Presto disponibile una banca dati degli studi sull’alimentazione in oncologia

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Cibo e salute sono un binomio ormai inscindibile e oggi anche il legame tra alimentazione e cancro è indiscusso. Nasce la banca dell’Alimentazione in Oncologia (FBO- Food Banck Oncology) promossa da Fondazione Tera e Istituto Europeo di Oncologia (Ieo), grazie al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

alimentazione in oncologia

Sono, infatti, sempre più numerosi i dati che suggeriscono la nocività di alcuni cibi, quali fattori che possono predisporre all’insorgenza dei tumori. Ultima incriminata è la carne rossa, giudicata cancerogena al pari di tabacco ed eternit dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Oms, che ha revisionato ben 800 studi. Leggi qui la nota dell’AIRC.

Meno strutturate, e forse apparentemente meno solide, sono invece le informazioni che riguardano l’alimentazione nel paziente oncologico, non solo intesa come “strumento” per ridurre il rischio di recidiva, ma anche per migliorare lo stato psico-fisico del malato durante le cure, comprese chemioterapia, radioterapia o anche la terapia ormonale. Eppure tra i dati si fanno largo le esperienze di numerosi centri oncologici. Ma è necessario unire tutte le evidenze per comprendere i risultati ed estrapolare delle linee guida, pratiche per l’oncologo ma soprattutto utili ai pazienti.

Da questo bisogno nasce la banca dati dell’alimentazione in oncologia, “per raccogliere in modo organico e sistematico tutte le conoscenze disponibili in materia allacciandosi alle banche dati e alle reti già esistenti, rendendole fruibili a tutti i soggetti potenzialmente interessati, dagli operatori sanitari ai pazienti”, spiega il segretario generale della fondazione TERA, Gaudenzio Vanolo, “il tutto con un’attenzione particolare a tutto quello che nella catena alimentare può migliorare la qualità della vita del paziente”.

Cos’è la banca dati dell’alimentazione in oncologia

Sarà una banca dati interattiva, diretta a raccogliere e classificare, secondo una pluralità di criteri, i contributi scientifici, e a rendere facilmente fruibili i dati raccolti. I destinatari del progetto sono gli operatori specializzati del settore, ricercatori, professionisti nel campo della sanità, ma anche produttori agroalimentari e i pazienti.

La banca dati si propone quindi come un potente strumento informativo, all’interno del quale si potranno consultare i singoli documenti archiviati e anche accedere a elaborati di sintesi riferiti all’alimentazione nei diversi tumori.

L’idea è che a regime il progetto possa:

  •             aggiornare, attraverso le news, sui progressi della ricerca nel settore,
  •             fornire l’elenco dei centri accreditati sul tema del rapporto tra alimentazione e tumori,
  •             dare indicazioni relativi agli studi sulla rilevanza del luogo di origine dei prodotti, dei metodi di coltivazione e trasformazione adottati e delle tecniche di preparazione o cottura ottimali.

Non solo prevenzione, ma anche alimentazione durante le cure oncologiche

Il progetto, primo nel suo genere, potrà offrire un compendio scientificamente validato dei benefici associati a una corretta nutrizione nella lotta contro il cancro. Ma la vera novità sta nel fatto che il progetto non si concentra solo sulla prevenzione delle recidive di tumore, ma si estende anche anche e soprattutto alla gestione e cura della malattia, e quindi dei suoi aspetti psicologici, dell’interazione tra alimenti e farmaci.

“Con l’alimentazione la qualità dei pazienti oncologici può migliorare sensibilmente”, spiega la coordinatrice del programma SmartFood dell’Ieo, Lucilla Titta, “le evidenze dimostrano, ad esempio, che modificando la nutrizione le donne possono ridurre gli effetti collaterali dell’ormonoterapia prescritta dopo il tumore al seno e che il digiuno alternato o intermittente, secondo i risultati preliminari di studi sperimentali, sembra non solo ridurre gli eventi avversi della chemioterapia, ma anche migliorare l’efficacia della terapia stessa. Alcuni oncologi, nei diversi centri di eccellenza, forniscono già delle indicazioni ai pazienti, ma non si tratta di un percorso strutturato, né si basa su una linea comune di condotta. L’ideale, a cui vorremo arrivare con questo progetto, è quello di avere delle linee guida, approvate e condivise dal mondo scientifico, per poter garantire a tutti i pazienti l’approccio nutrizionale più corretto e adeguato al suo percorso diagnostico-terapeutico».

Molti dati sono già presenti in letteratura, ma c’è ancora molto da fare e da scoprire. “Ci auguriamo che la banca dati dell’alimentazione in oncologia stimoli la ricerca in questo ambito non solo in Italia, ma anche a livello internazionale”, conclude Lucilla Titta.

 

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1 COMMENTO

  1. L’informatica é il più grande alleato nella definizione di costanti e variabili. Uno spirito che crede però é la scintilla. Grazie a chi studia, a chi ricerca a chi non millanta, Cordialmente cristina

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