Pharmaceutical care e aderenza alla terapia: parole chiave per il nuovo Codice Deontologico

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Pharmaceutical care, aderenza alla terapia e ingresso dei capitali sono le principali novità affrontate dal Codice Deontologico approvato lo scorso 7 maggio. Il commento di Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani

Lo scorso 7 maggio è stato approvato dal Consiglio Nazionale della Fofi (Federazione ordini farmacisti italiani) il nuovo Codice Deontologico, che aggiorna le norme e i principi che regolano la professione, a garanzia del cittadino e della collettività.

Il testo è stato redatto alla luce dei numerosi cambiamenti intercorsi dal giugno del 2007, anno di approvazione del precedente Codice, nel quadro normativo che regola il servizio farmaceutico nel suo complesso. Lo spirito, i valori etici e le disposizioni di principio relative al decoro, alla dignità e alle prerogative della professione di farmacista non sono intaccati dalla nuova stesura ma emergono novità, a partire dalle nuove responsabilità connesse al cambiamento di ruolo del farmacista rispetto al Ssn e al paziente.

Tre sono in particolare gli aspetti di rilievo che si sono imposti in questi anni: pharmaceutical care, presa in carico del paziente e ingresso dei capitali. Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, commenta: “L’applicazione della pharmaceutical care comporta un cambiamento non indifferente del rapporto tra farmacista e paziente: un tempo l’attività del farmacista nei confronti del cittadino, dal punto di vista teorico, si poteva considerare esaurita con l’atto della dispensazione del farmaco. È ovvio che comunque la dispensazione non è la semplice consegna del farmaco, così come è ovvio che il farmacista da sempre esercita una funzione di consiglio, consulenza e orientamento, tanto da risultare costantemente in testa per il grado di soddisfazione dei cittadini per il servizio offerto. Tuttavia, con l’avvento della farmacia dei servizi il rapporto cambia: alla dispensazione si affianca l’erogazione di prestazioni rivolte alla persona, non necessariamente mediate dal farmaco, e questo presuppone il passaggio alla presa in carico del paziente, così come sancito anche dall’Atto di indirizzo del rinnovo della Convenzione per le farmacie. A sua volta, prendere in carico un paziente significa aderire esplicitamente ai principi fondanti del nostro Servizio sanitario nazionale, a cominciare dall’universalismo, come scritto nell’articolo 3 del nuovo Codice”.

L’articolo integrale sarà disponibile

sul prossimo numero di Tema Farmacia

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