Si capillarizza l’attenzione alla salute della donna, con iniziative e servizi dedicati, attraverso i principali canali: farmacie, strutture ospedaliere, Fondazioni.

Comune l’obiettivo: accompagnare, tutelare la popolazione femminile a conoscere, a prendersi a cuore e in carico le proprie “unicità” di genere, a responsabilizzarsi verso le proprie fragilità, ad esempio cardiovascolari, neurologiche e neurodegenerative, cui per natura è particolarmente esposta, oncologiche, ma che spesso trascura per il suo ruolo multitasking nel contesto sociale e domiciliare.

Un incentivo, ricordato in occasione della Giornata Nazionale della Salute della Donna (oggi, 22 aprile), a essere caregiver anche di se stessa, oltre che dell’intero nucleo famigliare.

La farmacia ha “nel cuore” la salute della donna

«L’attenzione al benessere femminile – spiega Clara Mottinelli, presidente di Federfarma Brescia – è molto sentita, a livello nazionale e territoriale, sia per l’elevata quota di professioniste, l’80% dei farmacisti al banco sono donne, sia perché le donne sono le più assidue frequentatrici dei nostri presidi, alla ricerca di un farmaco, un consiglio per gli altri e poi per sé. Proprio per questa “disattenzione” della donna nei confronti della tutela della propria salute, la farmacia si sente sempre più parte e fronte attivo nel promuovere azioni e iniziative soprattutto in prevenzione».

Con questo obiettivo, ha spiegato, è stato per esempio avviato nel 2024 il Progetto Cuore di Donna che ha coinvolto le province di Brescia, Palermo e delle Marche, per intercettare le donne in menopausa a rischio cardiovascolare, sottoposte a test specifici. Il progetto, forte di questo primo successo, è stato ampliato nel 2025 coinvolgendo alcune regioni del Nord, del Sud e del Centro, inserendo nello screening anche la prova del pannello lipidico. Cuore di Donna ha messo in luce il contributo che la farmacia può dare non solo in ambito sanitario, ma anche sociale a supporto al Sistema Sanitario Nazionale.

Clara Mottinelli, presidente di Federfarma Brescia
Clara Mottinelli, presidente di Federfarma Brescia

«La farmacia, ad esempio, può contribuire ad alleggerire le liste di attesa grazie ad alcuni esami eseguibili in telemedicina, come l’ECG, l’Holter pressorio; grazie ad altri esami di primo livello può intercettare precocemente problematiche che potrebbero avere evoluzioni più serie. La campagna ha permesso anche di sottolineare l’importante lavoro svolto dalle farmacie nella diffusione di una maggiore consapevolezza, formando e informando la donna riguardo a molte problematiche che la possono colpire specie dopo la menopausa, spesso messe in secondo piano rispetto alla famiglia, alla professione, alla quotidianità» ha aggiunto Mottinelli.

L’impegno a livello locale

Le farmacie bresciane aderiscono ad esempio al mese Ottobre in Rosa durante il quale sono state organizzate campagne di prevenzione e screening per l’epatite C per monitorare il “quadro clinico”, soprattutto nelle Ats montane, o in occasione dei Giochi Olimpici: «Su invito di Regione Lombardia, abbiamo creato all’interno dei presidi bresciani dei Pit Stop per le mamme per allattare e cambiare i bambini».

Federfarma Brescia, poi, è entrata nella rete del Progetto Mimosa, promosso a livello nazionale da Farmaciste Insieme, per contrastare le violenze sulle donne. «Grazie a un Centro antiviolenza – prosegue la dottoressa Mottinelli – ci stiamo formando per acquisire la giusta competenza per avvicinarci a questo tema molto delicato e offrire, come primo sportello di accesso e punto sicuro, un aiuto concreto a queste donne nel rispetto della loro privacy». Tutte iniziative che esprimono l’attenzione della farmacia dedicata alla donna nelle diverse fasi della vita: dallo sviluppo, alla maternità, alla menopausa.

