Mercato italiano dei generici: è boom dei biosimilari

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Cresce il mercato degli equivalenti, traghettati principalmente dai biosimilari. I dati del mercato italiano dei farmaci generici e biosimilari sono raccolti nel rapporto trimestrale realizzato dall’Ufficio studi Assogenerici su dati IQVIA. Complessivamente, nel primo trimestre 2019, la spesa farmaceutica nel canale delle farmacie aperte al pubblico è ammontata a un totale di 2,757 milioni di euro per un totale di 491,6 milioni di confezioni vendute: i farmaci generici equivalenti hanno assorbito il 22,47% del mercato a volumi, per un totale di 110,4 milioni di confezioni (22,23% il dato consolidato 2018) e il 14,2% del mercato a valori (13,75%   nel 2018), per un totale di 391 milioni di euro. Il 74% dei prodotti venduti nel canale farmacia sono fuori brevetto.

Boom dei biosimilari

Cresce del 143% il loro consumo in italia nel primo trimestre, al netto dei nuovi farmaci lanciati a partire da marzo 2018, corrispondente al 26% dei consumi nazionali a volumi.

Le molecole con maggiore penetrazione sono:

  • Filgrastim (5 biosimilari)
  • Epoetine biosimilari
  • Infliximab biosimilare
  • Rituximab biosimilare

Classe A

Il giro d’affari in farmacia per gli equivalenti è prevalentemente focalizzato in classe A.

Se da un lato si registra una flessione delle confezioni relative ai prodotti ancora coperti da brevetto del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2018, dall’altro si sottolinea una crescita del segmento relativo ai farmaci a brevetto scaduto in particolare quello dei generici puri che fa registrare una crescita del 2% rispetto al periodo gennaio-marzo dell’anno precedente.

Se da un lato si registra una flessione delle spesa relativa ai prodotti ancora coperti da brevetto dell’8,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dall’altro si sottolinea una crescita del segmento relativo ai farmaci a brevetto scaduto in particolare quello dei generici equivalenti che fa registrare una crescita dell’8,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

italiaDifferenze territoriali, nord in testa

A separare Nord da Sud sono ancora 15 punti percentuali a unità e 11 punti percentuali a valori. Infatti il consumo degli equivalenti di classe A risulta:

  • al Nord pari a 36,8% a unità e 28,6% a valori
  • al Centro pari a 27,4% a unità e 22% a valori
  • al Sud Italia pari a 21,8% a unità e 17,5% a valori

 

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