Durante la stagione invernale il termine “antivirale naturale” ricorre spesso in farmacia.
Ma cosa significa davvero? Esistono piante o principi attivi naturali davvero in grado di contrastare i virus nell’organismo umano o stiamo confondendo dati di laboratorio con prove cliniche?
La letteratura scientifica racconta una storia più articolata. Solo pochi fitoterapici dispongono di studi clinici sull’uomo, molti altri mostrano attività antivirale esclusivamente in vitro. In questo scenario, il ruolo del farmacista è centrale.
Influenza e fitoterapia orientale
La ricerca scientifica si è concentrata soprattutto sulla medicina tradizionale cinese (MTC), che grazie a una tradizione erboristica millenaria mette a disposizione numerose formulazioni frequentemente citate come supporto nel trattamento delle malattie stagionali. Cosa emerge dunque dagli studi clinici?
La Cochrane Review nel 2012 ha analizzato oltre 2500 pazienti arruolati in studi randomizzati su diverse formulazioni erboristiche della MTC. Alcune formule hanno mostrato un’efficacia simile agli antivirali convenzionali (oseltamivir, amantadina) nel ridurre i sintomi e accelerare la guarigione. Tuttavia, l’elevata eterogeneità e la qualità metodologica variabile degli studi impongono cautela interpretativa.
Un aggiornamento importante è fornito dalla revisione sistematica (1), che ha incluso 25 studi randomizzati per circa 3 mila pazienti. I risultati confermano che alcune formule tradizionali erboristiche della MTC possono ridurre la durata della febbre e migliorare l’efficacia clinica complessiva. Inoltre, la terapia combinata fitoterapia + oseltamivir risulta più efficace rispetto al solo antivirale.
Cosa dice la fitoterapia occidentale
Se si guarda alle evidenze cliniche sull’uomo, il numero di estratti vegetali occidentali con studi solidi si riduce drasticamente. Tra questi, Pelargonium sidoides (EPs® 7630) è l’unico registrato come farmaco per i sintomi da raffreddore e ARTI. Non è un antivirale specifico per l’influenza, ma può ridurre i sintomi respiratori nelle fasi iniziali (raffreddore e ARTI).
Uno dei rarissimi fitoterapici studiati direttamente in pazienti con influenza confermata è invece il Sambucus nigra (sambuco). Studi randomizzati e controllati con placebo hanno valutato un estratto liquido di sambuco (15 mL, 4 volte/die per 5 giorni) e un estratto secco (600 mg/die di estratto per 4 giorni), iniziati entro 48 ore dall’esordio dei sintomi, mostrando per entrambi (6; 7):
- riduzione della durata e miglioramento di febbre, mialgia e congestione
- buona tollerabilità
Tuttavia, questi studi valutano solo endpoint clinici e non parametri virologici. Il sambuco va quindi considerato un supporto sintomatico precoce, non un antivirale in senso stretto.
Attività antivirale diretta
La letteratura recente in ambito virologico documenta una diffusa attività antivirale sperimentale di numerosi estratti vegetali e fitocomposti nei confronti dei virus influenzali, in particolare del virus dell’influenza A.
Tra le specie maggiormente studiate figurano estratti di Camellia sinensis (tè verde) titolati in EGCG, Glycyrrhiza glabra (liquirizia), Punica granatum (melagrana) e metaboliti secondari come berberina e quercetina. Tutte mostrano una marcata attività antivirale sperimentale nei confronti dei virus influenzali. I meccanismi proposti comprendono l’inibizione dell’ingresso virale, l’interferenza con proteine strutturali come l’emagglutinina e la neuraminidasi, nonché la modulazione delle risposte immuno-infiammatorie dell’ospite (8).
Nonostante la coerenza biologica di tali risultati, l’assenza di trial clinici randomizzati sull’influenza umana impedisce, allo stato attuale, di attribuire a questi fitocomplessi un’efficacia clinica dimostrata nel trattamento o nella prevenzione dell’influenza.
Andrographis paniculata: il fitoterapico orientale più documentato
Tra i fitoterapici di origine orientale più studiati nelle infezioni acute delle alte vie respiratorie (ARTI) e, in misura più limitata nell’influenza, spicca Andrographis paniculata, una pianta erbacea annuale della famiglia Acanthaceae, originaria dell’India e dello Sri Lanka. L’impiego clinico è supportato da trial sull’uomo e da un solido razionale preclinico. A livello sperimentale, estratti standardizzati mostrano attività antivirale verso diversi virus respiratori, inclusi quelli influenzali, oltre a effetti antinfiammatori e immunomodulanti (2).
