Trend della spesa farmaceutica nel triennio 2018-2020

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Pubblicato lo scorso 28 luglio da Aifa il documento relativo all’andamento della spesa farmaceutica nazionale e regionale nel periodo 2018-2020. Pone particolare attenzione sulla spesa per acquisti diretti, la quale a partire dal 2017 ha mostrato un costante disavanzo rispetto al tetto in tutte le Regioni e Province Autonome

A partire dal 2015 è stato osservato uno sfondamento via via crescente del tetto relativo alla spesa per gli acquisti diretti (ospedalieri) e una capienza anch’essa crescente del tetto relativo alla spesa farmaceutica convenzionata. Si ricorda che i tetti di spesa sono stati introdotti nel 2008 come meccanismo di budget e deterrente all’eventuale sforamento. Tuttavia, negli anni si è assistito ad uno sforamento divenuto strutturale che ha richiesto meccanismi continui di rimodulazione.

La rimodulazione dei tetti per il 2021, fermo restando il finanziamento totale destinato alla farmaceutica nella misura del 14,85% del Fondo Sanitario Nazionale (FSN), «prevede che si attribuisca una percentuale del 7% del FSN alla convenzionata (in sostituzione del vigente 7,96) e per differenza del 7,85% del FSN agli acquisti diretti (anziché dell’attuale 6,89). Ciò permetterà di ridurre di circa 1,2 miliardi lo sfondamento del canale degli acquisti diretti, senza tuttavia generare sfondamento nel canale della convenzionata» si legge nel documento Aifa relativo all’andamento della spesa farmaceutica nazionale e regionale nel periodo 2018-2020.

I risultati dell’analisi

L’analisi mostra tuttavia una stabilità, nell’ultimo triennio, per quanto concerne la spesa farmaceutica sostenuta dal Sistema sanitario nazionale, attestatasi a 19,4 miliardi di euro annui. Questo è avvenuto in buona sostanza con una riduzione lenta ma progressiva della farmaceutica convenzionata a fronte di un aumento della spesa per acquisti diretti a carico del Ssn e di quella privata a carico dei cittadini. L’acquisto privato dei cittadini ha continuato a crescere, contando per 7,2 miliardi di euro nel 2020, rappresentando una quota di spesa consistente che deve essere monitorata.

La spesa regionale

Per quanto attiene alla spesa convenzionata, tutte le Regioni hanno mostrato un andamento decrescente nel tempo. Le Regioni che hanno mostrato un trend più marcato nel triennio considerato (dicembre 2017 – dicembre 2020) sono state le Marche (-14,5%) e l’Abruzzo (-14,1%), seguite da Puglia (-10,7%) e Piemonte (-9,5%). Unica Regione per cui è stato osservato un trend lievemente crescente è stata la Lombardia (+2,4%), anche se per il 2020 la spesa è rimasta al di sotto del tetto regionale. A livello nazionale la percentuale di incidenza sul fondo è passata da 7,54% di dicembre 2017 a 6,64% del dicembre 2020.

La spesa per acquisti diretti

Per quanto riguarda la spesa per acquisti diretti, sia a livello nazionale che per tutte le Regioni, si è osservato un andamento in costante aumento nel tempo. A livello nazionale, nel triennio considerato, si è registrato un incremento della spesa per acquisti diretti (inclusi Gas Medicinali) del 17,6%. L’aumento del fondo sanitario nazionale e, conseguentemente, del tetto della spesa per acquisti diretti ha solo in parte contenuto lo sfondamento, registrato in tutte le regioni. A livello nazionale la percentuale di incidenza sul fondo è passata da 8,37% per dicembre 2017 a 9,21% del dicembre 2020.

I Fondi Covid

Nel 2020 è stato aumentato complessivamente il Fondo Sanitario Nazionale di 3,6 miliardi di euro stanziati per l’emergenza Covid, che hanno avuto ripercussioni sui tetti di spesa. Per quanto riguarda la spesa convenzionata, anche in assenza dei fondi Covid aggiuntivi, tutte le regioni avrebbero rispettato il tetto di spesa del 7,96%. Per quanto riguarda gli acquisti diretti, al contrario, l’assenza dei fondi aggiuntivi Covid avrebbe ulteriormente incrementato il disavanzo rispetto alle risorse disponibili.

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