anno di pandemia da Covid-19. È stato questo l’obiettivo del 7° Stada Health Report, un’indagine realizzata tra marzo e aprile attraverso interviste online, che ha coinvolto ben 15 Paesi europei (Regno Unito, Svizzera, Belgio, Austria, Francia, Repubblica Ceca, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo, Italia, Serbia, Russia, Polonia e Ucraina) e oltre 30mila soggetti.

Maggiore enfasi sulla prevenzione e le sane abitudini

Dal rapporto è emerso che il 45% degli europei ha posto maggiore enfasi sulla prevenzione e su sane abitudini, sia in termini di alimentazione sia per quanto riguarda l’attività fisica. Inoltre, il 29% degli europei ha integrato la dieta con supplementi vitaminici; questo elemento si è manifestato con maggior forza nei paesi dell’est Europa e ha interessato prioritariamente donne e giovani.

Le abitudini acquisite con la pandemia

Le azioni messe in atto per proteggere la propria salute durante la pandemia sembrano essere ormai interiorizzate. Più della metà degli italiani (53%) intende continuare a lavarsi le mani in maniera più accurata: si tratta della percentuale più alta insieme all’Ucraina. Quasi due italiani su cinque (38%) intendono mantenere il distanziamento sociale anche in futuro, con una prevalenza di donne e soggetti “senior”.

Ancora, quasi un terzo degli italiani (31%) prevede di continuare a usare mascherine nei luoghi affollati come i mezzi pubblici anche una volta che la pandemia sarà passata. Percentuale che colloca il nostro Paese al secondo posto insieme alla Spagna, dietro solo al Regno Unito (38%). La media europea si attesta al 22%.

L’impatto della pandemia sulla salute mentale

Ben 7 cittadini europei su 10 hanno risentito dell’avvento della pandemia per quanto concerne il benessere psico-fisico. Solo il 32% dichiara di non averne risentito, percentuale che scende al 23% a livello italiano. L’ansia e lo stress sono stati gli effetti più evidenti: una accresciuta ansia ha interessato il 29% dei cittadini; il 15% ha riscontrato problemi di sonno.

La paura degli effetti a lungo termine e del burnout interessa il 54% degli europei, con percentuali variabili da Paese a Paese: 49% in Italia, 66% in Russia e Polonia, con una prevalenza forte nelle donne appartenenti al target 18-34 anni. La paura più forte è relativa alla perdita di familiari e amici e interessa più di un europeo su due (52%). Anche qui grande è la variabilità tra i diversi contesti: 34% Italia, 63% Francia, Austria e Regno Unito.

Alta soddisfazione verso il proprio sistema sanitario

Se nel report 2020 la maggior parte del campione credeva che la pandemia sarebbe terminata in un breve lasso di tempo, quest’anno il Covid-19 continua a rappresentare la preoccupazione principale. Per il 42% del campione la paura di contrarre il virus ha rappresentato l’ansia più marcata durante la pandemia (53% a livello italiano), anche se ora lo spauracchio più grande è l’isolamento da familiari e amici.

Il 59% del campione ritiene che il proprio sistema sanitario sia più preparato ad affrontare una nuova pandemia o una nuova ondata di Covid-19. Il 71% degli europei ha espresso grande soddisfazione per il proprio sistema sanitario. A livello italiano la percentuale si è attestata al 69%, in Russia al 41%, in Polonia al 36%. In linea generale uomini e giovani sono risultati più soddisfatti rispetto alle donne.

Grande fiducia verso medici e farmacisti

I medici e gli operatori sanitari sono stati ritenuti veri e propri eroi da più di 8 soggetti su 10, segno di un grande riconoscimento per il loro impegno durante l’emergenza Covid-19. Gli europei hanno espresso fiducia prioritariamente per i medici (73%) seguiti da farmacisti e scienziati (60%). L’indagine ha rivelato altresì un basso livello di fiducia nei confronti di media e politica.
Durante la pandemia è emerso inoltre che 1 cittadino su 5 ha cancellato appuntamenti medici, in particolare per controlli di prevenzione; in Italia sono stati il 30%. Di contro, molti si sono rivolti ai farmacisti per avere supporto e suggerimenti legati alla salute.

La vaccinazione anti-Covid

Oltre tre quarti degli italiani, il 76%, si è espresso positivamente rispetto alla vaccinazione obbligatoria anti-Covid, percentuale molto alta che fa collocare il nostro Paese al secondo posto dopo il Regno Unito (79%), e di gran lunga al di sopra della media europea (61%). Due quinti (39%) credono che la vaccinazione obbligatoria sia importante per proteggere la società, e una percentuale simile (37%) ritiene che aiuterebbe a prevenire malattie pericolose. Solo 1 italiano su 6 ha espresso preoccupazione per i possibili effetti collaterali dell’immunizzazione, percentuale comunque inferiore alla media europea del 22%.

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