Come la digitalizzazione può avvicinare la farmacia al paziente

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Digitalizzazione e nuove tecnologie dovrebbero rendere più efficienti i processi di lavoro in farmacia e consentire al farmacista di migliorare la relazione con il paziente, offrendogli più servizi a valore aggiunto

Soluzioni per la salute digitalebig data e intelligenza artificiale si stanno espandendo nel settore sanitario. Queste tecnologie possono rendere più efficienti anche i processi della farmacia, semplificando l’implementazione di servizi a valore aggiunto e consentendo al farmacista di comunità di seguire i pazienti a rischio e monitorarne i progressi durante la terapia.

Da tradizionale dispensatore di farmaci, il farmacista potrebbe evolversi in centro di riferimento per il benessere dei cittadini, occupando un ruolo di crescente importanza nei servizi sanitari; potrebbe diventare un referente sanitario, un consulente specializzato che guida il paziente lungo tutto il corso del trattamento e nella ricerca del benessere.

digitalizzazione

Più servizi grazie alla digitalizzazione

L’investimento in soluzioni digitali per la salute potrebbe migliorare, integrandola, la relazione esistente tra farmacista e paziente. La farmacia comunitaria potrebbe così rappresentare un vero e proprio punto di accesso al servizio sanitario, con i farmacisti che agiscono come fornitori di cure preventive (per esempio lo screening per malattie croniche) e test diagnostici rapidi e affidabili (come la presenza o meno di infezioni batteriche).

I farmacisti di comunità potrebbero aumentare il loro sostegno alla gestione dei disturbi minori e auto-limitanti, agire come educatori sanitari, collaborare più strettamente con le case di cura e/o gli ospedali, per assicurare la continuità del trattamento per i pazienti in un’ottica di modello di assistenza integrata. Uno scambio professionale coerente con tutte le parti coinvolte nella cura del paziente è importante sia nell’assistenza secondaria sia in quella primaria e gli strumenti integrati di eHealth sono sempre più utili per coordinare questi scambi.

Pertanto, se il futuro della farmacia è la sua evoluzione in un centro per il benessere della persona, le tecnologie digitali offrono strumenti per conoscere e monitorare i consumatori più consapevoli ed esigenti, sostenendoli durante l’intero periodo di trattamento, nonché nella ricerca di uno stile di vita più sano. Le innovazioni in farmacogenomica, così come la possibilità di accedere alle cartelle cliniche dei pazienti e ai loro parametri fisiologici (come per esempio la funzione renale), offrirebbero ai farmacisti ulteriori strumenti per condurre valutazioni complete del farmaco, consentendo loro di raccomandare i farmaci e le dosi appropriate in funzione delle esigenze dei singoli pazienti. È un panorama dove il paziente connesso, che affronta problemi di salute, cerca i punti di contatto all’interno del sistema sanitario, fisici e virtuali, e identifica le opportunità di azione che ha il farmacista in un dato momento.

Dati cliente-paziente

L’utilità di un database integrato

Le innovazioni in campo Ict creano il potenziale per il monitoraggio e la cura a distanza, l’accesso in lettura e scrittura a cartelle cliniche condivise, la consulenza del farmacista nei servizi online, i registri e altri database per studi epidemiologici per migliorare gli esiti sanitari. La farmacia dovrebbe potersi posizionare come consulente digitale e fonte di informazioni, che aiuta il paziente a risolvere i suoi dubbi,  comprendere le indicazioni del suo regime terapeutico,  evitare l’abbandono del trattamento.

La sfida per la farmacia sarà avere un database integrato, con un dettagliato profilo del cliente-paziente, che includa informazioni sulle sue condizioni generali, sulla cronologia delle visite, su consultazioni e transazioni, sempre nel rispetto della privacy del paziente stesso. Nel caso delle farmacie italiane si tratta di una vera e propria sfida, perché i dati inerenti prescrizioni, prenotazioni o altre prestazioni sanitarie, che già oggi transitano ogni giorno in farmacia, non sono di proprietà del farmacista e non possono essere da lui utilizzati. Come ha spiegato Paolo Colli Franzone, direttore dell’Osservatorio Netics, in un’intervista rilasciata a Tema Farmacia nel 2018: “Manca un aggregatore, che potrebbe essere appunto il farmacista, che però ha le mani legate e non può utilizzare i dati che transitano in farmacia”.

La digitalizzazione a sostegno della professionalità

“Avere la possibilità di utilizzare i dati del paziente e migliorare di conseguenza i servizi offerti, permetterebbe un recupero professionale del lavoro del farmacista, che non è solo un dispensatore del farmaco, ma che invece deve seguire il paziente nella sua terapia. Perché è questo il suo vero valore aggiunto”. Lo ha detto Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, sottolineando che “un’attività svolta in questo modo permetterebbe l’instaurarsi di un legame più stretto di fidelizzazione del paziente e garantirebbe un’inevitabile evoluzione della professione. Andremmo incontro a una minore parte commerciale del ruolo del farmacista, per dare più spazio a quella professionale, per cui il farmacista può prendersi carico del paziente e seguirlo per tutto l’iter della cura”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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