Disfunzioni della barriera emato-encefalica ed epilessia post-traumatica cronica

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Diverse evidenze indicano che disfunzioni della barriera ematoencefalica, probabilmente come conseguenza di un trauma, possono facilitare lo sviluppo di epilessia post-traumatica cronica

La lesione cerebrale causata da trauma (TBI) è un problema altamente sottostimato per la salute pubblica. Più di 50 milioni di persone all’anno in tutto il mondo soffrono di TBI e circa la metà della popolazione globale sperimenterà uno o più TBI nel corso della propria vita. A differenza di altre malattie neurologiche acute (ad es. emorragia cerebrale o ictus), in seguito a TBI si possono manifestare deficit neurologici significativi dopo giorni, mesi o persino anni dopo gli eventi iniziali. In particolare, episodi di convulsioni post-traumatiche possono verificarsi acutamente (da ore a giorni dopo il TBI), mentre l’epilessia post-traumatica cronica (PTE) si può manifestare dopo mesi o anni.

epilessia post-traumatica cronica

Rispetto a una situazione in cui non si è verificata alcuna TBI, il rischio di PTE è stato dimostrato essere 2 volte più elevato dopo TBI lieve e 7 volte più elevato dopo grave TBI. Al momento non ci sono trattamenti per prevenire il manifestarsi di PTE in questi soggetti. Infatti, come recentemente affermato, “nonostante siano stati provati diversi interventi per prevenire l’epilessia post-traumatica, l’unico intervento efficiente è quello di prevenire il verificarsi di TBI”. In condizioni normali, la barriera ematoencefalica non consente il passaggio della maggior parte delle proteine ​​dalla periferia al cervello. Tale assunzione non rappresenta un concetto assoluto, ma di sicuro garantisce una diffusione alquanto limitata di sostanze al cervello. L’albumina del siero è la proteina del sangue più abbondante e, in soggetti normali, si osservano bassi livelli di albumina nel liquido cerebrospinale. E’ stato dimostrato che aumenti improvvisi e persistenti di albumina nel parenchima cerebrale, in seguito ad una minore efficienza della barriera ematoencefalica, sono epilettogeni, attraverso un meccanismo che comprende l’attivazione degli astrociti e della citochina TGF-b. Tale meccanismo di ipereccitabilità riduce la capacità di tamponare del potassio, come dimostrato da studi di disfunzione astrocitaria e dagli effetti neuronali di eventi post-traumatici. Il rischio di sviluppare un’epilessia post-traumatica è correlato con la gravità della lesione cerebrale e la durata della perdita di coscienza. In uno studio recente, è stato dimostrato che pazienti con trauma cranico che hanno perso conoscenza per meno di 30 minuti dopo il trauma mostrano un rischio relativo di sviluppare PTE nettamente inferiore a coloro la cui perdita di coscienza è durata più di 24 ore.

In conclusione, vi sono diverse evidenze che indicano come disfunzioni della barriera ematoencefalica, probabilmente come conseguenza di un trauma, possano facilitare lo sviluppo di PTE.

Breakdown of blood brain barrier as a mechanism of post-traumatic epilepsy – Dadasa A. and Janigro D. – Neurobiology of Disease 123 (2019) 20–26

 

 

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