Medici e genitori uniti in una campagna informativa sui metodi di prevenzione dell’influenza

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Da poche settimane è partita ‘L’influenza che verrà #previenila’, la campagna d’informazione sulla prevenzione dell’influenza promossa da Moige, Movimento Italiano Genitori Onlus, con il patrocinio di Amiot, Associazione Medica Italiana di Omotossicologia e Sipps, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, e con il contributo incondizionato di Guna, che promuove una maggiore sensibilizzazione nei confronti della prevenzione dell’influenza attraverso una rete di informazione capillare a completa disposizione dei cittadini. L’obiettivo dell’iniziativa è dunque la crescente diffusione di una migliore conoscenza delle diverse possibilità terapeutiche per proteggersi dall’influenza: dal vaccino alla medicina biologico-naturale ‘low dose’.

Logo campagna d'informazione sui metodi di prevenzione dell'influenza
Il simbolo con cui è contraddistinta la campagna d’informazione sui metodi di prevenzione dell’influenza

“Abbiamo deciso di sostenere questo progetto di prevenzione e informazione”, annuncia Alessandro Pizzoccaro, presidente Guna, “promosso da importanti associazioni mediche e professionisti del settore, per senso civico, perché si tratta di epidemie che possono limitare salute, benessere e serenità di milioni di persone nel nostro Paese. È una grande operazione culturale, utile per creare consapevolezza, specie sui temi della prevenzione che sovente passa anche attraverso piccoli gesti quotidiani. Non ultimo, è proprio in progetti come questo che si realizza appieno uno degli obiettivi di Guna, che è – prima ancora di curare i sintomi, a malattia conclamata – di non far innanzitutto ammalare le persone”.

La campagna, inoltre, favorisce il dialogo tra medicina tradizionale e medicina complementare, puntando a una maggiore completezza di informazione e a un servizio interessante per tutti i cittadini, come ben illustrato da Cesare Santi, medico, presidente Amiot – Associazione Medica Italiana di Omotossicologia: “Amiot è impegnata nella formazione di un corpo medico preparato e costantemente aggiornato: ogni anno contiamo circa 500 corsi indirizzati sia a medici provenienti dalla medicina generale, sia a specialisti e farmacisti. Ogni medico per salvaguardare al meglio lo stato di buona salute dei cittadini deve disporre di tutti gli strumenti finalizzati alle migliori pratiche di prevenzione”.

I dati forniti da Fabrizio Ernesto Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano, indicano che durante l’epidemia influenzale dello scorso anno – 2014/2015 – sono stati registrati 160 decessi. Nella stagione 2014-2015 l’influenza ha colpito l’11% degli italiani, per un totale di circa 6.300.000 casi. Invece, le previsioni per quest’anno 2015/16 parlano di 4,5-5 milioni di casi con un picco tra Natale e Capodanno: 40% nella fascia di età 0-18 anni, 40% nella fascia di età 18-65 anni, il 20% oltre i 65 anni. I virus responsabili sono A (H1N1) – A (H3N2) e il virus B Phuket. Inoltre, ad amplificare la possibile emergenza il probabile arrivo del virus B Brisbane, in aggiunta ai 262 già in circolazione, variamente mescolati e con sintomatologie relativamente diverse, pronti a diffondersi in funzione delle temperature.

‘L’influenza che verrà, #previenila’ si propone come strumento di segnalazione e monitoraggio dei potenziali livelli di intensità dell’epidemia influenzale, in quanto si rende necessario che il cittadino sia conscio degli eventuali rischi. Alessandro Perra, direttore scientifico dei Laboratori Guna, parla della prevenzione come di “uno dei diritti dei cittadini, che potranno affidarsi a questa campagna d’informazione perché scevra da pregiudizi e caratterizzata da una natura essenzialmente ‘laica’ a una tematica così diffusa e sensibile tra le persone. ‘L’influenza che verrà, #previenila’ informerà sulle diverse metodiche di prevenzione, dal tradizionale vaccino ai farmaci naturali low dose, sottolineando l’importanza di stili di vita sani, del rispetto delle norme igieniche (specie per chi, come bambini e ragazzi, vivono molte ore all’interno di ampie comunità sociali), e di un’alimentazione sana, varia e naturale”.

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