Dottoressa Borachia, quali sono i primi risultati della sperimentazione?

L’avvio è stato molto positivo: complici anche le condizioni meteorologiche (è stata una giornata caratterizzata da eccezionali nevicate – Ndr) la popolazione ligure ha subito avuto modo di verificare i benefici del nuovo sistema distributivo dei farmaci in DPC: già nella prima mattinata in regione erano stati distribuiti farmaci per oltre 2.000 pezzi che sono diventati 8.000 alla fine del secondo giorno. Si tratta di un dato significativo, perché frutto di una libera scelta dei cittadini. Se la maggior parte sceglie questa opzione significa che è preferibile rispetto a recarsi in ospedale.

Elisabetta Borachia spiega il debutto positivo della DPC in LiguriaQuanto durerà la fase di sperimentazione?

La fase sperimentale avrà durata di un anno, rinnovabile automaticamente per altri due, se i risultati economici saranno ritenuti soddisfacenti. Alisa (Azienda Ligure Sanitaria della Regione) è affiancata (per la valutazione di tale progetto) da due illustri docenti dell’Università di Genova che garantiranno oggettività e imparzialità.  Ma su questo aspetto è importante fare chiarezza. Sebbene siamo convinti che questa soluzione porterà dei risparmi anche per il sistema sanitario pubblico, va precisato che la valutazione complessiva non potrà basarsi solo su una mera somma algebrica delle spese. Dovrà invece tener conto anche dei benefici portati ai cittadini. Da questo punto di vista condivido pienamente quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Giovanni Toti, parlando della Corte dei Conti: la Corte ha sì il compito di verificare eventuali anomalie nelle procedure e nei conti ma non può decidere la linea politica con cui vengono fatte scelte di spesa. Se un provvedimento permette di agevolare i cittadini su un aspetto di primaria importanza come un percorso sanitario complesso, è plausibile prevedere anche un aumento dei costi; si tratta di una scelta squisitamente politica. Sarà cura dell’amministratore controbilanciare questo aumento attraverso risparmi su altre voci. Anche per questo motivo, sotto il profilo economico, io sono assolutamente tranquilla. Ma non è tutto. Il nuovo sistema informatico introdotto con la DPC, permetterà ad Asl e Regione di verificare in tempo reale la quantità di prodotti distribuiti e le ricette erogate e potrà tracciare i farmaci a livello di singola confezione. Noi farmacisti abbiamo infatti accettato di inserire a sistema anche la targatura della confezione, quindi da adesso sarà possibile seguire ogni singola confezione di farmaco dall’industria fino all’utente finale e, in caso di problematica di farmacovigilanza, questa diventa un’opzione fondamentale per un intervento immediato.

Perché ritiene che questo provvedimento si tradurrà in un risparmio anche per i conti pubblici?

Innanzitutto perché sgrava le strutture pubbliche di gran parte degli oneri di gestione che ha sopportato finora. Con la DPC, alla Regione resta solo l’attività amministrativa legata agli ordini dei farmaci mentre tutta la gestione intermedia è in carico ai farmacisti. Molto del personale pubblico precedentemente impiegato (come i farmacisti ospedalieri o gli addetti alla gestione dei magazzini) viene quindi alleggerito e questo rappresenta indubbiamente un risparmio, anche se spesso nei calcoli viene considerato solo l’aggio dei farmacisti. Anche da questo punto di vista, comunque, va registrata la buona volontà della categoria, che ha rinunciato a una parte dell’aggio riducendolo da € 5,50 a € 3,99. È stato calcolato che fino a 1.200.000 pezzi distribuiti, la spesa complessiva rimarrà invariata.

Va inoltre considerata la riduzione degli sprechi legati non solo alle quantità di farmaci che finivano inutilizzati, anche prima della data di scadenza, ma anche ad alcune inefficienze nella procedura di acquisto. Abbiamo rilevato, infatti, che a volte i vincitori delle gare regionali per la fornitura di farmaci disattendono gli accordi. Alcune aziende, ad esempio, inviano i prodotti in ritardo o in quantità limitate (magari perché privilegiano mercati esteri in cui il prezzo è più alto). Capita così che, a livello locale, le Asl siano costrette a rivolgersi d’urgenza a circuiti paralleli pagando i farmaci ad un prezzo evidentemente superiore a quello accordato in gara. Ora, però, il controllo e l’azione di pressione sulle aziende avvengono a livello regionale e questo comportamento scorretto da parte delle aziende diventa più difficile. Non è una differenza da poco perché un’amministrazione regionale ottiene almeno il 50% di sconto in gara e a volte arriva a pagare solo il 5 o il 10% del prezzo al pubblico.

Quali sviluppi prevedete per questa sperimentazione?

Questa iniziativa non è fine a sé stessa, ma si inserisce in un quadro più ampio che mira a perfezionare e rendere strutturale il ruolo della farmacia come presidio sanitario e, in prospettiva, a rendere il farmacista garante dell’assistenza al paziente e dell’aderenza alle terapie. Per preparare questo processo, sono previste ulteriori sperimentazioni che in un primo tempo vedranno i farmacisti coinvolti nel confronto tra piani terapeutici dei pazienti e i loro effettivi consumi, per arrivare in seguito, sempre in via sperimentale, a verificare l’aderenza alla terapia per alcune patologie.

Il farmacista si trova nella posizione più appropriata per svolgere questo ruolo, perché ha la possibilità di raccogliere, oltre ai dati della terapia seguita, anche – se verranno inseriti strumenti idonei – quelli relativi al consumo di altri farmaci acquistati extra SSR e che potrebbero essere in contrasto con le terapie di base dell’utente, spesso impropriamente utilizzati dagli utenti.

In quest’ottica, a Imperia si sta sperimentando il “Fascicolo sanitario regionale”, un progetto già contemplato dal ministero della Salute, che prevede che sulla tessera personale del paziente venga riportata tutta la sua storia sanitaria (ricoveri, terapie, visite specialistiche, esami diagnostici) comprendente anche le informazioni necessarie ad un monitoraggio attento della vita sanitaria dell’utente. Se l’esperienza avrà successo, sarà estesa all’intera regione.

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