«Le farmacie italiane sono delle eccellenze e i farmacisti italiani altamente professionali». Così ha definito l’esperienza all’interno dei nostri presidi Alec Ross, ex consigliere per l’innovazione del presidente Barack Obama, oggi docente alla Business School dell’Università di Bologna e venture capitalist di fama internazionale.
Un luogo in cui trovare un consiglio, empatia, ascolto dei bisogni e necessità del paziente, differenziandosi radicalmente dal contesto americano, in cui le farmacie sono catene, i professionisti per lo più giovani, con un basso livello di preparazione, ogni volta differenti, e un interesse alla transazione, alla vendita del prodotto, non alla salute del paziente. Dunque un modello basato sull’efficienza e sul volume, che sacrifica l’elemento umano – che invece caratterizza le farmacie nazionali italiane – sull’altare della standardizzazione.
Nel corso della Business Conference, a Cosmoframa Exhibition 2026, l’esperto invita a “proteggere” e potenziare l’“Italian Dream” delle farmacie territoriali e a fare buon uso dell’Intelligenza Artificiale (IA), come supporto alle attività, non sostituto del professionista.
Il futuro è tecnologico
Molto è cambiato nel panorama nazionale e internazionale, in ogni ambito delle nostre realtà nel corso degli ultimi trent’anni, ma la vera rivoluzione è attesa nel prossimo decennio. Mentre il dibattito pubblico si concentra sull’IA, sulle transizioni energetiche e sulle grandi crisi internazionali, c’è un tema silenzioso che riguarda la vita quotidiana di milioni di cittadini: la farmacia di quartiere e il rapporto con il farmacista, in cui l’IA potrà entrare in maniera più preponderante, come aiuto efficace, soprattutto per il professionista con criticità per il paziente se non usata nel modo corretto.

L’IA e i nuovi modelli di sviluppo tecnologico ed economico mettono inoltre di fronte a un bivio: scegliere se portare avanti piattaforme “nazionalistiche”, di diversa provenienza, ad esempio modelli americani, italiani, cinesi con una visione frammentata e poco efficiente o viceversa costruire modelli, più efficaci, che riflettano interessi, valori, “unilaterali”, condivisi, performanti. Dunque, l’IA mette di fronte a possibili scelte, importanti, per definire il futuro della realtà economica, compreso delle farmacie. L’IA ha potenzialità che vanno ben oltre ChatGPT, che legano alle proprietà del tipo di intelligenza considerata.
Le tre tipologie di IA
In farmacia, in alcuni contesti, le tecnologie possono essere integrate e diventare parte della quotidiana attività del professionista, altri in cui queste vanno evitate, e altri ancora in cui è necessaria una supervisione controllata. Molto dipende anche dalle modalità di utilizzo delle tre forme di IA oggi disponibili, due già di ampio impiego, l’ultima di prossimo arrivo e implementazione.
- IA percettiva: si concentra sulla capacità dell’IA di comprendere e interpretare dati settoriali, come immagini, suoni e testo. Nelle farmacie può essere utile non per sostituire il professionista, ma come uno dei tanti strumenti disponibili, a supporto di attività ad esempio in ambito diagnostico. Ovvero non “mettendosi al posto” del giudizio del farmacista ma per accelerare la valutazione, per offrire ulteriori informazioni su una immagine. L’impiego della IA percettiva è già evidente in contesti sanitari, ad esempio in radiologia, in cui ha ridotto sensibilmente il margine e il numero di possibili errori. Il numero di radiologi e il loro ruolo è nel tempo rimasto tendenzialmente invariato, ma il loro lavoro è (stato) migliorato dall’assistenza anche dell’IA che può aiutare a interpretare immagini e “vedere” ciò che l’occhio umano non riesce a percepire. Quindi, l’IA percettiva può essere impiegata in farmacia: ottimismo di utilizzo.
- IA Gen(erativa): può rappresentare una minaccia nel contesto farmacia. IA Gen consente la creazione di nuovi contenuti: suoni, testi, immagini, utilizzando alcuni strumenti come Gemini, ChatGPT ad esempio. Il problema, rilevante, lega soprattutto all’autodiagnosi delle patologie fatta dagli stessi pazienti con il supporto di queste tecnologie, che si presentano in farmacia riferendo pareri letti su internet e volendo avere una discussione alla pari con il farmacista, senza disporre di formazione e competenze adeguate. Una problematica che si stima possa aumentare in maniera critica nel prossimo futuro, poiché il paziente instaurerà sempre più con ChatGPT un dialogo molto individualizzato e specifico, ricavando una mole importante di informazioni, quindi passando a considerare i LLM (Large Language Models) come una sorta di farmacista personale. È compito del professionista comunicare correttamente con il paziente, guidandolo alla migliore soluzione professionale. Scetticismo di utilizzo sulla IA Gen in farmacia.
- IA Agentica: offre la possibilità/capacità di ragionare, pianificare e agire in modo autonomo. Si basa su agenti che potranno consigliare all’utilizzatore la risposta a un determinato quesito proposto, ancora prima di essere consultati, ad esempio suggerendo di fare una prenotazione in un ristorante, di inviare whatsapp di conferma, avvisando di un intoppo stradale e proporre soluzioni alternative e così via. In farmacia potrà essere rilevante per questioni e gestioni amministrative, per rendere i processi più efficaci, ad esempio nella catena di approvvigionamento. È la prossima fase di aggiornamento dell’IA.
L’“Italian Dream”: preservare ciò che funziona
Questo significa fare scelte consapevoli, non cedere alla tentazione di omologare tutto al modello della grande distribuzione, ma proteggere le culture, le abitudini e le istituzioni che rendono forte il nostro Paese: l’orgoglio professionale, il radicamento locale, il rapporto umano, la qualità diffusa delle piccole imprese. La professionalità delle farmacie, considerate dall’esperto, Alec Ross, come le migliori farmacie del mondo.
Una dichiarazione forte, che rovescia il senso comune secondo cui il modello americano sarebbe sempre e comunque più avanzato. Almeno in questo settore, sostiene Ross, l’Italia ha qualcosa da insegnare. In un’epoca in cui la medicina di famiglia appare in crisi, i pronto soccorso sono al collasso e la sanità territoriale fatica a decollare, la farmacia di quartiere resiste come un presidio silenzioso ma essenziale.