Le evidenze cliniche indicano che l’efficacia di Andrographis nelle infezioni respiratorie acute è associata all’assunzione di estratti secchi standardizzati, titolati in andrographolidi, a dosaggi pari a 60–180 mg/die di andrographolidi totali, equivalenti a circa 600-1800 mg/die di estratto secco, per una durata di 5–10 giorni, iniziando precocemente dall’esordio (3). Un singolo studio clinico sull’uomo ha valutato A. paniculata in pazienti con influenza, mostrando un miglioramento sintomatologico, seppur su campione limitato (4). È stata inoltre studiata con successo la combinazione fissa con Eleutherococcus senticosus, con benefici clinici e buona tollerabilità (5).
Echinacea: la più consigliata ma anche la più controversa
La letteratura è ampia ma eterogenea e richiede attenzione nel distinguere specie (E. purpurea, E. angustifolia, E. pallida), parte di pianta (radice, parti aeree) e tipo di estratto utilizzati (liquidi o secchi da pianta secca o fresca).
Le revisioni più recenti offrono un quadro più chiaro. Una recente revisione (9) conclude che l’uso di estratti idroalcolici da pianta fresca di E. purpurea (95% parti aeree + 5% radice) riduce il rischio di ARTI, le recidive, le complicanze e il ricorso ad antibiotici. Dati coerenti emergono anche da un’altra revisione (10) che indaga l’efficacia di Echinacea nella popolazione pediatrica e da un altro studio (11).
In quest’ultimo, 755 soggetti sani hanno assunto in prevenzione per 4 mesi un estratto idroalcolico di E. purpurea (95% parti aeree, 5% radice), ottenendo:
- una sicurezza sovrapponibile al placebo (no effetti avversi)
- riduzione degli episodi di ARTI
- diminuzione dei giorni con sintomi
- minor uso di analgesici
Sebbene alcuni studi preclinici abbiano dimostrato che estratti specifici di Echinacea purpurea sono in grado di ridurre la carica e l’infettività dei virus influenzali, tali effetti non sono stati confermati da studi clinici sull’uomo, poiché i trial disponibili non includevano endpoint virologici. Quindi l’Echinacea non si può definire un antivirale sull’uomo, piuttosto un modulatore dell’immunità innata, con maggiore efficacia in prevenzione o nelle fasi molto precoci dell’infezione.
| Come cosigliare l’Echinacea |
| ✔️ Quando ha senso consigliarla |
| Raffreddore comune e ARTI |
| Prevenzione stagionale in adulti e bambini sopra i 4 anni con infezioni ricorrenti |
| Fase molto precoce dei sintomi |
| ✔️ Tipo di estratto da preferire |
| Echinacea purpurea |
| estratto idroalcolico standardizzato da pianta fresca (parti aeree 95% ± radice 5%) |
| ✔️ Schema posologico usato negli studi su uomo adulto |
| Trattamento: |
| 4000 mg/die di estratto, suddiviso in 5 dosi/die |
| per 7–10 giorni, iniziando entro 24–48 h dai primi sintomi |
| Prevenzione: |
| 2000 mg/die di estratto, suddiviso in 3 dosi/die |
| per 8–12 settimane (fino a 4 mesi nei trial) |
| ✔️ Schema posologico usato negli studi su bambini dai 4 anni in su |
| 10–20 mg/kg/die di estratto |
| suddivisi in 2–3 dosi/die |
| durata: |
| trattamento: 5–7 giorni |
| prevenzione: max 6–8 settimane |
| ✔️ Come assumere l’estratto |
| · Ogni singola dose deve essere diluita in acqua e trattenuta in bocca per 10 secondi. In età pediatrica, la dose può essere diluita in poca acqua calda e lasciata riposare alcuni minuti prima dell’assunzione, per ridurre il contenuto di alcol, mantenendo l’efficacia del fitocomplesso. |
| Cosa può consigliare il farmacista al banco |
| ✔️ Alla comparsa dei primi sintomi (entro 24 – 72h) |
| Pelargonium sidoides (EPs® 7630) |
| Sambuco: estratto liquido di sambuco 15 mL, 4 volte/die per 5 giorni o estratto secco 600 mg/die (azione antinfluenzale) |
| Andrographis paniculata: 60–180 mg/die di andrographolidi totali (possibile azione antinfluenzale: valutare associazione con Eleuterococco) |
| Echinacea purpurea |
| ✔️ Come supporto immunitario e in prevenzione |
| · Echinacea purpurea (vedi BOX 1) |
| probiotici selezionati (L. rhamnosus GG, L. casei, Bifidobacterium spp.) |
| micronutrienti (vitamina D in caso di carenza, vitamina C, zinco) |
| Da spiegare con chiarezza |
| i rimedi naturali non sostituiscono gli antivirali |
| l’effetto è sintomatico e dipendente dalla precocità |
| Da evitare |
| claim “antivirali” non supportati |
| uso improprio di estratti non standardizzati |
Bibliografia
https://static.tecnichenuove.it/farmacianews/2026/02/05142850/Fonti_fitoterapia_siviero_3_26.pdf


