L’educazione alla corretta igiene delle mani comincia in farmacia. I presidi territoriali e i suoi professionisti sono la chiave per una efficace sensibilizzazione all’importanza di compiere quotidianamente questo gesto, più volte al giorno, come attenzione a se stessi, alla prevenzione e protezione personale di infezioni e di contagio di forme virali di malattie, dunque verso la collettività.

Un ruolo che i farmacisti hanno assunto e portano avanti con maggiore determinazione, coscienza e responsabilità dall’epoca pandemica, che rinnovano costantemente e che ribadiscono oggi, in occasione della Giornata Mondiale dell’Igiene delle mani, sostenendo lo slogan della campagna 2026 “Action save lives’, “Proteggi la vita, igienizza le tue mani”.

Il contributo del farmacista

È cruciale nel riportare attenzione su questo gesto “banale”, semplice, ma che ha un alto senso di sanità pubblica e sociale. A partire dal mantenere l’abitudine, fuori casa, di igienizzarsi le mani, in mancanza di acqua e sapone, o in contesti sociali, controvertendo la tendenza in calo all’utilizzo di soluzioni idroalcoliche dal termine della pandemia.

I farmacisti possono incidere nel ricordare alla collettività e ai propri clienti fidelizzati che lavare le mani non è un atto “superficiale”; le mani sono infatti il principale veicolo di trasmissione di germi e agenti patogeni. Lavarle con cura riduce la diffusione di virus responsabili di influenza, raffreddore, disturbi gastrointestinali e infezioni correlate all’assistenza, come sottolinea anche la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) e in questa giornata richiama l’attenzione su istituzioni, operatori sanitari e cittadini nel ricordare che lavare le mani salva ogni anno milioni di vite.

Il farmacista ha un ruolo decisivo di prevenzione: può ricordare che le mani sono il principale veicolo di trasmissione di germi e agenti patogeni.
Il farmacista ha un ruolo decisivo di prevenzione: può ricordare che le mani sono il principale veicolo di trasmissione di germi e agenti patogeni.

Occorre lavarle rispettando le regole, con acqua e sapone per 40-60 secondi o con soluzioni idroalcoliche, per 30-40 secondi, come raccomanda l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Azione in cui tutti sono coinvolti, gli operatori sanitari, in primo luogo, a contatto con pazienti in contesti ospedalieri e socio-sanitari, persone fragile in farmacia, e la popolazione. Con particolare indicazione ai giovani da cui parte da buona educazione, fin dai banchi di scuola e a cui si rivolge “Batterix”, un innovativo game educativo ideato dall’Associazione Fulop, con il contributo scientifico degli esperti della Simit.

Utilizzando il linguaggio del videogioco, che cattura le giovani generazioni, vengono spiegati temi complessi come le infezioni, la minaccia dell’antibiotico-resistenza e il crescente impatto sanitario e sociale, sensibilizzando i ragazzi e le ragazze a fare la propria parte, lavandosi correttamente e costantemente le mani, per proteggere loro stessi e gli altri. I giocatori affrontano virus e batteri reali: imparano a riconoscere le situazioni a rischio, a prevenire il contagio, a contrastare la diffusione di patogeni resistenti agli antibiotici. Anche in questo contesto i farmacisti possono farsi promotori di una opportunità di apprendimento, sano, salutare, con divertimento.

La popolazione sta dimenticando la buona abitudine di lavarsi (e disinfettarsi) le mani

Lo confermano i dati di una indagine sulla consapevolezza dell’importanza dell’igiene delle mani condotta dall’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, in collaborazione con Gruppo Credem e Almed (Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma. I risultati saranno al Gemelli nel corso della giornata odierna.

Dalla survey emerge che a sei anni dalla diffusione del Covid in Italia, l’attenzione verso l’igiene delle mani mostra un’importante flessione: oggi solo il 19% degli italiani utilizza abitualmente gel disinfettanti, con un calo di 12 punti percentuali rispetto al 2023; che la frequenza dei lavaggi delle mani si è stabilizzata su una media di sei volte al giorno, un dato che, pur restando identico a quello del 2025, risulta inferiore ai livelli registrati nel biennio 2023-2024, quando la media era di sette.

Di contro, cresce la consapevolezza che lo smartphone sia un veicolo di germi: il 30% degli intervistati dichiara di pulire il proprio cellulare almeno una volta al giorno, in aumento rispetto al 25% registrato nel 2024.

Una recente survey condotta dall’Osservatorio Opinion Leader 4 Future dimostra che oggi solo il 19% degli italiani utilizza abitualmente gel disinfettanti
Una recente survey condotta dall’Osservatorio Opinion Leader 4 Future dimostra che oggi solo il 19% degli italiani utilizza abitualmente gel disinfettanti

«L’innovazione, come smartphone, tablet e dispositivi digitali, non è solo tecnologia avanzata che può aiutare nell’educazione in maniera coinvolgente ed efficace – dichiara Patrizia Laurenti, professoressa Associata di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica e direttrice Uoc Igiene Ospedaliera della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs – ma è cultura e responsabilità condivisa sulla correttezza dei gesti e delle azioni che salvano le vite, prevengono complicanze, riducono sofferenze evitabili. Le mani pulite non sono solo una procedura. Sono una scelta consapevole, ripetuta ogni giorno, che fa la differenza tra malattia e salute».

Take home message

I farmacisti sono centrali e cruciali nel promuovere pratiche ottimali circa il lavaggio delle mani, rispettando i 5 momenti raccomandati dell’OMS, che in ambito specificatamente sanitario si concretizzano nell’igienizzazione delle mani prima del contatto con il paziente, prima di una manovra asettica, dopo il rischio di esposizione a un liquido biologico, dopo il contatto con il paziente, dopo il contatto con ciò che sta attorno al paziente specialmente nella gestione e dispensazione di farmaci, dispositivi medici e nel contatto con pazienti vulnerabili.

Aspetto quest’ultimo che diviene fondamentale anche nell’attuale contesto sociale, compreso quello domiciliare, in cui la popolazione silver age e fragile è in crescente aumento.

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