“Cuore in farmacia”, risultati (in)attesi

«Il progetto – racconta Clara Mottinelli – condotto in collaborazione con Cittadinanzattiva, ha fatto emergere un importante sommerso che consentirà sia di avviare strategie e politiche mirate alla tutela della salute cardiovascolare femminile, sia una pubblicazione realizzata con l’Università di Brescia. Ad esempio lo screening ha attestato che il 90% delle donne presenta almeno un fattore di rischio cardiovascolare sulla base di 30 parametri presi in considerazione: clinici, patologie pregresse e stili di vita».

Alcuni risultati del progetto esteso cui, nel 2025, hanno partecipato 234 farmacie associate a Federfarma, dislocate in sei Regioni (Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia). Ben 2.328 le donne in pre, post e in menopausa, di età fra 40 e i 60 anni, più a rischio per il calo della protezione ormonale, cui è stato offerto uno screening cardiovascolare gratuito con misurazione di pressione arteriosa, peso, altezza e circonferenza vita; compilazione di un questionario indicizzato su 30 parametri; esecuzione di un elettrocardiogramma (ECG) con referto in tempo reale tramite telemedicina; analisi del profilo lipidico (colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi).

La farmacia può contribuire ad alleggerire le liste di attesa grazie ad alcuni esami eseguibili in telemedicina e grazie ad altri esami di primo livello può intercettare precocemente problematiche che potrebbero avere evoluzioni più serie
La farmacia può contribuire ad alleggerire le liste di attesa grazie ad alcuni esami eseguibili in telemedicina e grazie ad altri esami di primo livello può intercettare precocemente problematiche che potrebbero avere evoluzioni più serie

Nel 37,4% delle donne (più di 4 su 10) sono state rilevate anomalie all’esame dell’elettrocardiogramma (ECG), soprattutto legate al ritmo cardiaco (50%) e alla conduzione intraventricolare (41,2%). Sulle 804 donne con anomalie ECG, il 23,6% è risultato in sovrappeso e il 13,2% in condizione di obesità. Meglio i dati del profilo lipidico (colesterolo totale, lipoproteine ad alta densità – HDL, lipoproteine a bassa densità – LDL, trigliceridi): l’HDL è risultato protettivo nell’86,9% dei casi e nel 76,1% per i trigliceridi, a fronte invece dell’LDL a rischio. Solo il 44,7% delle donne ha mostrato valori inferiori a 100 mg/dl. Hanno inciso, inoltre, su questi dati gli scorretti stili di vita: sedentarietà (57,2%), fumo (31,8%), ipercolesterolemia pregressa (28,2%) e ipertensione.

Quasi 3 donne su 10 (29,3%) nonostante una terapia antipertensiva in atto mostrava valori pressori elevati, riferibili probabilmente alla scarsa aderenza terapeutica o alla ridotta efficacia del trattamento.

Il Bollino Rosa Verde

Ad indicare le farmacie con attenzioni al femminile, c’è il Bollino Rosa Verde, un riconoscimento biennale promosso da Fondazione Onda ETS, ai presidi pubblici e privati che sul territorio rispettano requisiti sanitari e sociali specifici, garantendo un servizio di prossimità e iniziative di genere.

«Il Bollino Rosa Verde – dichiara Francesca Merzagora, presidente della Fondazione – è un’iniziativa partita un anno e mezzo fa, che verrà rinnovata a fine anno. Questo “circuito” oltre a premiare farmacie virtuose per i servizi offerti alle donne, ci permette di sviluppare diverse iniziative in ambito di formazione del farmacista. Ad esempio abbiamo realizzato dei webinar ECM dedicati alla farmacologia, al rischio cardiovascolare in ottica di genere, alla persa in carico della donna con BPCO (Broncopneumopatia ostruttiva) o video-pillole su diversi temi di attualità».

