Infezioni sessualmente trasmesse: il progetto dell’ISS per migliorare l’assistenza

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Presentato il 1° ottobre il progetto curato dall’Istituto Superiore di Sanità e finanziato dal Ministero della Salute per la cura e la prevenzione delle IST – infezioni sessualmente trasmesse – ha tra i principali obiettivi quello di migliorare l’assistenza e l’offerta di test gratuiti per la prevenzione e il controllo delle IST e incrementare le diagnosi precoci

Dal 1° gennaio 1991 al 31 dicembre 2018, il Sistema di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità ha segnalato un totale di 134.712 nuovi casi di Infezioni sessualmente trasmesse. Il numero dei casi di IST è rimasto stabile fino al 2004, con una media di circa 4mila casi segnali per anno; dal 2005, è stato registrato un aumento costante delle segnalazioni, che hanno subito un incremento pari al 29% rispetto al periodo precedente. Nell’intero periodo, il 71,3% dei casi è stato diagnosticato negli uomini e il 28,7% nelle donne. L’età media dei soggetti segnalati è stata di 32 anni: nello specifico, 30 anni per le donne e 33 per gli uomini. Le patologie più frequenti sono state i condilomi ano-genitali (42,8% del totale), la sifilide latente (8,3%), l’herpes genitale (7,2%) e le infezioni da Chlamydia trachomatis (6,8% del totale). Per quanto riguarda l’infezione da HIV nei soggetti con IST, dei 134.712 soggetti con una nuova diagnosi di IST segnalati dal 1991 al 2018, circa il 70% hanno effettuato un test anti-HIV al momento della diagnosi di IST, e di questi sono risultati positivi il 7,9%.

Alla luce di questi dati e con l’obiettivo di migliorare le diagnosi precoci, l’offerta di screening e i percorsi di cura, lo scorso 1° ottobre è stato presentato il progetto coordinato dal centro operativo AIDS (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità e finanziato dal Ministero della Salute “Sperimentazione di nuovi modelli organizzativi integrati ospedale-territorio per la prevenzione e il controllo delle IST: percorsi diagnostico-assistenziali agevolati ed offerta di screening gratuiti mirati”, che ha come obiettivo il miglioramento dell’assistenza e dell’offerta di test gratuiti per la prevenzione e il controllo delle infezioni sessualmente trasmesse.

Gli obiettivi del progetto coordinato dall’ISS

“Il progetto – ha spiegato Barbara Suligoi, Responsabile del COA – si propone di definire a livello nazionale nuove reti multidisciplinari integrate ospedale-territorio (hub-spoke), al fine di facilitare l’accesso dei cittadini con (o a rischio di) IST ad un’assistenza altamente specializzata nella diagnosi e cura delle IST ed allineata alle linee guida più recenti”. Inoltre, il progetto intende valutare la fattibilità e la sostenibilità di interventi di prevenzione, come le campagne gratuite di screening, dirette in particolare a popolazioni chiave a rischio di infezione da HIV: giovani, maschi omosessuali, migranti, donne.

I centri coinvolti

Il progetto prevede il coinvolgimento, oltre che dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Università di Roma ‘La Sapienza’ e di 6 centri di riferimento per le infezioni sessualmente trasmesse situati in strutture ospedaliere di grandi citta: 3 al nord, 1 al centro e 2 nelle isole. La selezione di questi centri è stata determinata dal loro diverso stato di avanzamento logistico organizzativo rispetto all’attivazione di reti per le IST. In una fase successiva, l’integrazione di un modello hub-spoke per la gestione delle IST potrebbe essere esteso ad altre realtà, permettendo una armonizzazione delle procedure e consentendo un allineamento agli standard di altri contesti europei. Il progetto risponde infatti alla necessità di definire il miglior modello assistenziale per raggiungere gli obiettivi prioritari di prevenzione e riduzione della circolazione dell’HIV.

 

 

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