Sviluppo accelerato per i trattamenti contro il Covid

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Il percorso di sviluppo di un nuovo farmaco o vaccino è molto lungo e articolato. L’emergenza sanitaria in corso ha reso necessaria l’adozione di un nuovo approccio allo sviluppo farmaceutico, per rendere disponibili quanto prima i nuovi interventi terapeutici e preventivi

Che si tratti di un farmaco o di un vaccino, il normale percorso di un nuovo prodotto medicinale dal laboratorio fino all’approvazione regolatoria e alla dispensazione al paziente è formato da una complessa serie di fasi sequenziali tra loro, che possono richiedere anche una decina d’anni per essere portate a termine. Questa tempistica è stata fortemente compressa nel caso dei vaccini e dei farmaci contro il virus Sars-CoV-2, con un approccio fast-track che in Europa ha preso il nome di rolling review (revisione ciclica).

Il cammino standard di sviluppo

La sperimentazione pre-clinica comprende tutte le attività relative alla “qualità farmaceutica” volte a definire e caratterizzare con precisione la sostanza attiva, mettere a punto i metodi analitici da utilizzare per il controllo qualità, valutare la stabilità e la formulazione più appropriata, sviluppare il processo produttivo su piccoli lotti. Nelle fasi “non cliniche”, invece, il candidato medicinale è testato in vitro su linee cellulari e in vivo su modelli animali per valutarne in via preliminare efficacia e tossicità. La sperimentazione clinica (autorizzata in ogni paese dalla rispettiva autorità competente – in Italia Aifa e il Ministero della Salute – previo consulto dei comitati etici) si suddivide in diverse fasi successive. Facendo riferimento ai vaccini, l’argomento “caldo” di questo periodo, l’approccio standard agli studi di farmacologia umana (fase 1) prevede siano condotti su un piccolo numero (20-100) di volontari sani, per confermare che il prodotto è in grado di generare una risposta immunitaria e stabilire un primo profilo di sicurezza e il range di dosaggio per proseguire gli studi. La fase 2 (studi terapeutici esplorativi) include alcune centinaia di volontari; si valuta la capacità di generare una buona risposta immunitaria su una popolazione più ampia e si definisce meglio il profilo del prodotto, sia dal punto di vista del dosaggio e della posologia sia da quello degli effetti collaterali più comuni. Gli studi di efficacia e sicurezza clinica (fase 3) sono condotti su molte migliaia di volontari e puntano a confermare la capacità del vaccino di proteggere dall’infezione e a individuare gli effetti secondari meno comuni. La sperimentazione è condotta contro placebo o un trattamento alternativo. La produzione viene man mano scalata in corrispondenza all’aumento del fabbisogno di prodotto per le sperimentazioni cliniche. Il dossier contenente tutta la documentazione a supporto del candidato raccolta nelle diverse fasi pre-cliniche e cliniche viene sottoposto alle autorità regolatorie in allegato alla domanda di autorizzazione all’immissione in commercio (Aic). Le agenzie regolatorie valutano il dossier e decidono se concedere l’Aic. Una volta che il farmaco/vaccino è sul mercato, possono seguire ulteriori fasi di sperimentazione clinica volte a confermare efficacia e sicurezza del prodotto sulla popolazione reale (fase 4, che consiste nella fase di sorveglianza post-marketing).

Lo sviluppo accelerato e la rolling review

Tutti i vaccini e i farmaci basati sull’uso di biotecnologie, compresi quelli per il Covid-19, devono essere obbligatoriamente approvati dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema) con procedura centralizzata. Durante l’emergenza sanitaria, le aziende farmaceutiche e l’Ema, che ha agito da coordinatore per tutte le attività condotte in Europa, hanno collaborato in modo molto stretto per ridurre al minimo i tempi di sviluppo e autorizzazione dei vaccini e dei farmaci per Covid. Grazie all’adozione del processo di revisione ciclica, la durata della procedura da parte dell’ente regolatorio è stata ridotta a meno di 150 giorni, rispetto ai 210 giorni standard. Il dialogo costante tra le parti coinvolte nel processo, fin dalle primissime fasi dello sviluppo, si è giovato degli strumenti dello scientific advice e della Covid-19 Task Force (ETF) di Ema, tramite i quali le aziende sono state indirizzate dall’Agenzia nel definire al meglio fin da subito il design e gli endpoint più appropriati per gli studi pre-clinici e clinici. La Task Force di Ema svolge un ruolo fondamentale anche per quanto riguarda il trasferimento di tutte le informazioni sui nuovi prodotti agli stati membri e alla Commissione Ue, di modo che l’azione regolatoria sia coordinata su tutti i livelli sull’intero territorio Ue.

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