Francesca Merzagora, presidente della Fondazione
Francesca Merzagora, presidente della Fondazione

Di recente Fondazione Onda ETS ha coinvolto le farmacie in azioni di sensibilizzazione in vari ambiti: ad inizio marzo in occasione di una settimana dedicata alla salute del cervello, cui la donna è esposta dagli stati umorali alle patologie neurodegenerative, nel corso di Aprile le farmacie hanno partecipato alla promozione dell’Open Week della stessa Fondazione. Prossimo appuntamento dall’11 al 15 maggio: in occasione della Festa della Mamma, le farmacie con Bollino Rosa Verde offriranno consulenze e servizi gratuiti sulla salute delle donna a 360° alla popolazione. «Il nostro obiettivo – sottolinea la presidente – è creare un forte legame tra territorio, ospedali e farmacie, quest’ultimo il primo presidio di accesso alla salute».

Gli ospedali “woman friendly”

Infine a supporto della donna vi sono, nazionalmente, gli ospedali con Bollino Rosa, accreditati nel “circuito” di Fondazione Onda. «Anche per strutture grandi come la nostra – commenta Veronica Zuber, chirurgo senologo presso l’Unità Operativa di Chirurgia della Mammella della Breast Unit all’IRCCS Ospedale San Raffele di Milano e referente del progetto Bollino Rosa – ricevere questo riconoscimento è una enorme gratificazione all’attenzione che dedichiamo al paziente e in particolare alla donna. Per la donna rivolgersi a strutture con Bollino Rosa, reperibili su una apposita piattaforma di facile consultazione, significa la certezza di accedere a percorsi e servizi specifici, a farmaci e terapie innovativi, a una presa in carico multidisciplinare, “personalizzata” per la propria problematica. Penso ad esempio a ambulatori per donne con sclerosi multipla in gravidanza, a Breast Unit che accompagnano le pazienti dalla diagnosi al trattamento e cura del tumore del seno, anche con un supporto psicologico e di attenzione al benessere fisico e psicoemotivo».

In questa direzione è stata sviluppata in collaborazione con una Onlus, Salute allo Specchio, una iniziativa nata dai medici e psicologici per accompagnare le donne con tumori della mammella, ginecologici ed ematologici in un percorso di accettazione e di cura di sé e della propria immagine dopo i cambiamenti indotti dalle terapie oncologiche. Per esempio per gli effetti della chemioterapia, ovvero la caduta dei capelli, vengono fornite parrucche gratuite; poi ci sono le consulenze per la cura della pelle e del trucco e i consigli nutrizionali, ma non solo, anche attività fisica con “fit 4 health” fitwalking, una camminata più energica che viene svolta una volta a settimana in affiancamento alla fisioterapia, con una personal trainer ex paziente e “yoga allo specchio”, lo yoga in ospedale.

Veronica Zuber, chirurgo senologo presso l’Unità Operativa di Chirurgia della Mammella della Breast Unit all’IRCCS Ospedale San Raffele di Milano e referente del progetto Bollino Rosa
Veronica Zuber, chirurgo senologo presso l’Unità Operativa di Chirurgia della Mammella della Breast Unit all’IRCCS Ospedale San Raffele di Milano e referente del progetto Bollino Rosa

Momenti cui le donne partecipano insieme con i medici e infermieri. «Oltre a Salute allo Specchio Onlus, organizziamo anche diversi eventi divulgativi, gratuiti e aperti al pubblico per le donne – conclude la dottoressa Zuber – per esempio a marzo, nell’ambito del nostro Comprensive Cancer Center, che l’anno scorso ha ricevuto la certificazione europea OECI (Organization of European Cancer Institute), abbiamo dedicato un incontro alla salute della donna in oncologia: prevenzione, cura e vita dopo il tumore e sono state aperte le porte dell’Ospedale San Raffaele per un Open Day mamma, pensato per far conoscere da vicino il Percorso Nascita dell’Ospedale e incontrare il team multidisciplinare che accompagna le donne in ogni fase della maternità: dalla gravidanza al parto, fino al post partum».

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