Farmacie rurali e Coronavirus: “Serve una distribuzione uniforme dei farmaci”

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Emergenza Covid-19: il gruppo Farmacie Rurali d’Italia scrive al presidente del Consiglio per chiedere una distribuzione “uniforme, omogenea e uguale” dei medicinali in tutte le farmacie

Dopo il comunicato stampa dello scorso 18 marzo, per chiedere una normativa chiara per la distribuzione di mascherine e presidi DPI, le Farmacie Rurali d’Italia tornano a scrivere al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Capo del Dipartimento di Protezione civile Angelo Borrelli, sottolineando questa volta la necessità di una distribuzione uniforme, omogenea, uguale per tutti e centralizzata dei medicinali nelle farmacie.

In un momento di estrema emergenza, infatti, la categoria quotidianamente deve far fronte al problema legato ai farmaci distribuiti solo dalle farmacie ospedaliere, chiuse al pomeriggio e nei giorni festivi: a ciò si aggiunge l’ulteriore complicazione data dalle ricette dematerializzate, non utilizzate dalle guardie mediche, e alla mancanza di mascherine. I dpi, introvabili per i cittadini, sono di difficile reperimento anche per la categoria che lavora a contatto con la popolazione e che è costretta spesso a soluzioni improvvisate (ad esempio usando guanti da cucina o lembi di magliette elasticizzate adattati come mascherine) per contrastare la diffusione del contagio. Da qui l’appello alla politica affinché si assumano decisioni urgenti sulla distribuzione dei medicinali e si doti la categoria, il cui lavoro è fondamentale sempre e di vitale importanza in questo momento, dei dpi necessari alla protezione individuale.

Il testo del messaggio

Di seguito riportiamo il testo completo della lettera.

Le Farmacie rurali, oggi veramente e tristemente, sono l’unica presenza aperta dello Stato nei piccoli paesi. L’unica croce verde identificante un presidio sanitario accessibile a tutti i cittadini e H24, in tutti i comuni d’Italia. Stiamo lavorando senza presidi DPI: non abbiamo guanti, e spesso usiamo quelli da cucina, non abbiamo mascherine, se non lembi di magliette elasticizzate con due fessure per le orecchie, abbiamo provveduto da soli a porre degli schermi in plexiglass, rispondiamo a qualsiasi domanda dei nostri pazienti concittadini, rispondiamo a qualsiasi ora, di turno e non, non abbiamo gel se non quel poco che riusciamo a fare da soli, non abbiamo alcool, non abbiamo ipoclorito, non ci vogliamo lamentare, vogliamo essere buoni soldati, ma per favore se dobbiamo combattere questa battaglia almeno dateci le giuste armi.

Per favore, emanate norme chiare ma soprattutto che siano valide per tutto il Paese. Corre l’obbligo di evitare spostamenti dei cittadini, ma molti farmaci si ritirano solo nelle Farmacie ospedaliere, chiuse il pomeriggio e nei giorni festivi. Le guardie mediche non fanno ricette dematerializzate, per cui i pazienti devono andarle a prendere e poi venire in Farmacia. La maggior parte delle volte siamo costretti ad anticiparle in aperta violazione di norme sancite. L’AIFA estende la rimborsabilità di importanti farmaci nel SSN, però gli stessi devono ugualmente essere ritirati in ospedale.

Egregi signori, la nostra “pelle” è legata alle vostre decisioni politiche e, anche se con tante
paure, continueremo a fare il nostro lavoro, ma, se veramente si vuole essere efficaci in questa battaglia, mai come in questo momento, aiutate realmente i cittadini nel favorire la
dispensazione di tutti i farmaci nelle Farmacie sotto casa”.

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