Il ruolo della farmacia italiana sta evolvendo rapidamente da centro di dispensazione del farmaco a vero e proprio hub di salute pubblica. Questo processo di trasformazione, accelerato dalla normativa sulle Semplificazioni, pone la rete delle farmacie al centro della strategia vaccinale nazionale. Durante il convegno “Farmacia dei servizi: il futuro delle vaccinazioni è già qui”, svoltosi a Bari, è emersa con forza la necessità di potenziare questo presidio per garantire ai cittadini un accesso alla prevenzione sempre più capillare.
Un modello da uniformare a livello nazionale
L’incontro ha acceso i riflettori su una delle principali sfide della Farmacia dei Servizi: l’eterogeneità territoriale. Nonostante la “macchina delle vaccinazioni” sia già operativa con successo in molte realtà, il federalismo sanitario continua a generare un’Italia a diverse velocità.
Secondo Michele Pellegrini Calace, Segretario nazionale di Federfarma, la presenza delle farmacie tra i presidi vaccinali non è solo un supporto logistico, ma un valore aggiunto per la salute pubblica: «La farmacia aumenta qualitativamente i punti di accesso a questo servizio. Tuttavia, la vera criticità rimane l’eterogeneità regionale, che crea modelli organizzativi differenti e non giova alla popolazione».
Verso l’ampliamento dell’offerta vaccinale
L’obiettivo per il prossimo futuro è duplice:
- Incrementare il numero di farmacie aderenti: rendere la vaccinazione un servizio standardizzato in ogni presidio rurale o urbano.
- Ampliare il portafoglio vaccini: estendere le tipologie di somministrazioni effettuabili in farmacia, oltre ai già consolidati vaccini anti-Covid e antinfluenzali.
L’auspicio di Federfarma è il raggiungimento di accordi regionali armonizzati che permettano alla rete delle farmacie di essere pienamente integrata nel Servizio Sanitario Nazionale. Solo attraverso una gestione omogenea delle modalità operative sarà possibile sfruttare l’enorme potenziale della rete territoriale per incrementare i tassi di copertura vaccinale nel Paese.


