Da Aiom un nuovo progetto per prevenire il cancro negli anziani

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La vita sana e attiva non è importante solo in gioventù e nel pieno della vita, ma è essenziale anche quando ci si avvia verso la vecchiaia: anzi, forse lo è ancora di più. Proprio come un’autovettura che ormai ha qualche anno, anche il nostro organismo man mano che invecchia ha bisogno di una costante “manutenzione” in modo da mantenerlo in forma e prevenire così l’insorgenza di molte malattie.

donne camminano nel parco ginnastica

Proprio la comunicazione sull’importanza degli stili di vita sani anche nella terza età è al centro del progetto “Cancro, la prevenzione non si ferma dopo i 65 anni”, realizzato da Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e Fondazione Aiom in collaborazione con Senior Italia FederAnziani. Il progetto è stato presentato durante una conferenza in Vaticano (preceduto da un’udienza di una delegazione degli organizzatori con il Santo Padre; puoi scaricare qui le relazioni), e prevede numerose attività per meglio informare le persone già avanti negli anni. Una modalità comunicativa, quella scelta da Aiom, che non si limita a strumenti classici come la distribuzione di opuscoli sugli stili di vita sani e sull’organizzazione di dibattiti, ma che utilizzerà anche strumenti alternativi che possono aiutare a intercettare le fasce target di popolazione, come i corsi di cucina o di ballo. Saranno anche organizzati sondaggi per capire meglio il livello di consapevolezza degli anziani sui temi al centro dell’iniziativa.

Gli oncologi entrano nei centri anziani

Il progetto porterà i rappresentanti degli oncologi italiani all’interno dei centri anziani della Penisola, dove i corsi di cucina rappresenteranno un’opportunità per insegnare le regole della corretta alimentazione e quelli di danza permetteranno di favorire l’attività fisica. Oltre all’importanza della dieta nella prevenzione del cancro e ci sono, inoltre, evidenze che i cibi che favoriscono lo sviluppo della malattia possano peggiorare la prognosi e mentre quelli protettivi possano migliorarla.

Ai corsi di cucina e danza si aggiungeranno anche campagne per combattere il tabagismo e l’eccessivo consumo di alcol. Non mancheranno neanche le azioni volte a migliorare l’adesione agli screening,che costituiscono il cardine della prevenzione secondaria e permettono di individuare la malattia in fase iniziale quando le possibilità di guarigione sono più elevate”, come ha spiegato il presidente della Fondazione Aiom, Fabrizio Nicolis.
Secondo i dati riportati dalla presidente nazionale di Aiom, Stefania Gori, il 57% degli over 65 è in sovrappeso o obeso, il 10% fuma, il 48,7% è sedentario e solo il 10,3% pratica attività fisica con costanza. Non va meglio con l’alimentazione, dove solo l’11% consuma cinque o più porzioni di frutta e verdura ogni giorno.

Minore sopravvivenza ai tumori negli over 70

Gli screening preventivi vengono di norma offerti fino ai 69 anni di età, un fatto che sommato all’inadeguatezza degli stili di vita fa sì che la sopravvivenza degli over 70 a cinque anni dalla diagnosi di tumore sia molto più bassa (48,4% delle donne e il 48,1% degli uomini) rispetto alla fascia d’età poco più giovane (55-69 anni, 68,2% nelle donne e del 56% negli uomini).

Altri fattori che secondo gli esperti di Aiom impattano sulla possibilità di prevenire il cancro negli anziani sono il possibile ritardo nella diagnosi rispetto alla popolazione generale, e un minor accesso alle terapie più efficaci e agli studi clinici. “L’età limite per la mammografia e per il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci è fissata a 69 anni – ha sottolineato Stefania Gori -. In realtà, questi esami andrebbero estesi almeno fino a 74 anni, perché hanno contribuito a ridurre in maniera costante e statisticamente significativa la mortalità per queste neoplasie. L’età è uno dei più importanti fattori di rischio per lo sviluppo del cancro”.
Alcune Regioni, tra cui Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Lombardia, hanno già ampliato in maniera strutturata fino a 74 anni la fascia d’età da coinvolgere nello screening per il tumore del seno, seguendo l’indicazione dell’ultimo Piano Nazionale della Prevenzione. “Nel 2016 però è rimasto invariato il numero di donne sopra i 70 anni sia invitate che aderenti allo screening mammografico: quindi, nulla è cambiato nei fatti in gran parte del nostro Paese”, ha aggiunto Gori.

I numeri dei tumori negli over 70

Sono circa 184 mila le diagnosi di tumore che ogni anno vengono fatte in Italia a persone over 70. Negli uomini il cuore più frequente è quello della prostata (20%), seguito da polmone (17%), colon-retto (14%), vescica (12%) e stomaco (5%). Nelle donne, invece, al primo posto si trova il carcinoma della mammella (22%), seguito dal colon-retto (17%), polmone (7%), pancreas (5%) e stomaco (5%). L’insorgenza dei tumori in età avanzata è legata anche al progressivo accumulo di fattori cancerogeni nell’organismo durante l’invecchiamento, che è accompagnato anche da una diminuzione delle capacità di difesa e dei meccanismi di riparazione. 
La speranza di vita si è molto allungata in entrambi i sessi negli ultimi 40 anni, ha ricordato Fabrizio Nicolis, e oggi un over 65 ha ancora davanti a sé più di un ventennio. “Grazie a questo progetto, vogliamo aumentare le diagnosi dei tumori in fase iniziale negli anziani. L’attuale ritardo diagnostico, spesso molto avanzato, non permette di somministrare terapie con intento curativo, con ripetute ospedalizzazioni e costi ingenti per il sistema sanitario”, ha aggiunto il presidente di Fondazione Aiom.

Gli anziani spesso esclusi dagli studi clinici

Stefania Gori ha anche sottolineato come spesso gli anziani non siano inclusi negli studi clinici, mentre la realtà clinica quotidiana è invece molto spesso costituita proprio da anziani con numerose malattie concomitanti o con disabilità. Secondo Gori, bisogna prestare molta cura nel raccogliere tutte le informazioni necessarie a redarre il piano terapeutico (compresi lo stato cognitivo e funzionale, le condizioni economiche e l’ambiente in cui il paziente vive), ed evitare di sotto-trattare queste persone, cioè di non prescrivere terapie adeguate solo perché anziane, né di somministrare cure eccessive in chi è fragile. A livello di terapia antitumorale, poi, la presidente di Aiom ha sottolineato come “in particolare per i farmaci biologici, oggi utilizzati nel trattamento di tumori molto frequenti come quelli della mammella, del polmone e del colon-retto, non vi è esperienza clinica adeguata condotta negli anziani, che, invece, in alcuni casi, potrebbero ottenere risultati addirittura migliori rispetto ai più giovani”.
L’età, quindi, non dovrebbe rappresentare più un limite alle terapie oncologiche per gli esperti di Aiom. Ma è necessario che dopo la guarigione l’anziano torni alla vita attiva. “Per questo il progetto include una particolare attenzione alla prevenzione terziaria, che comprende non solo i controlli necessari per individuare quanto prima eventuali recidive, ma anche la riabilitazione oncologica che pone l’accento sul recupero dell’integrità globale, cioè fisica, psicologica e sociale, della persona”, ha spiegato Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani.

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