È ufficiale. Nei giorni scorsi è stata data forma definitiva all’Accordo integrativo tra Regione e farmacie pubbliche e private. Protagonisti e firmatari del protocollo di intesa, che avrà una durata di tre anni, Federfarma Lombardia e Assofarm/Confservizi. Previsto per il 2026 uno stanziamento di oltre 2,8 milioni di euro. L’accordo, inoltre, apre ad alcune novità, tra cui nuovi criteri per l’indennità di residenza, il fondo di solidarietà e la digitalizzazione dei processi amministrativi. In buona sostanza è stato “ufficializzato” quanto deciso in occasione dell’ultima seduta di Giunta dello scorso 27 luglio.
Più “valore” alla farmacia di comunità
Non va inteso solo come un accordo formale. Il documento siglato in Lombardia dà maggiore forza e ruolo alla farmacia di comunità. L’obiettivo era già chiaro fin dai mesi scorsi: a luglio, infatti, Regione Lombardia accoglieva di buon grado il nuovo Accordo Integrativo Regionale (AIR) nell’ambito dell’Accordo Collettivo Nazionale (ACN), che vedeva seduti allo stesso tavolo Federfarma Lombardia e Assofarm/Confservizi Lombardia. Preannuncio che qualcosa, di fatto, si sarebbe concretizzato nel breve termine. E così è stato.
Cosa cambia
Il documento, ovvero il protocollo di intesa, apporta alcune novità. L’AIR, recentemente firmato, ha definito basi e modalità applicative a livello regionale, in cui la farmacia viene “titolata”, con maggiore forza, come punto cruciale e presidio sanitario territoriale incaricato e integrato nella rete per l’erogazione di un numero sempre più ampio di servizi.
Un ulteriore cambiamento riguarderà l’indennità di residenza, che sarà supportata da maggiori contributi: l’accordo – come anticipato – ha deciso di investire oltre 2,8 milioni di euro per l’anno 2026, di cui più di 1,7 milioni dedicati a questa componente. L’aspetto più rilevante è che dalla prossima annualità, l’indennità di residenza in precedenza valutata espressamente sulla base di criteri geografici, terrà in considerazione anche altri indicatori di disagio di maggior peso, quali fatturato IVA, popolazione del centro abitato, distanza dal capoluogo di provincia, numero dei turni notturni effettuati.
Tutti fattori che verranno calcolati con un sistema a punteggio. Le novità riguarderanno anche il fondo di solidarietà destinato alle farmacie, rurali e urbane, con un fatturato annuo basso. E infine la digitalizzazione: l’accordo sancisce che tutti i processi amministrativi – dalla trasmissione della Distinta Contabile Riepilogativa (DCR-FUR) alle ricette – dovranno essere emessi con questa modalità.
Le ricette
Saranno specificatamente oggetto di una sperimentazione. Dal 2026 diventerà obbligatorio l’utilizzo delle procedure digitalizzate, al fine di azzerare la movimentazione della documentazione cartacea entro il 2027. Ciò inciderà con diversi vantaggi: una importante semplificazione amministrativa, riduzione dei costi di gestione e di attività burocratiche per le farmacie.


