Quanto si sa sull’uso degli antibiotici? I dati del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie

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In materia di antibiotici, gli operatori sanitari sono promossi, ma non a pieni voti. È quanto emerge dalla ricerca del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie

uso antibiotici

Il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc Europa), ha svolto una ricerca intitolata ‘Indagine sulle conoscenze, gli atteggiamenti e i comportamenti degli operatori sanitari su antibiotici, uso di antibiotici e resistenza agli antibiotici, UE/SEE, 2019’. Il lavoro ha coinvolto 18.365 operatori sanitari europei, ai quali è stata sottoposta una serie di domande riguardanti la delicata questione dei farmaci antibiotici. Complessivamente, il 97% del campione preso in esame ha dimostrato di avere le conoscenze basilari necessarie in tema di antibiotici, ma esistono comunque notevoli differenze tra nazione e nazione e anche tra le diverse categorie dei professionisti della salute. La netta maggioranza degli intervistati (89%) ha comunque dimostrato pieno accordo nel ritenere eccessivo l’uso di questa classe di farmaci.

Uso degli antibiotici: quanto ne sanno i professionisti della salute in Italia

La maggior parte dei professionisti interrogati in merito (80%), si è dichiarata capace di informare correttamente i cittadini sull’uso appropriato degli antibiotici, necessario per impedire il fenomeno dell’antibiotico resistenza, ma solo il 22% del campione pensa che in Italia si facciano le cose per bene. I due motivi principali di questa scarsa convinzione sono: la lingua inglese molto utilizzata nel materiale informativo e non da tutti padroneggiata in modo sufficiente (opinione del 40% degli intervistati) e l’ignoranza dell’esistenza di un Piano Nazionale italiano sulla resistenza antimicrobica (33% degli operatori sanitari nazionali).

I medici sono i più informati

Lo studio di Ecdc prevedeva anche sette domande cardine poste allo scopo di stilare una speciale classifica per categoria professionale in merito alle conoscenze sull’antibiotico-resistenza. Le domande erano le seguenti:

  • “Gli antibiotici sono efficaci contro i virus?”
  • “Gli antibiotici sono efficaci contro il raffreddore e l’influenza?”
  • “L’uso non necessario degli antibiotici li rende inefficaci?”
  • “L’assunzione di antibiotici ha effetti collaterali o rischi associati come diarrea, colite, allergie?”
  • “Ogni persona trattata con antibiotici corre un rischio maggiore di infezioni resistenti agli antibiotici?”
  • “I batteri resistenti agli antibiotici possono diffondersi da persona a persona?”
  • “Le persone sane possono essere portatori di batteri resistenti agli antibiotici?”

In tutta l’area UE/SEE, solamente il 58% degli intervistati ha risposto correttamente a tutte le domande, pur con notevoli differenze tra Paese e Paese. Al primo posto si sono classificati i medici, seguiti da ricercatori, farmacisti, infermieri, dentisti e ostetriche. L’ultimo poco ambito piazzamento in classifica è occupato invece dagli operatori della categoria definita ‘nursing associate’, che comprende gli assistenti sanitari e altre figure professionali.

Nel commentare l’esito dell’indagine di Ecdc Europa, Vytenis Andriukaitis, Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, ha ribadito: “Gli operatori sanitari sono attori chiave nel combattere la resistenza antimicrobica. Il sondaggio dimostra che le conoscenze generali sulla resistenza antimicrobica sono buone, ma evidenzia anche la necessità di compiere ulteriori sforzi per metterlo in pratica. In particolare, in termini di moderare le prescrizioni e migliorare la prevenzione delle infezioni al fine di meglio proteggere e cittadini pazienti trattare in particolare attraverso la formazione e di orientamento”.

Antibiotico-resistenza alla Camera dei deputati

Di antibiotico-resistenza si è parlato il 12 febbraio alla Camera dei deputati, con l’approvazione di quattro mozioni, di maggioranza e minoranza, sul tema. Sono state esaminate e poi approvate con distinte votazioni le mozioni Mandelli, Pedrazzini ed altri n. 1-00022 (Nuova formulazione), Molinari ed altri n. 1-00327 e Lollobrigida ed altri n. 1-00328 come riformulate, e la mozione Carnevali, Nappi, Rostan, De Filippo ed altri n. 1-00329. Intervenendo in aula, Andrea Mandelli, presidente Fofi, ha ribadito la necessita di “monitorare efficacemente sia la diffusione di ceppi resistenti, sia il consumo di antibiotici, sia l’appropriatezza del ricorso a questi farmaci. Ed è urgente promuovere la formazione del personale sanitario su questo aspetto nonché condurre una continua educazione sanitaria dei cittadini. Senza dimenticare la ricerca di nuovi antibatterici. Se non vogliamo che il Piano nazionale resti un ottimo progetto teorico serve investire in tutti questi segmenti. Per questo ho presentato una mozione che risponde alle sensibilità della comunità scientifica”

 

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