Review sulla supplementazione con calcio e vitamina D

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La supplementazione con calcio e vitamina D è un intervento largamente diffuso per prevenire il rischio di fratture ossee legate alla perdita dell’elemento chimico nelle ossa e conseguente comparsa di osteoporosi.

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L’attuale evidenza scientifica porta a raccomandare il ricorso a supplementazione con calcio e vitamina D nelle persone ad alto rischio di livelli insufficienti di queste sostanze e nei pazienti in trattamento per l’osteoporosi. La conclusione è stata tratta da un’analisi della letteratura scientifica condotta nel corso di un expert consensus meeting della European Society for Clinical and Economic Aspects of Osteoporosis, Osteoarthritis and Musculoskeletal Diseases (ESCEO) e della International Osteoporosis Foundation (IOF). I risultati dell’analisi sono stati pubblicati su Osteoporosis International. Abbiamo anche ritenuto che fosse importante valutare l’evidenza a supporto dei claim di effetti avversi per la salute derivanti dalla supplementazione, in quanto rapporti tra loro conflittuali hanno provocato una certa confusione tra i professionisti della sanità, i pazienti e il pubblico”, ha spiegato il professor René Rizzoli, chairman dello Scientific Advisory Board di ESCEO.

Le conclusioni del panel di esperti

Secondo gli esperti, la supplementazione associata con calcio e vitamina D avrebbe un ruolo, seppur modesto, nel ridurre il rischio di fratture, soprattutto nelle persone più a rischio di soffrire livelli insufficienti delle due sostanze. Il gruppo di lavoro sottolinea come, sulla base delle evidenze disponibili, sarebbe proprio l’ottimizzazione della vitamina D, piuttosto che quella del calcio, la principale responsabile della diminuzione del rischio di cadute.

L’uso del solo calcio non è, invece, risultato sufficientemente supportato in letteratura e sarebbe anche associato ad effetti collaterali di tipo gastrointestinale e a un piccolo aumento del rischio di formazione di calcoli renali. Non ci sarebbero invece evidenze sufficienti a confermare che l’associazione calcio-vitamina D comporti un maggior rischio cardiovascolare. Anche gli interventi sulla popolazione non hanno dimostrato benefici sufficienti a convincere gli esperti della loro validità.

Il documento conclusivo sottolinea anche l’opportunità di effettuare uno studio clinico su larga scala e randomizzato sulla supplementazione con calcio per verificare le fratture validate e gli eventi cardiovascolari.

Le fratture osteoporotiche sono comuni, con perdita sia di osso che di massa e funzione muscolare, e predispongono a seri eventi che modificano la salute”, ha commentato il chairman dello IOF Committee of Scientific Advisors, Cyrus Cooper, che ha riportato un rischio di fratture, in alcuni paesi, fino al 50% per le donne over 50 e del 20% per gli uomini. “Il ruolo della supplementazione con calcio e vitamina D dovrebbe, quindi, essere apprezzato nel contesto dei devastanti effetti per la salute, con un impatto massivo non solo per le persone ma anche per i sistemi sanitari e per l’intera società”.

Rif.: N. C. Harvey et al, The role of calcium supplementation in healthy musculoskeletal ageing, Osteoporosis International (2016). doi: 10.1007/s00198-016-3773-6

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