Tubercolosi in calo, ma gli obiettivi prefissati sono ancora lontani

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I nuovi dati sulla diffusione della tubercolosi in Europa nel 2016 sono stati pubblicati all’interno dell’annuale Rapporto redatto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’OMS, giunto ormai alla sua decima edizione (lo trovi qui).

analisi del sangue alla ricerca di mycobacterium tubercolosis

L’ultimo anno monitorato dalle autorità sanitarie europee e mondiali ha visto un totale di quasi 59 mila casi di Tbc nei trenta paesi dell’area economica europea (UE/EEA): un dato tutto sommato confortante vista la riduzione del 4,3% annuo nell’ultimo decennio, ma comunque ancora troppo elevato rispetto all’obiettivo dell’Oms di fermare l’epidemia entro il 2030, come stabilito nella “End TB Strategy and the Sustainable Development Goals”. “Il Piano d’azione dell’Oms per la regione europea 2016-2020 mostra che azioni rilevanti salverebbero oltre tre milioni di vite e 48 milioni di dollari in cinque anni” ha commentato il direttore regionale di Oms, Zsuzsanna Jakab, che ha richiesto anche un più deciso intervento politico. Un appello che è stato raccolto dal Commissario europeo per la Salute e la Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, che ha richiamato i leader europei ad avviare uno sforzo multisettoriale contro la Tbc, mobilizzando gli investimenti per la ricerca e assicurando l’accesso alla cure e alla prevenzione.

I dati del 2016

A destare le maggiori preoccupazioni sono una volta di più le forme multiresistenti (MDR) del bacillo della tubercolosi, responsabili di un quarto dei casi di Tbc che sfuggono all’individuazione sul territorio europeo nonostante il netto aumento delle diagnosi, passate dal 33% del 2011 al 73% dei 2016 (ancora al di sotto del target regionale del 85%). Il tasso di notifica di casi di Tbc multiresistente si è mantenuta costante rispetto al 2012 (0,3 ogni 100 mila abitanti). I casi su scala mondiale sono stati oltre 10 milioni, con 1,7 milioni di decessi.
Una preoccupazione particolare è dettata dai casi di tubercolosi XDR (extensively drug-resistant; cinquecento casi in Europa nel 2016, solo un terzo dei quali curato), per i quali l’arsenale farmacologico a disposizione dei medici è particolarmente limitato. La proporzione dei casi di XDR-TB rispetto ai casi MDR è aumentata al 20,6%, da 13,9% del 2012.
In aumento, anche se moderato, è il successo nel trattamento dei casi di multiresistenza, che ha raggiunto il 55% nel 2016 (vs il 46% nel 2011).
Il 2017 ha visto il lancio da parte di ECDC del progetto pilota volto a migliorare la capacità d’individuare il batterio responsabile della malattia (Mycobacterium tuberculosis) grazie alle moderne tecnologie di sequenziazione dell’intero genoma (Wgs). Il progetto dovrebbe portare all’individuazioni di standard comuni sul territorio europeo per le analisi Wgs e il monitoraggio dei focolai della malattia.

L’anno in corso vedrà anche l’importante appuntamento con il decimo anniversario della Dichiarazione di Berlino, con l’organizzazione a settembre del primo incontro di alto livello sulla Tbc i occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.  Già nel 2015 era stato lanciato dal G8 di Riga l’ambizioso obiettivo congiunto, a livello internazionale, di eradicare la malattia entro il 2050. In occasione della recente Giornata Mondiale della Tubercolosi, lo scorso 24 marzo, i Commissari europei Andriukaitis, Moedas, Thyssen e Mimica hanno preannunciato in una dichiarazione il varo, per la prossima estate, di un documento programmatico della Commissione in cui verrà preso in esame come giungere ad eliminare la tubercolosi e l’Hiv/Aids, e ridurre significativamente l’epatite virale, in linea con quanto indicato negli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. L’Unione europea ha contributo con 475 milioni di euro al Fondo mondiale per la lotta contro l’Hiv/Aids, la tubercolosi e la malaria per il triennio 2017-2019.

I dati relativi all’Italia

Secondo il rapporto, nel 2016 i casi di Tbc notificati in Italia sono stati 4.032, pari a 6,6 ogni 100 mila abitanti. Il 70% dei pazienti sono stati colpiti da tubercolosi polmonare, positiva all’analisi al microscopio nel 53,7% dei casi e confermata in laboratorio nel 69,8%. L’età media dei nuovi pazienti è stata di 51 anni, che si abbassano a 35,9 nel caso di pazienti stranieri. Il 62,2% dei casi di Tbc osservati in Italia ha una provenienza estera.
I casi di Tbc polmonare MDR notificati sono stati solo l’1,7% del totale, e di questi solo l’11,4% (pari a cinque pazienti) erano casi della forma XDR. Percentuali simili sono state osservate anche per la forma non polmonare della malattia (2,6% di casi MDR notificati, di cui 12,7% XDR).

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