La cefalea porta in farmacia

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Per il mal di testa, anche se ricorrente e invalidante molte persone preferiscono «il fai da te» e ricorrere all’automedicazione basata su antinfiammatori non steroidei (FANS) senza consultare il medico di famiglia o uno specialista. Molto spesso, infatti, chi ha il mal di testa si reca in farmacia per alleviare il dolore in modo rapido e per circa il 30% di essi è il farmacista l’unico professionista sanitario contattato. Sono le conclusioni di “Progetto Cefalee”, un’indagine basata su 9.100 questionari distribuiti tra dicembre 2012 e marzo 2013 nelle farmacie piemontesi per identificare i pazienti con cefalea o emicrania che ricorrono all’automedicazione, conoscere i medicinali analgesici più utilizzati, e quali professionisti sanitari sono più consultati per gestire i mal di testa dei cittadini. Il progetto è stato reso possibile dalla collaborazione di diversi Ordini provinciali dei farmacisti piemontesi (Torino, Asti, Alessandria, Cuneo e Novara), del Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell’Università di Torino con la Fondazione Italiana Cefalee (FICEF onlus) e l’Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee (ANIRCEF) e i risultati sono stati pubblicati su Neurological Sciencemal di testa
Nell’analisi finale dei dati raccolti sono state considerate le informazioni fornite da 2011 partecipanti che, in base alle risposte fornite, avevano emicrania in forma certa o probabile e avevano avuto in media 13,5 o più attacchi nei tre mesi precedenti l’intervista. L’emicrania è una malattia con un pesante impatto sulla vita dei pazienti e ha provocato nausea o vomito nel 53% di essi, fotosensibilità nel 65,7% e ha portato a una limitazione delle attività quotidiane nel 67%. I FANS sono utilizzati dal 52,4% dei rispondenti, mentre i triptani sono impiegati dal 33,7%: queste due classi terapeutiche sono anche le più consigliate dai farmacisti ai propri clienti. È interessante notare come, nonostante la frequenza degli episodi, il 30% circa dei soggetti intervistati preferisca ricorrere al “fai da te” senza contattare nessun professionista sanitario in grado di affrontare la malattia in maniera più strutturata ricorrendo anche a una profilassi. Va ricordato che l’abuso di FANS può creare un circolo vizioso che può cronicizzare il dolore cefalalgico. «Grazie ai farmacisti del Piemonte», hanno commentato gli autori, «è stato possibile acquisire risultati finora assenti in letteratura, che hanno messo in luce come il ruolo del farmacista sia fondamentale quale primo (e a volte unico) anello di riferimento nella catena sanitaria che deve portare un soggetto emicranico a una corretta diagnosi e a una altrettanto corretta terapia». Caterina Lazzarini

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