Le infezioni alle vie urinarie si presentano nei bambini fin dalla prima infanzia. Dopo le infezioni alle vie aeree, le IVU sono le più frequenti in età pediatrica. Statisticamente si riscontra un picco iniziale nei primi mesi di vita e un secondo picco spesso concomitante all’abbandono del pannolino, tra i 2 e i 4 anni. A causa della diversa conformazione anatomica, dopo il terzo anno di età il rischio di sviluppare infezioni alle vie urinarie è maggiore nelle femmine rispetto ai maschi.
Non è sempre facile per i genitori associare i sintomi, spesso aspecifici, alle infezioni dei tratti urinari. Nei neonati, i segnali riscontrabili sono mancanza di appetito, vomito e diarrea, letargia, febbre e ipotermia. Spesso, inoltre, le urine sono maleodoranti. In caso di febbre senza altri sintomi evidenti, l’infezione urinaria è una causa molto probabile. Dopo i due anni i sintomi sono quelli tipici di una cistite negli adulti: disuria, pollachiuria, ematuria, ritenzione urinaria, dolore sovrapubico, prurito, incontinenza, urine maleodoranti ed enuresi. In età pediatrica, la maggioranza delle IVU dipende da batteri quali, l’Escherichia Coli (60% dei casi), Klebsiella, Proteus e Enterococco (circa 6-7% dei casi ognuno). Più raramente, l’infezione deriva da virus e funghi.
Reflusso vescico-ureterale
Il reflusso vescico-ureterale è una causa frequente di infezione delle vie urinarie nei bambini, con un’incidenza del 30-40% in neonati e bambini piccoli. Consiste nel passaggio retrogrado di urina dalla vescica all’uretere, che può raggiungere anche il rene. Questa condizione predispone a infezioni del tratto urinario, spesso recidivanti. Il reflusso di urina dalla vescica nell’uretere può danneggiare le vie urinarie superiori, portando infezioni batteriche. I batteri del tratto urinario inferiore, infatti, grazie al reflusso, possono facilmente contaminare il tratto superiore.
Il consiglio del farmacista: curare l’igiene intima del bambino
Oltre alle prescrizioni pediatriche per la terapia, un buon consiglio da dare ai genitori con bimbi che soffrono di infezioni alle vie urinarie è quello di usare detergenti intimi delicati e creme protettive che leniscano il bruciore della pelle e creino una barriera contro umidità e contatto prolungato con urina e feci. Importante, nei più piccoli, anche la scelta di pannolini non irritanti. Inoltre, per prevenire le infezioni o coadiuvare la terapia, si possono consigliare anche integratori di probiotici che, oltre a riequilibrare la flora intestinale, favoriscono il benessere delle vie genito-urinarie.
Sport: alcuni aumentano i rischi
Chi è soggetto a infezioni delle vie urinarie deve prestare attenzione ad alcune abitudini anche nella pratica sportiva. Anzitutto, è bene distinguere sport più indicati e sport meno indicati, anche se alcune caratteristiche generali dell’attività fisica possono avere un’azione preventiva. Per esempio, solitamente durante lo sport si assume più acqua per reidratarsi, un’abitudine salutare per tutto l’organismo e anche per prevenire le infezioni delle vie urinarie.
In merito alla tipologia di attività da prediligere, possiamo dire che per ridurre i rischi sarebbe bene scegliere sport con un basso impatto sul pavimento pelvico. Via libera quindi a camminate, nuoto e corsa. Ci sono poi discipline, come lo yoga, che contribuiscono al rafforzamento del pavimento pelvico e sono pertanto benefiche, così come pilates e ginnastica dolce. Al contrario, ogni attività ad alto impatto, specie se comporta uno sfregamento del pavimento pelvico andrebbe evitata o moderata.
Tra queste troviamo, per esempio, l’equitazione e il ciclismo, oltre a discipline che implicano salti e movimenti particolari come basket, pallavolo e aerobica. Bisogna poi prestare attenzione ad alcune regole igieniche che riducono i rischi di contrarre infezioni alle vie urinarie dopo lo sport. Una buona norma è quella di farsi subito la doccia, anche dopo la piscina, per evitare di tenere addosso a lungo il costume bagnato.
La stessa cosa vale per la biancheria intima sudata dopo gli altri sport. Il caldo e l’umido favoriscono la proliferazione batterica ed è quindi bene lavarsi e cambiarsi appena possibile. Anche l’abbigliamento ha una sua importanza: tutti i tessuti sintetici ostacolano la traspirazione ed è quindi meglio scegliere indumenti in cotone.
Infezioni più ricorrenti in gravidanza
L’infezione delle vie urinarie è piuttosto frequente durante la gravidanza a causa di una serie di fattori fisiologici. La stasi urinaria e la pressione dell’utero in espansione contro gli ureteri favoriscono l’insorgere di IVU. Le infezioni però possono determinare dei rischi per il nascituro, anticipando il travaglio.
Per le donne gravide, quindi, si effettuano monitoraggi periodici anche per diagnosticare un’eventuale batteriuria asintomatica, che in gravidanza viene trattata con farmaci che non danneggiano la salute del feto. Per le infezioni sintomatiche, i disturbi sono analoghi a quelli sperimentati dalle donne non gravide, benché sintomi simili si verificano in gravidanza a volte anche in assenza di batteri. La diagnosi pertanto necessita inevitabilmente di test con striscia reattiva delle urine, esame delle urine e urinocoltura.
