Più etica rigorosa e trasparenza, più scienza e studi di ricerca, upgrading dei regolatori, profilazioni meglio definite, maggiore tutela del consumatore, azioni di vigilanza e controllo più incisive, informazione e sensibilizzazione con documenti chiari rivolti a operatori sanitari, clinici e farmacisti e all’utente finale che illustrino benefici e rischi di un uso scorretto, non responsabile di integratori e novel food, claim personalizzati e meno slogan.
Sono alcuni degli obiettivi, prospettici, richiesti all’intero comparto, dagli integratori agli alimenti arricchiti e a fini speciali, un mercato trainante per l’Italia. Aspetti che sono stati approfonditi al 20° Forum di Nutrizione Pratica, nel corso della relazione “Integratori alimentari e novel food: quadro attuale e sviluppi emergenti”, tenuta da Roberto Capparoni, Direttore dell’Ufficio 4, Dipartimento della Salute Umana, della Salute Animale e dell’Ecosistema (One Health) e dei Rapporti Internazionali e da Nunzia Liguori, dirigente sanitario Ministero della Salute.
Il comparto degli integratori
In Italia, quello degli integratori è un settore in crescita, che ha raggiunto nel 2024 un valore stimato di 5-7 miliardi, a fronte di alimenti arricchiti/fortificati che hanno raggiunto punte stimate di 2,5-3,5 miliardi, potenzialmente al rialzo, le quali sebbene inferiori alle quote degli integratori alimentari, hanno un importante “appeal” di mercato. L’Italia si conferma leader e antesignana in Europa nel cercare di regolamentare il settore che oggi detiene il 18% del mercato complessivo nell’Unione Europea.
Numeri e contesto che richiedono attenzione da parte di tutti gli stakeholder coinvolti nella filiera: istituzioni, produzione, organi di controllo e soprattutto dei consumatori, gli attori più importanti che sostengono il mercato ma al contempo i più esposti a subire un’informazione e educazione forviante, ad esempio circa e la sicurezza e le criticità legate al consumo di integratori.
In funzione dell’andamento e delle “reazioni” del mercato occorre maggiore vigilanza: solo nel 2024 sono state ricevute, dagli organi istituzionali (Ministero della Salute) oltre 12.400 nuove notifiche, suggerendo la potenziale immissione in commercio, o comunque la notifica, di un’enorme mole di prodotti, generando problemi di valutazione e controllo da parte del Ministero stesso.

Sulla totalità, ad esempio, è stato rilevato un tasso di non conformità di circa il 14%, riferibile soprattutto a etichettatura non autorizzate e composizione. Solo nel 2025, gli alimenti dietetici, compreso quelli a fini speciali (alimenti senza glutine e arricchiti) sono stati oggetto di 409 segnalazioni a livello europeo, rispetto alle 384 del 2024, con non conformità riguardanti soprattutto la presenza di sostanze non autorizzate, classificate sotto la voce generale “composition”, rappresentando una criticità.
Mentre 633 nuove notifiche hanno riguardato alimenti arricchiti e 876 quelle di prodotti senza glutine. I maggiori pericoli rilevanti a livello ministeriale riguardano la composizione, ambito che consente anche le maggiori possibilità di intervento, e i novel food che ad oggi evidenziano un problema di chiara collocazione all’interno del comparto.
Le normative
Gli integratori alimentari sono normati dalla direttiva 2002/46, dal Regolamento europeo recepito con il Decreto 2004/169 e dal Regolamento 1925 del 2006 inerente, invece, l’aggiunta di vitamine, minerali e altre sostanze negli alimenti fortificati. L’Italia, inoltre, ha introdotto un sistema di notifica preventiva, affiancata da indicazioni pratiche del Ministero della Salute promosse tramite linee guida, documenti a supporto di operatori e consumatori, finalizzati a definire criteri di chiarezza per i consumatori in linea con la normativa 169. Mentre per gli integratori sussiste ancora dell’“anarchia” nell’inserire indicazioni giuste in contesti di giusta informazione.
Inoltre il Ministero della Salute svolge azioni di vigilanza e controllo per contrastare fenomeni di illegalità di queste sostanze e promuove campagne di informazione. Quindi, in questo quadro, gli integratori alimentari costituiscono un’opportunità, percepita importante anche dal consumatore e sensibilmente aumentata nell’ultimo periodo a seguito della maggiore attenzione della popolazione al rapporto tra alimentazione e salute in cui l’integratore diviene una soluzione potenziale “naturale” e sicura.
Deve essere pertanto impegno e responsabilità istituzionale (m non solo) contrastare la disinformazione in merito a queste sostanze. Recenti studi attestano un approccio proattivo dei consumatori del 68% e una disponibilità premium con un rapporto etica-salute del 61%, suggerendo il forte potenziale per prodotti sostenibili e funzionali, a fronte del costo importante che resta la maggiore barriera all’acquisto.
Tra le criticità si rilevano, inoltre, controlli insufficienti, a causa di un numero elevato di nuove immissioni nel mercato, dove spesso anche i controlli a campione non riescono a rilevare tutte le non conformità di questi prodotti, a fare chiarezza tra claim leciti e illeciti, o fare adeguate sorveglianza post-market reagendo poi in maniera immediata all’evento emerso o segnalato.

