Con il termine “Psicocosmesi” si intende la valorizzazione della bellezza come strumento di benessere fisico, mentale e spirituale. In molte persone può verificarsi una risposta fisica a un disagio psicologico, e viceversa: il farmacista, con un nuovo approccio al cliente/paziente, può far emergere queste problematiche e affrontarle con professionalità, basandosi sulle più recenti conoscenze emerse dalla ricerca scientifica per quanto riguarda la connessione tra pelle e cervello. Spesso la formazione del farmacista non prevede competenze in campo psicologico e quindi la relazione con il cliente si limita al consiglio qualificato di farmaci e prodotti e alla spedizione delle ricette mediche.
Nell’ambito del profondo cambiamento che vive oggi la farmacia, è importante saper comunicare con persone emotivamente coinvolte da una patologia o da un inestetismo di viso, corpo o capelli. In farmacia il paziente/cliente si aspetta una certa “vicinanza” da parte del farmacista per affrontare più serenamente le malattie, ma anche a sostegno di problemi di tipo estetico che compromettono più o meno gravemente la vita di relazione.
È importante quindi saper individuare chi soffre per disagi psicologici legati all’immagine, come l’adolescente con acne, la donna che ha paura d’invecchiare, l’uomo che inizia a perdere i capelli, chi soffre di sovrappeso e obesità. Da non dimenticare sono poi le malattie psisomatiche della pelle influenzate, scatenate o peggiorate da fattori psicologici (stress, ansia, emozioni represse o traumi) come l’onicofagia, la tricotillomania, la dermatilomania, la psoriasi, l’orticaria da stress, l’alopecia aerata, il prurito psicogeno. Sono segnali che la pelle sta “parlando per la mente”.
Casi pratici di vendite abbinate
- Ricetta psicofarmaci + invito a sottoporsi a un check up cutaneo in farmacia
Il farmacista deve ricordare al cliente/paziente di seguire la terapia con psicofarmaci prescritta, attenendosi alle indicazioni del medico e programmando controlli periodici per monitorarne efficacia e tollerabilità. Rotto il ghiaccio, il cliente/paziente può essere invitato a un controllo della pelle del viso in farmacia, al fine di valutarne lo stato di salute e prevenire eventuali problematiche. Questo può essere un momento importante per instaurare una relazione di fiducia con persone che soffrono di disagi psicologici e fidelizzarle alla farmacia. Il consiglio specifico può rientrare nella routine serale rilassante, le associazioni efficaci possono essere:
- Crema notte + prodotto sensoriale, ad esempio olio essenziale rilassante
- Routine skincare + esperienza mentale, ad esempio candela aromatica
- Trattamento cosmetico + rituale ad esempio tisana detox/relax
Si può così aumentare lo scontrino medio, si vende benessere completo, non solo cosmetici.
- Farmaci per l’acne + trattamento cosmetico di supporto
L’acne in adolescenza è un problema dermatologico che può avere un impatto psicologico reale e significativo. La sua gestione è multifattoriale: si combinano farmaci (per agire su batteri, sebo, infiammazione e comedoni) e trattamenti cosmetici di supporto (per mantenere la barriera cutanea e migliorare la tollerabilità). Diversi studi mostrano che gli adolescenti con acne possono sviluppare bassa autostima (si sentono “meno attraenti” o inadeguati), ansia sociale (evitano situazioni come scuola, sport o relazioni), depressione, isolamento, disturbi dell’immagine corporea. Se il farmacista percepisce quest’ultima situazione, può intervenire instaurando una relazione d’aiuto e consigliando un trattamento dermocosmetico personalizzato in abbinamento a uno stile di vita sano.
- Prurito diffuso + detergente e crema antiprurito
Il legame tra prurito cutaneo e psiche è ben documentato in medicina, soprattutto nell’ambito della psicodermatologia. Sotto stress, il corpo rilascia cortisolo e altre sostanze infiammatorie, le terminazioni nervose cutanee diventano più sensibili e si altera la barriera cutanea con maggiore irritabilità della pelle. Questo può portare a sintomi anche in assenza di una vera malattia dermatologica. Il farmacista può consigliare detergenti delicati e creme emollienti o lenitive, antistaminici (se indicati) e proporre un eventuale supporto psicologico con tecniche di gestione dello stress (mindfulness) e psicoterapia. Infine, può consigliare di evitare il grattamento automatico, tenere le unghie corte e strategie di “sostituzione” (es. premere invece di grattare)
- Sovrappeso e obesità + integratori alimentari e check up dello stile di vita
Il farmacista non “cura” direttamente l’obesità, ma ha un ruolo importante di primo livello: valutazione preliminare (BMI, circonferenza vita), educazione su dieta e stile di vita, indirizzo verso medico o nutrizionista, supporto nella scelta di prodotti. La vicinanza a persone che non riescono a dimagrire è importante: spesso, infatti, anche i fattori psicologici influiscono sulla decisione di prendersi cura di sé. Il farmacista può svolgere un ruolo prezioso nell’intercettare questo disagio, offrendo un consiglio tecnico e uno spazio di ascolto autentico. Proporre un integratore specifico o semplicemente una tisana per favorire l’idratazione è un gesto di attenzione e di presa in carico del cliente/paziente.
Tratto dal numero di giugno 2026 di Tema Farmacia News


