Integratori sempre più su. Made in Italy sinonimo di qualità

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Crescita, qualità, innovazione, export e futuro. Ecco le parole chiave del settore integratori alimentari, che emergono dalla terza indagine di settore “La filiera italiana dell’integratore alimentare” condotta dal Centro Studi Federsalus e che fotografano un comparto ancora una volta dinamico e pieno di prospettive.

Crescita

Nel 2017 le vendite sono cresciute del 7,3% (+6,9% il fatturato) e definiscono un mercato nazionale che sfiora i 3 miliardi di euro, le 212,2 milioni di confezioni vendute e che confermano il suo primato rispetto al mercato europeo. Con 32 milioni di utilizzatori nell’ultimo anno, infatti, l’Italia conferma la sua posizione di leadership in Europa, seguita da Germania, Russia, UK e Francia.
La farmacia si conferma il principale canale di vendita degli integratori (92%) seguito a distanza dalla GDO (8%) che comunque mostra tassi di crescita interessanti.
In farmacia gli integratori più venduti riguardano le aree: vitamine e minerali, benessere intestinale, benessere cardiovascolare, benessere delle vie respiratorie e difese naturali, riposo e benessere mentale, urogenitale, metabolismo, depurazione e controllo del peso, digestione e salute muscolo-scheletrica.
La quota ancora marginale di acquisti online sottolinea la necessità del consumatore di essere guidato da persone esperto sulla scelta del prodotto che meglio risponde alla sua esigenza di salute e benessere. Figure fondamentali del consiglio si confermano il medico e il farmacista: il 38% dei consumatori viene consigliato dal medico e il 37% riceve un consiglio in farmacia.  A supporto del consiglio di medici e farmacisti ci sono le informazioni medico-scientifiche che nel  66,7% dei casi le aziende coinvolte nell’indagine forniscono attraverso informatori e agenti.

Qualità

Il made in Italy è sinonimo di qualità anche per gli integratori alimentari. Alla qualità contribuiscono, almeno in parte, le aziende italiane specializzate in ricerca, sviluppo e produzione in conto terzi che rappresentano il 16% del fatturato industriale dell’intero comparto. “Il sistema virtuoso tipicamente italiano si è generato per ragioni di natura normativa-  spiega Andrea Costa, presidente Federsalus- La regolamentazione del settore prevede, infatti, che la produzione dei farmaci sia distinta da quella degli integratori alimentari. Questo ha favorito l’incontro tra industria farmaceutica, portatrice di una cultura di rigore scientifico, di elevati standard clinici e di quality assurance, e know-how specifico del settore degli integratori delle aziende italiane specializzate nella ricerca e sviluppo e produzione in conto terzi”.

Innovazione

Il piano investimenti delle aziende interrogate da Federsalus è tutt’altro che marginale e sfiora i 120 milioni di euro. Approssimativamente la metà delle imprese ha reinvestito fino al 10% del fatturato degli integratori. A sostenere la crescita degli investimenti hanno contribuito gli incentivi governativi e in particolare le misure di superammortamento e iperammortamento, il credito di imposta e il Patent Box.

Export

La qualità dei integratori italiani è riconosciuta a livello internazionale, ne è prova anche il trend positivo delle attività estere. Il 74,6% delle aziende coinvolte nell’indagine ha dichiarato di aver aumentato le esportazioni e ha confermato la sua intenzione ad aumentare questa attività. Complessivamente la quota generata dall’export rappresenta circa il 21% sul totale del fatturato industriale delle aziende e vale 250 milioni. I Paesi più ambiti, a parte quelli europei, sono Russia, Cina e Nord America.

Futuro

Un comparto così dinamico non può altro che far pensare al futuro e stimola l’identificazione di nuovi obiettivi da raggiungere sia nel breve sia nel lungo termine. “Tra gli obiettivi a lungo termine vediamo il riconoscimento da parte delle autorità e delle istituzioni che gli integratori possono aiutare il cittadino a rimanere in salute e quindi ridurre la spesa sanitaria. Nel futuro ci piacerebbe vedere anche la rimborsabilità degli integratori.  Sono obiettivi ambiziosi, che potremo raggiungere solo facendo un passo alla volta”, dichiara Andrea Costa e sottolinea l’impegno di Federsalus per la certificazione delle best practice degli standard qualitativi raggiunti dal settore industriale degli integratori alimentari.

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