Vervain e i disturbi fisici

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verbena_verveinSono molti gli utilizzi pratici del rimedio ricavato dalla verbena, anche per persone che non sembrano corrispondere a Vervain caratterialmente. Vediamone i principali:
in molte patologie funzionali dovute allo stress – come la cefalea, la gastrite, l’ipertensione, la tendenza ai disturbi cardiaci – soprattutto come prevenzione;
nei problemi infiammatori e in tutte le patologie che si esprimono in modo esasperato. Orozco (1) osserva infatti l’analogia tra il carattere Vervain, eccessivo, e il modo esagerato di esprimersi di certi dolori, specie quelli cervicali, lombari e relativi al nervo sciatico.
Sempre per analogia col modo di esprimersi del sintomo, Orozco mette in rapporto questo fiore con il concetto di “rigidità dinamica” (dolori cervicali o lombari, sciatica, ernia discale, torcicollo ecc.), perché in effetti le persone Vervain sono dinamiche ma al tempo stesso rigide, troppo legate alle proprie convinzioni.
Un’altra analogia fatta dallo stesso autore collega Vervain con l’infiammazione di tipo acuto. Egli scrive infatti: «Vervain rappresenta l’esagerazione al massimo livello (…). La personalità Vervain è una specie di infiammazione acuta (…). In campo dermatologico possiamo impiegarlo nelle eruzioni improvvise, negli attacchi di orticaria, negli ascessi, nei foruncoli ecc. (…). A livello muscolare possiamo prenderlo in considerazione per ogni tipo di contrattura, a condizione che sia in fase acuta. Risulta efficace nelle otiti e nelle congiuntiviti acute, in questo caso veicolato da un collirio composto da soluzione fisiologica sterile e combinato con altre essenze (…) è raccomandato nelle crisi emorroidali (…). L’herpes zoster è indubbiamente la manifestazione più Vervain che ci possa capitare di incontrare (…). Vervain serve infine nel caso di tachicardia occasionale, insonnia e come coadiuvante nella cura dei tic nervosi.
Barbara Gulminelli

Note: 1) Orozco R, Manuale per l’applicazione locale dei Fiori di Bach, Edizioni Centro di Benessere Psicofisico, Rivarolo (TO), 2006.

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