I misteri del cuore

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In occasione della giornata mondiale del cuore, celebrata il 29 settembre, Carlo Pappone, responsabile dell’Unità Operativa di Aritmologia Clinica e del Laboratorio di Elettrofisiologia all’IRCCS Policlinico San Donato di Milano, ha parlato del cuore, dei sintomi che rappresentano un allarme, dell’importanza della prevenzione e delle opportunità che ci riserva il futuro

In occasione della Giornata mondiale per il cuore (World Heart Day, 29 settembre), che ha per obiettivo l’informazione e la sensibilizzazione dei cittadini sull’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari, il Gruppo San Donato ha organizzato un evento in streaming in cui Carlo Pappone, responsabile dell’Unità Operativa di Aritmologia Clinica e del Laboratorio di Elettrofisiologia all’IRCCS Policlinico San Donato di Milano, ha parlato dei “misteri” del cuore, menzionando le sue peculiarità, i segnali di allarme e cosa ci attende in futuro.

«Il cuore è l’unico organo che si muove senza che ce ne se accorga e senza fare rumore -ha esordito – due caratteristiche che fanno del cuore un organo “misterioso”. Per stare bene, il ritmo deve essere regolare». Ogni specie ha il suo battito che, nell’uomo, oscilla, in condizioni normali, da 60 a 100 battiti al minuto.
«Si dice che nella vita si producano circa 10 miliardi di battiti: questo vuol dire che più il cuore batterà veloce, più breve sarà la nostra vita».

Come le nostre abitudini si ripercuotono sul cuore

Le nostre abitudini alimentari, il nostro stile di vita, l’alternanza veglia-sonno sono tutti fattori che influenzano il nostro cuore che, a seconda delle sollecitazioni, aumenta o rallenta il proprio battito. «Esiste tuttavia una regola fondamentale – ha ribadito Pappone – che è quella di seguire i ritmi della natura». Questo monito si traduce nel: dormire quando è notte, mangiare frutti di stagione, alternare temperature calde e fredde. Anche lo sport, come viene sovente da più parti ribadito, fa bene alla salute; esso tuttavia deve essere praticato di giorno e non a tarda sera. In sintesi, ha riassunto Pappone, «si dovrebbe essere maggiormente in equilibrio con il ritmo della vita. Anche perché molte sono le malattie che emergono proprio alla luce di abitudini sbagliate: un esempio sono le aritmie frutto di carenza o eccesso di sonno».

L’importanza del codice genetico

Vivere più a lungo è il desiderio di ciascun essere umano; tuttavia la durata della nostra vita è frutto di questioni genetiche del tutto casuali. Benché gli eventi abbiano una rilevanza, è infatti il DNA a contenere tutte le informazioni già dalla nascita, in base alle quali è oggi possibile predire le potenziali malattie che verranno sviluppate e i trattamenti più utili a contrastarli. Molte delle malattie tuttavia sono influenzate da eventi esterni, e potrebbero essere prevenibili. Se ¾ dei tumori sono casuali, determinati da un errore nella moltiplicazione o duplicazione cellulare, anche per le malattie cardiache il codice genetico gioca un ruolo determinante.

Età e malattie cardiache

Le malattie cardiache, ha proseguito il professore, sono diverse e possono manifestarsi in differenti momenti della vita. Alcune insorgono già alla nascita o sono frutto di errori di assemblamento cellulare in età gestazionale; altre patologie genetiche si sviluppano in momenti successivi. Esistono dunque malattie diverse ad ogni età. Aterosclerosi, fibrillazione atriale, infarto del miocardio sono malattie che si sviluppano in tarda età, le cui radici affondano però nel passato e vengono coltivate da cattive abitudini perpetrate negli anni, sin dalla giovane età. «Per comprendere tuttavia i propri fattori di rischio, essenziale resta vedere cosa è accaduto in famiglia, quali patologie sono state sviluppate. Nella famiglia sono contenute informazioni preziose relative alla nostra salute: quello che è successo infatti, si ripeterà».

Cosa ci riserva il futuro

Nei prossimi 100 anni ci si attende che le malattie valvolari, cardiache e genetiche possano sparire. Perché ciò possa concretizzarsi, tuttavia, l’evoluzione della medicina non è sufficiente. Occorre diffondere abitudini e stili di vita migliori, comportamenti virtuosi. La cultura e l’informazione in questo giocano un ruolo chiave, e il farmacista può farsi promotore e portavoce di tali messaggi di salute benessere con i suoi pazienti/clienti. «Il messaggio più importante è molto semplice: non andare mai contro natura. L’equilibrio rappresenta il farmaco più efficace per migliorare la nostra vita» ha concluso Pappone.

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