Non ultimo il mercato online, in cui non sempre vengono intercettati prodotti, anche a rischio, che possono comparire sul mercato. Ultime considerazioni vanno espresse sul Regolamento 1924/2006 che presenta alcune lacune importanti: ad esempio, è incompleto per la componete botanicals, non include liste ufficiali delle sostanze con conseguenti disagi regolatori, ma anche l’utilizzo e la messa a punto da parte dei vari Paesi di liste autonome e incertezza per le imprese, dove l’Italia potrebbe rappresentare un “pass-partout” per entrare nel mercato in Europa, così come anche altri regolamenti risultano complicati.
Restano aperte molte questioni, tra queste: come costruire claim personalizzati su benefici che non sono standardizzati? Il claim personalizzato basato ad esempio sulla genetica, sul microbiota, sulla sensoristica indossabile (sebbene non esente da complicanze potrebbe essere una nuova era? In quale misura potrà aiutare l’Intelligenza Artificiale? L’arricchimento alimentare si sposterà dal quanto al come? Stanno, inoltre, crescendo anche claim ambientali, di sostenibilità, che associano la nutrizione all’impatto ecologico, anche in funzione dell’interesse merso dal consumatore.
La realtà è che servono soprattutto standard rigorosi e una netta distinzione tra ciò che è farmaco e ciò che è integratore, prima di procedere verso qualunque altra direzione. Anche in vista degli ingredienti smart e dei novel food che si stanno affacciando
Novel food
È così definito qualunque alimento non utilizzato in misura significativa per consumo umano prima del 15 maggio 1997, data che ha segnato l’entrata in vigore del primo regolamento in materia 258/1997, oggi abrogato e sostituito dal regolamento 2283/2015, vigente da gennaio del 2018.
Appartengono ai Novel Food dieci macrocategorie di sostanze: alimenti con struttura molecolare nuova o modificate (con tecnologie nuove), costituiti, isolati o prodotti da microrganismi, funghi o alghe, costituiti isolati o prodotti da materiali di origine minerale, costituiti, isolati o prodotti da colture cellulari o tessuti anomali/vegetali (come la carne sintetica), costituiti da nanomateriali ingegnerizzati o ottenuti da animali o parte dei medesimi con pratiche di riproduzione non tradizionale (da animali clonati).
A queste categorie si aggiungono alimenti utilizzati esclusivamente in integratori alimentari nell’Unione prima del 15 Maggio 19967, se destinati a essere utilizzati in alimenti diversi dagli integratori, costituiti, isolati o prodotti da parte di piante o parte di esse ottenute con partiche non tradizionali e con cambiamenti significativi nella composizione o nella sostanza dell’alimento. Ancora, vitamine, minerali e altre sostanze risultanti da un processo di produzione non utilizzato in UE prima del 1997, alimenti generati da un nuovo processo di produzione non usato nell’UE prima del 1997
Vantaggi e svantaggi dei Novel Food
Offrono, tra gli aspetti positivi, maggiore sostenibilità ambientale (riduzione dell’impronta idrica e delle emissioni di CO2), benefici nutrizionali innovativi ed elevato contenuto di nutrienti, consentono la diversificazione della dieta con nuove fonti alimentari nutrizionali, espongono potenzialmente alla possibile riduzione del consumo di risorse agricole tradizionali.

Tra gli svantaggi si annoverano potenziali rischi di reazioni allergiche, legate ad esempio agli insetti, non sono supportati da dati sufficienti sugli effetti a lungo termine sulla salute, si associano a una percezione negativa di alcuni consumatori, presentano problemi normativi di sicurezza, il bilanciamento tra benefici e rischi è ancora da chiarire.
Novel Food autorizzati edibili e derivati da nuove fonti
Devono superare una rigorosa valutazione di sicurezza dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) per essere ammessi nell’UE. In Italia, quattro insetti (larva gialla, locusta, grillo, verme della farina) sono stati autorizzati dal Ministero della Salute, che vigila sulla sicurezza di questi prodotti. Sono oggi stati autorizzati e riconosciuti come Novel Food:
- Insetti edibili: Larva gialla (larva di Tenebrio molitor), Locusta migratoria, Grillo domestico (Acheta domesticus), verme della farina minore (Alphitobius diaperinus).
- Estratti e derivati: Olio di krill (ricco di Omega-3), proteine isolate, estratti fungini.
- Alimenti vegetali/esotici: Semi di chia, quinoa (ormai diffusi), frutto del baobab, bacche di Lonicera caerulea.
- Prodotti innovativi: alimenti trattati con raggi UV, ingredienti prodotti con nuove tecnologie.


