Front office sanitario sul territorio, snodo della sanità di prossimità con offerte di servizi di telemedicina, screening, vaccinazioni e presa in carico dei cronici. La farmacia si conferma presidio sociosanitario integrato nel Servizio sanitario nazionale (SSN), in costante sviluppo. Specie nel corso dell’ultimo anno.
È il profilo di una farmacia sempre pronta all’innovazione e alla trasformazione, quello che emerge dalla decima edizione del Rapporto di Federfarma, “La farmacia italiana 2026”, realizzato con la collaborazione di Cittadinanzattiva: un resoconto aggiornato sulla base di dati raccolti su rete territoriale, servizi, andamento economico, occupazione, distribuzione del farmaco e percezione dei cittadini.
Un’“impresa professionale” a tutela della salute
Ben oltre il ruolo di dispensatrice di farmaci, la farmacia è punto di riferimento per le comunità e i cittadini. Lo confermano i dati:
- 20.295 presidi capillarizzati a livello nazionale, con una densità di una farmacia ogni 2.904 abitanti, superiore alla media europea, ovvero una ogni 3.213 abitanti,
- 4 milioni di accessi totali giornalieri, di cui 800 mila per counseling professionale su diverse problematiche di salute
- circa 200 utenti medi giornalieri per singola farmacia.
- circa 150 cittadini soli, prevalentemente anziani impossibilitati a recarsi in farmacia per difficoltà motorie, disabilità o altra causa, tramite il numero verde nazionale ogni mese possono usufruire della consegna di medicinali, gratuita, a domicilio da parte della farmacia più vicina al cittadino richiedente e disponibile a svolgere il servizio
- circa 1.800 croci verdi accese sul territorio nazionale, 300 nelle città capoluogo e 1.500 sul restante territorio
- 7.200 presidi collocati in comuni o centri abitati con meno di 5 mila abitanti, che servono più di 10 milioni di persone. Di queste, 4.400 sono rurali sussidiate, situate in località con meno di 3 mila abitanti, mentre circa 2 mila operano in centri con meno di 1.500 abitanti, assistendo quasi 2 milioni di cittadini, in larga parte anziani.
Numeri che attestano la capacità della farmacia di essere “manageriale”, in grado di rispondere da un lato in maniera efficace e fattiva a tutti i contesti di salute, specie di maggiore fragilità, dall’altro di essere una “impresa” di valore con un ruolo e un impegno sociale, oltre che sanitario.

Ne sono un esempio i rapporti intessuti con le Associazioni di cittadini e pazienti, tramite percorsi di ascolto dei bisogni della popolazione e dei malati, così da allineare il proprio servizio alla reale domanda di salute della collettività; la promozione di campagne di valenza istituzionale, come quella sulla vaccinazione antinfluenzale o ’iniziativa “Insieme contro il doping”; campagne di responsabilità sociale, quali le Giornate di Raccolta del Farmaco, Recupera e Respira, In Farmacia per i Bambini o , ancora, campagne di comunicazione, aderendo a iniziative quali il “Nastro Rosa” per il tumore del seno, il “Progetto Mimosa” contro la violenza sulle donne, la Giornata Nazionale del Sollievo.
L’innovazione
La lungimiranza imprenditoriale della farmacia le ha consentito di attivare servizi innovativi, alcuni già presenti, altri che hanno preso il via in pandemia e che si sono consolidati e strutturati in maniera stabile, pensando agli screening.
Oltre al colon retto, spiccano “Cuore in farmacia”, “Obesità. Non ignorarla, affrontiamola insieme”, “La voce dell’intimità. Sessualità e tumore al seno metastatico: parlarne si può”. A queste iniziative si aggiungono la telemedicina: l’ECG, disponibile nel 77,4% delle farmacie, l’holter cardiaco nel 73,4% e quello pressorio nel 72,4%. Tutti erogati in numeri importanti: solo nel 2025, attraverso il progetto HTN-Federfarma, sono state effettuate oltre 826.160 prestazioni in 8.729 farmacie, di cui 518.380 ECG, 195.175 holter cardiaci e 112.613 holter pressori, che si sommano a prestazioni offerte con altri provider (MeDEA, Colpharma/M&M).
Anche i vaccini in farmacia rappresentano una innovazione, ben accolta dai cittadini come già aveva raccontato il Rapporto “Country case studies on pharmacy-based vaccination” della Federazione farmaceutica mondiale (Fip).
Il 30% dichiara di avere scelto il presidio per vaccinarsi contro il Covid e il 16,9% contro l’influenza, grazie anche al numero di farmacia che offrono il servizio, rispettivamente il 34,4% e il 48,8%. Più limitate, pari all’8,9% altre vaccinazioni in attesa di diposizioni previste dal Decreto Semplificazioni. Opportunità che contribuiscono, tutte, a elevare il gradimento presso i cittadini, non solo riguardo ai professionisti in farmacia, ma anche alla qualità dei servizi erogati, con percentuali prossime al soddisfacimento completo e “totalizzante”.

Il Rapporto rileva che Il 94,4% degli italiani valuta favorevolmente il recapito a domicilio dei farmaci per persone fragili, il 94,1% la distribuzione di farmaci e presidi per patologie croniche precedentemente erogati da ospedali o Asl, il 92,7% la consulenza sull’uso corretto dei medicinali, il 91,5% la misurazione della pressione e il 90,5% le prenotazioni di analisi e visite. Per l’86,2% è positiva anche la telemedicina in farmacia.
La ricerca Censis 2026
Il Rapporto contiene anche i risultati de “La farmacia nella sanità di prossimità. La dispensazione del farmaco nel nuovo modello di assistenza territoriale”, condotta dall’istituto di ricerca per Federfarma, da cui emerge che il 76% degli italiani non considera più la farmacia soltanto un luogo di distribuzione dei farmaci, ma un presidio sociosanitario integrato nel SSN: un punto di riferimento essenziale della sanità sul territorio (85%), un servizio essenziale per le comunità (97,2%), un supporto per ridurre la pressione su medici e ospedali (78,8%).
La nuova Convenzione farmaceutica nazionale
Sancito in Conferenza Stato-Regioni il 6 marzo 2025, l’accordo, che si sostituisce alla convenzione scaduta nel 1998, disciplina non solo la dispensazione dei farmaci a carico del SSN, ma anche i criteri generali per l’erogazione dei servizi della Farmacia dei servizi, in attesa che gli accordi integrativi regionali definiscano le modalità attuative per prenotazioni, vaccinazioni, analisi di prima e seconda istanza, test diagnostici, telemedicina, prestazioni di infermieri e fisioterapisti, screening, monitoraggio della terapia farmacologica e presa in carico dei cittadini.
La sfida, da qui e nei prossimi anni, secondo Federfarma, è portare “a modello” questa farmacia a livello nazionale come previsto dal PNRR (Piano nazionale Ripresa e resilienza) e dal Dm 77, in stretta collaborazione con medici di medicina generale, infermieri e altri professionisti sanitari. Obiettivo: costruire una rete multidisciplinare capace di intercettare precocemente i bisogni di salute, monitorare la cronicità, favorire l’aderenza terapeutica e ridurre la pressione sugli ospedali.
Fonte
Rapporto Federfarma “La farmacia italiana 2026”