Le IVU negli anziani
Nella popolazione anziana le infezioni alle vie urinarie vanno gestite con grande attenzione. Lo afferma la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (Sigot), che sottolinea la particolare vulnerabilità di questi pazienti. Superata una certa età, ci sono fattori di rischio specifico, quali incontinenza, diabete e una risposta immunitaria debole. A questo si aggiungono alcune abitudini di vita, come bere pochi liquidi e muoversi più raramente, che possono a loro volta favorire l’insorgere di infezioni alle vie urinarie.
Questo quadro complesso può anzitutto rendere difficile, sia per i pazienti sia per i loro caregiver, riconoscere la patologia, con il rischio di arrivare tardi alla diagnosi. Si tenga presente, poi, che non tutti gli anziani sono mentalmente lucidi e spesso non sono in grado di percepire o riferire i sintomi. Ci vuole quindi anzitutto una particolare cura e attenzione nelle abitudini quotidiane. Se nonostante questo, insorge un’infezione alle vie urinarie, è fondamentale recarsi dal medico perché i rischi di complicanze sono superiori nella popolazione anziana.
Uno studio pubblicato qualche anno fa sul British Medical Journal sosteneva l’importanza di intervenire subito con una terapia antibiotica in quanto su pazienti così fragili indugiare può portare conseguenze molto serie. Lo studio ha seguito dal 2007 al 2015 l’evoluzione di 300mila infezioni del tratto urinario in più di 150mila pazienti intorno ai 77 anni di età. I ricercatori hanno riscontrato che ogni 37 pazienti non curati con antibiotici e ogni 51 che hanno ritardato la terapia si sono verificati un caso di sepsi (setticemia) che si sarebbe potuto evitare con una terapia antibiotica tempestiva. Viene inoltre sottolineato l’elevato ricorso all’ospedalizzazione per le infezioni non trattate in tempi rapidi. I ricoveri di pazienti sottoposti a terapia con tempismo congruo sono stati pari al 15% contro il 27% di chi non ha effettuato alcuna terapia.
| Categorie più a rischio |
| Donne incinte e anziani |
| Persone affette da diabete (tipo 1 o tipo 2) |
| Persone immunodepresse (a causa di infezioni o malattie da HIV o in trattamento con farmaci immunosoppressori o chemioterapici) |
| Persone con calcoli delle vie urinarie o dei reni |
| Persone con ostruzione dell’uretra (stenosi uretrale, ipertrofia prostatica, prolasso dell’utero o della vescica), |
| Persone con vescica neurologica |
| Portatori di catetere vescicale |
| Fonte: Ministero della Salute |
Prevenzione e soluzioni
La prevenzione delle infezioni alle vie urinarie passa anzitutto attraverso un corretto stile di vita, che include una buona idratazione, un’adeguata alimentazione e il rispetto di alcune norme igieniche. Una delle raccomandazioni più importanti è l’assunzione di molti liquidi. Per quanto riguarda l’alimentazione, invece, è bene organizzare il regime dietetico in modo da agevolare il funzionamento intestinale in quanto, come detto prima, la maggior parte dei batteri all’origine delle infezioni urinarie proviene dall’intestino.
Uno squilibrio della flora intestinale rischia quindi di ripercuotersi anche sulla salute del tratto urinario. Altri accorgimenti preventivi includono un’accurata igiene intima, evitare di trattenere l’urina per troppo tempo, indossare biancheria intima in cotone e non sintetica ed evitare indumenti troppo stretti, come pantaloni o jeans attillati.
Cosa evitare
Alcune sostanze, se assunte in eccesso, possono irritare le vie urinarie e favori l’insorgere di fastidiosi disturbi. Tra queste troviamo bevande molto diffuse, come caffeina, bevande frizzanti e alcolici. È opportuno anche ridurre, se possibile, lo stress che influenza negativamente il benessere generale dell’organismo, compresa la salute delle vie urinarie.
Quando il paziente arriva in farmacia
Ai primi sintomi di disturbi urinari, molti si recano direttamente in farmacia. Dopo aver ascoltato la descrizione dei sintomi, il farmacista può consigliare di eseguire un test rapido di autodiagnosi delle infezioni alle vie urinarie. Sono infatti in commercio alcuni test in grado di rilevare leucociti, nitriti, proteine e sangue nelle urine.
Questo può dare una prima indicazione sulla presenza o meno di IVU, che poi potrà essere oggetto di ulteriori accertamenti da parte del medico. Per ridurre i sintomi, gestire casi lievi o coadiuvare una terapia antibiotica, il farmacista può consigliare rimendi a base di ingredienti noti per favorire il benessere delle vie urinarie.
| Principali rimedi senza prescrizione | Meccanismo d’azione |
| Mirtillo rosso | riduce la capacità dei batteri di aderire alle mucose del tratto urinario |
| Uva ursina | azione antimicrobica e antisettica |
| Semi di pompelmo | contribuiscono a ridurre la proliferazione della Candida e i batteri grazie a proprietà antibatteriche |
| D-mannosio | monosaccaride che impedisce ai batteri di aderire alla vescica, facilitandone l’espulsione attraverso le urine |
| Probiotici | spesso abbinati agli altri rimedi per riequilibrare la flora batterica intestinale, da cui spesso i batteri passano alla vescica |


